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LETTERE A DONNE CONSACRATE: MADRI, SORELLE, FIGLIE – Introduzione, traduzione e note

Charles De Foucauld
Lettere a donne consacrate: madri, sorelle, figlie
Introduzione, traduzione e note
a cura delle Discepole del Vangelo,
pp. 201, € 28.00

Charles de Foucauld, nel corso della sua vita (1858-1916), ha scritto migliaia di lettere a laici, sacerdoti e religiosi. Alcune di esse sono state indirizzate a donne consacrate: monache, religiose e laiche, dal tempo della permanenza a Nazareth (1897-1900), fino al termine della sua vita. La corrispondenza con queste donne ci consegna, come altri suoi scritti, la passione per il Beneamato Gesù e per gli uomini e donne, credenti e non credenti; i principi evangelici della missione che Charles aveva a cuore; la sollecitudine nel rendere partecipi molti dell’amore di Dio.
Frère Charles è, per le donne alle quali scrive, ora un padre, ora un fratello, ora un figlio nella fede. Le accompagna spiritualmente; condivide con loro i suoi progetti nel Sahara; è grato della cura che queste consacrate riservano alla sua vita, totalmente dedita al Vangelo e ai poveri.
Le Discepole del Vangelo che hanno curata questa edizione, fanno parte dell’Association Famille Spirituelle Charles de Foucauld e da alcuni anni si dedicano alla diffusione della spiritualità di Frère Charles, anche attraverso traduzioni italiane e pubblicazioni dei suoi scritti.

Sorella Monica Marighetto
Discepole del Vangelo
www.discepoledelvangelo.it

L’INSURREZIONE dell’umanità nascente

Marco Guzzi
L’insurrezione
dell’umanità nascente
pp. 302, € 17,00
INSURREZIONEL’intuizione da cui nasce la collana Crocevia è quella di provare a suggerire una ripartenza per affrontare questa difficile fase storica di trasformazione. Mettere in campo adeguate chiavi interpretative, valide in ambito laico e cattolico, per poter far intravedere con chiarezza e positività una nuova figura di umanità.
Lo scrittore e filosofo Marco Guzzi, con questo testo, intende ritrovare i presupposti poetici e spirituali di un’Insurrezione che procede da tempo, ma che solo ora può essere compresa fino in fondo e quindi manifestarsi in modi adeguati alla radicalità e all’estremità dei tempi.
Si mette in luce l’incapacità del mondo tecnico occidentale, divenuto ormai globale, di esprimere un senso vitale e una direzione evolutiva del proprio sviluppo. Il moto di protesta è espresso da un’unica volontà generale di riprendere speranza provando a fare chiarezza. In questa fase di eclissi tutti siamo chiamati a riconoscere e a incarnare i tratti di un volto nuovo e inedito dell’uomo, e perciò a insorgere contro la figura morente che tuttora domina dentro le catastrofi che continua a produrre. La riflessione prende spunto da alcuni seminari tenuti nel 1995 dall’Autore, all’interno del Centro Internazionale Eugenio Montale di Roma. Si prova a rielaborare e ampliare alcuni pensieri, usando lo stesso tono colloquiale e intimistico sperimentato durante questi incontri. Lo scopo è quello di trasmettere un sapere intimistico e personale basato sull’esperienza e sull’emotività e costruire un dialogo e un confronto capace di porre in atto reciprocità, cammino comune, chiarezza di obiettivi e autentica volontà di conseguirli. Il sapere dell’Uomo Nascente, dell’uomo chiamato a risorgere, è infatti un conoscere trasformandosi, una conoscenza che richiede il coinvolgimento esistenziale del soggetto che conosce, la sua messa in gioco iniziatica.
Questa è l’Insurrezione da cui si vorrebbe muovere per scoprire e per ampliare la propria interiorità. Passare da un Io chiuso nelle proprie paure ad un Io che si scopre fin dall’origine in relazione con la Fonte del proprio essere. Nel testo si riportano alcuni versi che hanno l’obiettivo di innestare una profezia insurrezionale per l’umanità: aprire i cuori all’alterità. L’Io-Mondo ego-centrato è finito, è tempo di insorgere/risorgere dalle ceneri di una civiltà in stato terminale. Questo è anche l’auspicio che il pontefice ha voluto esprimere nella sua ultima Enciclica: Laudato si’. Un inequivocabile appello alla rivolta culturale, spirituale e politica contro il paradigma di una civiltà tecnocratica fuori controllo. Siamo ora chiamati al coraggio, ad una conversione-inversione radicale.
a cura di Romina Baldoni

