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Novità in vetrina

MARIA DI NAZARETH – Film

Maria di NazarethGenere: Drammatico
Regia: Giacomo Campiotti
Interpreti: Alissa Jung, Paz Vega, Andreas Pietschmann, Antonia Liskova, Luca Marinelli, Roberto Citran, Thomas Trabacchi, Andrea Giordana, Sergio Muniz, Johannes Brandrup, Teresa Acerbis, Marco Rulli, Tony Laudadio, Marco Messeri, Nikolai Kinski, Marco Foschi, Remo Girone
Nazionalità: Italia
Soggetto: Francesco Arlanch
Sceneggiatura: Francesco Arlanch, Giacomo Campiotti
Musiche: Guy Farley
Montaggio: Alessio Doglione
Fotografia: Enrico Lucidi
Scenografia: Cosimo Gomez
Costumi: Enrica Biscossi
Durata: 200′
Produzione: Lux Vide, Bayerischer Rundfunk, BetaFilm-Tellux, Telecinco, Rai Fiction
Note:
– Film TV in 2 parti
– In concorso nella sezione Fiction Edita – Miniserie all’edizione 2012 del RomaFictionFest
La trama
Un film, due donne: Maria di Nazaret e Maria Maddalena. Due amiche con esperienze diverse che hanno in comune l’amore per Gesù. La storia della salvezza passa attraverso la loro vita. Maria, la madre “benedetta fra le donne”, capace di una donazione sconfinata verso Gesù, verso Dio e verso l’umanità, dalla quale tutto ha avuto origine, e Maddalena, “donna dai molti peccati”, che avrà la gioia di vedere per prima il Cristo risorto. Lo scenario che fa da sfondo a questa originale rilettura dei vangeli sinottici, fatta con ampie libertà narrative dal regista Giacomo Campiotti, è la Palestina di 2000 anni fa. Tutto ha inizio con l’Annunciazione: Maria, povera ragazza della Galilea, accoglie dentro di sé il figlio del Mistero che non sarà mai suo. Nello stesso villaggio l’amica Maddalena, dopo aver assistito impotente alla lapidazione della madre, accetta le attrazioni della vita di corte ed entrare nella reggia di Erode. Come prevedibile le loro strade sono destinate a separarsi. Maria affronta le incombenze della maternità e del matrimonio con Giuseppe, Maddalena vende il suo corpo seguendo le lusinghe della perfida Erodiade. La storia di Maria, le sue ansie di madre e di moglie, si intersecano con la storia del popolo di Israele e del tentativo di affrancamento dalla tirannia romana.
 
Ripercorriamo le tappe
Maria di Nazaret è la storia di una grande amicizia. L’idea di intrecciare la storia della madre di Gesù con quella dell’amica Maddalena porta a raffigurare nel racconto il disegno di una alleanza eterna: l’amore fra Dio e l’umanità. Prediligendo il tema dell’amicizia il film descrive Maria come amica di Dio ma anche amica di ogni donna e uomo della terra. La Maria di Nazaret nella quale tutti ci rispecchiamo è una ragazza piena di vitalità e intraprendenza, materna e premurosa allo stesso tempo. Una donna dolce, sensibile, generosa, ma non per questo priva di determinazione e capacità di vivere un amore oblativo nonostante dubbi, angoscia, sofferenza. Come spettatori ci ritroviamo nelle parole del regista: «Io vado avanti, dentro queste vicende che ci appartengono per tirare fuori emozioni, umanità e anche dare conto del mistero e della fede …». Al di là di ogni personalismo possiamo ritenere realizzato il desiderio degli autori di offrire un’esperienza il più possibile “autentica”.
Riflettiamo sulle parole
 
…di Francesco Arlanch – sceneggiatore
«La scelta di inquadrare il personaggio di Maria attraverso una storia di amicizia con Maddalena ha permesso di sciogliere due importanti nodi. Il primo: a quali fonti ispirarsi? Il desiderio era quello di offrire allo spettatore un’esperienza il più possibile “autentica”. Il personaggio di Maddalena – alla quale il Vangelo dedica meno di un versetto – ha permesso di risolvere il problema. Mentre nella vicenda di Maria ci si è attenuti il più fedelmente possibile ai passi evangelici, in quella – parallela – riguardante Maddalena c’è stato lo spazio per una maggiore libertà romanzesca.
Ma il secondo nodo da sciogliere era ancora più ostico. Tutte le storie parlano della stessa cosa: del desiderio di colmare una mancanza. Per questo ci emozionano ed empatizziamo con i protagonisti, perché siamo tutti, sempre, alle prese con la medesima aspirazione: colmare le nostre mancanze. C’era dunque una difficoltà molto concreta nello scrivere una sceneggiatura su Maria: cosa desiderava colmare una donna piena di grazia? L’esplorazione del personaggio di Maddalena ha permesso di trovare una risposta a queste domande: Maria non aveva mancanze, tranne una,la preoccupazione per le mancanze dell’intera umanità, che nel film sono esemplificate dal personaggio di Maddalena».
 
…di Giacomo Campiotti – regista
«Ho cercato di fare del mio meglio per realizzare la storia più antica e semplice del mondo, quella di una madre e di un figlio. La magia dell’attesa e la gioia del primo incontro, la dedizione totale, l’amore sconfinato e, con l’andare degli anni, la necessità del distacco. Ma nella nostra storia questo percorso naturale è portato ad un estremo dove nessuno era mai arrivato. Perché questa volta la madre è lei, Maria. La donna che Dio sceglie per essere la madre di Suo figlio. E il figlio è Gesù.
Maria accetta con umiltà il mistero di questa missione d’amore che fin dall’inizio le si presenta difficile, e la compie in salita, passo dopo passo fino a comprendere che per lei distaccarsi dal figlio significa lasciarlo andare verso la Croce. Ecco, nella nostra storia di Maria ho cercato di coniugare questi due aspetti: la semplicità dell’amore umano che meglio conosciamo e il Mistero più alto che ci possiamo immaginare. Maria è qui in mezzo…
Ho quindi cercato di non mettere Maria sul piedistallo come una statuina ma neanche levarle quella profonda Consapevolezza e Fede che l’accompagnano in ogni passo della “sua “ via crucis. È stato per me un grande privilegio lavorare a questo progetto. Per prepararmi ho letto di fila i quattro Vangeli e sono rimasto folgorato dalla loro potenza e chiarezza…
Luca Bernabei ha avuto la bella idea di dedicare questo film alle nostre mamme, a tutte le mamme. Che hanno verso i figli un amore totale, incondizionato, che dona tutto senza chiedere nulla in cambio. Effettivamente è l’unico amore umano che pallidamente può ricordare quello divino, che forse è proprio un riflesso dell’Amore Divino.
Vorrei allora ringraziare mia madre che tante volte è stata per me questo riflesso, e voglio ringraziare mia moglie e mamma dei miei due figli più piccoli per il continuo esempio di amore incondizionato e per essermi stata vicina in Tunisia in questa avventura e per essermi vicino in questa grande avventura che si chiama Vita».
  