COLPA DELLE STELLE – Film

colpa_delle stelleTitolo Originale: The Fault in Our Stars
Genere: Drammatico
Regia: Josh Boone
Interpreti: Shailene Woodley (Hazel Grace Lancaster), Ansel Elgort (Augustus Waters), Laura Dern (Frannie), Sam Trammell (Michael), Nat Wolff (Isaac), Willem Dafoe (Peter Van Houten), Lotte Verbeek (Lidewij Vliegenthart).
Nazionalità: USA – Distribuzione: 20th Century Fox Italia
Anno di uscita: 2014 – Origine USA (2014)
Soggetto: dal romanzo omonimo di John Green
Sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber
Fotografia: Ben Richardson – Musica: Mike Mogis, Nathaniel Walcott
Montaggio: Robb Sullivan r
Durata: 125′
Produzione: Temple Hill EntertainmentLa trama
Film tratto dal best seller omonimo di John Green, Colpa delle stelle, racconta la storia di Hazel e Augustus, due ragazzi malati di tumore e anticonformisti, uniti più che dalla malattia dal modo di vedere e affrontare la vita. Hazel è collegata ininterrottamente a una bombola d’ossigeno e grazie a una medicina sperimentale la malattia diagnosticata anni prima, sembra in regressione. Vive rinchiusa nel suo piccolo mondo senza poter sperare in un futuro migliore perché ha capito che non ci sarà nessun miracolo per lei. Un giorno però nella sua vita compare Augustus, affascinante, carismatico e pieno di vita, reduce anche lui da un cancro che lo ha privato di una gamba, cammina grazie all’aiuto di una protesi affrontando il mondo senza abbattersi. I due ragazzi si incontrano in un gruppo di sostegno per i malati terminali e tra loro nasce una straordinaria storia d’amore che diventerà una fugace vittoria su una minaccia che, implacabile, arriverà.
Ripercorriamo le tappe
Colpa delle stelle si snoda attraverso un filo conduttore che demarca il dramma dalla commedia in un alternarsi di sofferenza e umorismo, passione e ottimismo. I desideri spezzati e la tragica fatalità della vita sono presentati con leggerezza e intensità, con delicatezza e un’ironia mai fine a se stessa, e una capacità narrativa singolare. Il tenero intreccio della storia e lo stile disincantato e mai rassegnato dei due protagonisti, fa nascere nello spettatore una grande empatia esente da ogni forma di compassione. Il loro amore non è diverso da ogni altro amore, un legame forte più della malattia e della stessa morte. Tutto si svolge in un contesto di normalità, che sappiamo essere solo apparente per il gravare sui giorni di una sorte crudele che non esonera i due innamorati. Un destino di cui essi sono ben consapevoli. Alla base di tutto il racconto c’è la storia vera di Esther Earl che nel 2005 scopre di avere il cancro (morirà nel 2010, a sedici anni): «La nostra amicizia e la sua gioia di vivere sono state una grande fonte di ispirazione», dice l’autore del libro John Green.
Riflettiamo sulle parole
…DELL’ATTORE ANSEL ELGORT
«È una storia che fa sentire i giovani più ricchi di emozioni e allo stesso tempo mostra che a volte possono essere più intelligenti degli adulti. Noi giovani stiamo imparando a vivere, il nostro cervello è come una spugna. Siamo ancora in questa fase delle nostre vite in cui pensiamo tanto e a tante cose. Il mio personaggio è idealista. Uno che vuole lasciare la sua impronta sul mondo. Quando capisce che non può farlo, allora si butta giù. È un ragazzo con una teatralità innata: è pieno di emozioni, ma anche pieno di difetti. Il messaggio più importante del film e che non bisogna cambiare il mondo, quello che importa è come ti comporti con quelli che ti vogliono bene, il segno che lasci sulle persone che ti sono vicine».
DELL’ATTRICE SHAILENE WOODLEY
«È stata una fortuna aver recitato in Colpa delle stelle, mi ha insegnato più di qualsiasi scuola e mi ha reso più solida. Non abbiamo garanzie nella vita, né giustificazioni, e con i sensi di colpa e lo stress sprechiamo solo tempo ed energie. Questo film mi ha fatto capire che la vita è fuggevole, che non devi dare niente per scontato e che ogni mattina puoi esalare il tuo ultimo respiro. Per questo lavoro ho incontrato tante persone, alcune molto giovani, che stavano male; e così cose normalissime, che ne so, respirare, una corsa, mi sono improvvisamente sembrate speciali. Non mi sono mai sentita depressa o triste, però, mentre giravamo il film, perché penso che celebri la vita».
Utilizzo pastorale: alcune piste
Gli argomenti affrontati dal film sono dolorosi e impegnativi: la vita, la malattia, la morte, l’amore, il rapporto genitori-figli, il rapporto tra i genitori e la malattia dei propri figli.
Gli spunti di riflessione nascono dalle situazioni estreme all’interno delle quali Hezel e Augustus si trovano ad affrontare momenti gravi e inconsueti per la loro età. Il loro amore dona spessore al tempo, lo rende tangibile e ogni attimo che passa è un miracolo che si realizza.
– Il film non evidenzia il contrasto tra le situazioni ma lo esalta. Hezel e Augustus aggrediscono la malattia, la combattono con l’amore, la esorcizzano con la loro voglia di vivere. Sono capaci entrambi di superare gli ostacoli che il cancro presenta loro in conto. Non sentono pietà l’uno verso l’altra ma una forte complicità che li aiuta a colmare il buco nero della disperazione. In una realtà tutta in salita, si aprono all’amore come unica possibilità di sopravvivenza.
Un inno alla vita, attraversata dalle domande esistenziali che non sempre trovano risposta ma che legano le esistenze dei protagonisti e di ogni persona sulla terra.
– Colpa delle stelle pone la malattia in una luce che dà spazio e spessore all’ammalato rivelando che l’amore è più forte della compassione.
Tematiche: Rapporto genitori-figli; Famiglia, Adolescenza, Amore, Malattia, Morte
a cura di Teresa Braccio, fsp

LA VERGOGNA un’emozione antica

Alessandro Meluzzi
LA VERGOGNA
Un’emozione antica
pp. 174, euro 13,00
VERGOGNAAlessandro Meluzzi analizza un’emozione antica e viscerale, “rifiutata” dalle giovani generazioni, ma fondamentale e utile per l’evoluzione personale e sociale dell’individuo. Partendo dalla triste constatazione che viviamo in una società in cui soprattutto le giovani generazioni hanno imparato a non provare vergogna (o, meglio, hanno disimparato a provarla nel modo giusto), l’Autore sottolinea come la vergogna sia invece un sentimento connaturato, con cui non possiamo non confrontarci, fin da piccolissimi. È un’emozione con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni; infatti, scrive: “ è cambiato il modo di vivere la vergogna? Tantissimo, soprattutto attraverso il web. Oggi i giovani hanno imparato che la vergogna non esiste e, se c’è, allora è un’emozione per sfigati. I social network, in particolare, ci hanno insegnato a condividere tutto senza vergogna. Non c’è il pudore di mostrarsi nudi o semi-nudi. Non c’è il senso di colpa per aver aggredito qualcuno, attuando quello che prende il nome di cyberbullismo. E come vivevano le vecchie generazioni la vergogna? Cercavano di superarla! Ma è sempre un buon motivo tentare di non provare vergogna? Se la vergogna è un’emozione così primordiale, che viene suscitata in noi fin dai due anni di età, ci sarà pure una ragione”.
La vergogna è utile, non solo perché ci consente di capire che abbiamo sbagliato ma anche perché ci permette di riflettere su una situazione che non vogliamo più rivivere. Ciò ci consente di evolvere. Ma di evolvere come? Attraverso gli altri. Diceva Sartre che l’inferno sono gli altri. Aveva ragione perché con gli altri ci confrontiamo e sono gli altri che ci fanno provare vergogna. In questo senso, evolviamo nei rapporti umani. E che cosa sono gli altri se non la prefigurazione dell’Altro, cioè Dio? In un continuo dialogo con gli altri e con Dio riusciamo a migliorare anche attraverso la vergogna, un’emozione antica e viscerale.
ALESSANDRO MELUZZI è laureato in Medicina e Chirurgia all’università di Torino e specializzato in Psichiatria. Baccalaureato in Filosofia al Pontificio Ateneo Sant’ Anselmo di Roma. Fondatore e direttore dell’International School of Investigative Criminology e docente di psichiatria forense nel Master di Analisi comportamentale e Scienze applicate alle investigazioni presso la Link Campus University. Portavoce della Comunità Incontro. Fondatore della Comunità Agape Madre dell’Accoglienza. Ipodiacono di rito greco-cattolico.

 

SCARTI – Incontrare e custodire l’umanità ferita

Laura Capantini

SCARTI
Incontrare e custodire l’umanità ferita
pp. 126, euro 12,50
SCARTI«La persona umana oggi è in pericolo! (…) Le persone vengono scartate, come se fossero rifiuti. Questa “cultura dello scarto” tende a diventare mentalità comune… La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera o disabile, se non serve ancora – come il nascituro -, o non serve più – come l’anziano»
(papa Francesco, Udienza, 5 giugno 2013).
Questo libro nasce dal grido di allarme lanciato da papa Francesco e racconta di persone dall’esistenza marginale; queste persone sono tratteggiate in piccoli ritratti, disposti a disegnare una sorta di itinerario che si svolge nell’arco di una giornata. In ciascun momento – la notte, l’alba, il mattino, il mezzodì, il meriggio, il tramonto e la sera – si propongono due storie, che richiamano in modi diversi quel particolare momento del giorno. Ciascuna coppia di racconti è seguita da alcune parole, anch’esse legate per associazione o suggestione allo stesso tempo della giornata. Quasi un lessico minimo, per una cultura dell’accoglienza, della comprensione, della cura e della custodia, per un’ecologia dell’umanità.
Laura Capantini, laureata in Filosofia all’Università di Pisa e in Psicologia all’Università di Roma La Sapienza, insegna e opera da anni come formatrice e docente in vari corsi di specializzazione. Lavora come consulente psicologico a orientamento analitico transazionale e di psicologia di comunità nel campo educativo e del counseling con l’infanzia, gli adolescenti e i giovani, le coppie e la famiglia, con le persone con disabilità e patologie croniche. Si è occupata di progetti per l’alta marginalità e l’esclusione sociale, per lo sviluppo dei diritti umani, della solidarietà e della pace anche nei Paesi in via di sviluppo. Collabora abitualmente con riviste specialistiche del settore educativo, psico-sociale e spirituale.