Utilizzo pastorale: alcune piste
Questo film ci presenta una Maria diversa da quella che siamo abituati a conoscere:
– La sua vita è narrata attraverso lo sguardo dell’amica Maddalena che tutti conosciamo per essere stata salvata dalla lapidazione da Gesù e che diventa poi una sua fedele discepola. Da questa angolazione visiva emerge l’immagine di una donna alle prese con l’evento inspiegabile della vita e dell’amore.
– É una donna che vive di fede fin dalla tenera età, immersa nel Mistero, vive con serenità tutti gli avvenimenti che la coinvolgono, anche il dubbio di Giuseppe nel credere che il bambino che porta in grembo sia figlio di Dio. È intorno a questa immagine che si snoda tutta la narrazione: la protagonista non è solo Maria, lo sono anche il limite, l’errore, la cattiveria, scrutati attraverso l’occhio femminile.
– «La storia è di una modernità incredibile perché al fondo c’è il rapporto tra una madre e un figlio, la storia più bella e più misteriosa che qui acquista un valore più alto perché questo figlio non è per lei, ma neppure sarà destinato ad essere un grande re liberatore come Maria immaginava, Gesù infatti è un agnello sacrificale e per trono avrà la croce …».
– Maria donna vera, umile, con una dolcezza quotidiana mai sdolcinata, ci porta per mano dentro la storia del Figlio suo ma anche dentro la sfida delle sue scelte fatte alla luce della Fede. Una luce che riempie lo schermo e il cuore degli spettatori.
Hanno detto…
Dopo la proiezione di Maria di Nazareth nella Sala Clementina, Benedetto XVI ha rivolto ai presenti le seguenti parole.
Cari amici,
Grazie a tutti voi per questo momento che invita a riflettere attraverso le immagini e i dialoghi del film «Maria di Nazareth».
Non è facile tratteggiare la figura di una madre, perché contiene una ricchezza di vita difficilmente descrivibile; e ciò è ancora più impegnativo se si tratta di Maria di Nazareth, una donna che è Madre di Gesù, del Figlio di Dio fatto uomo.
Avete impostato il film su tre figure femminili, che incrociano le loro vite, ma che fanno scelte profondamente diverse. Erodiade rimane chiusa in se stessa, nel suo mondo, non riesce a sollevare lo sguardo per leggere i segni di Dio e non esce dal male. Maria Maddalena ha una vicenda più complessa: subisce il fascino di una vita facile, basata sulle cose, e usa vari mezzi per raggiungere i suoi scopi, fino al momento drammatico in cui è giudicata, è messa davanti alla sua vita e qui l’incontro con Gesù le apre il cuore, le cambia l’esistenza. Ma il centro è Maria di Nazareth, in Lei c’è la ricchezza di una vita che è stata un «Eccomi» a Dio: è una madre che avrebbe il desiderio di tenere sempre con sé il proprio Figlio, ma sa che è di Dio; ha una fede e un amore così grandi da accettare che parta e compia la sua missione; è un ripetere «Eccomi» a Dio dall’Annunciazione fino alla Croce.
Tre esperienze, un paradigma di come si può impostare la vita: sull’egoismo, sulla chiusura in se stessi e sulle cose materiali, lasciandosi guidare dal male; oppure sul senso della presenza di un Dio che è venuto e rimane in mezzo a noi e che ci attende con bontà se sbagliamo e ci chiede di seguirlo, di fidarci di Lui. Maria di Nazareth è la donna dell’«Eccomi» pieno e totale alla volontà divina, e in questo «Sì», ripetuto anche davanti al dolore della perdita del Figlio, trova la beatitudine piena e profonda. Grazie a tutti!
 
Teresa Braccio, fsp

NATIVITY – Film

NativityTitolo originale: The Nativity Story
Genere: Drammatico
Regia: Catherine Hardwicke
Interpreti: Keisha Castle Hughes (Maria), Oscar Isaac (Giuseppe), Hiam Abbass (Anna, madre di Maria), Shaun Toub (Gioacchino, padre di Maria), Alexander Siddig (Arcangelo Gabriele), Nadim Sawalha (Melchiorre), Eriq Ebouaney (Baldassarre), Stefan Kalipha (Gaspare), Said Amadis (Tero), Stanley Townsend (Zeccaria), Ciaran Hinds (Re Erode), Shohreh Aghdashloo (Elisabetta).
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: Eagle Pictures
Soggetto e sceneggiatura: Mike Rich
Fotografia.(Panoramica/a colori): Elliot Davis
Musica: Mychael Danna
Montaggio: Robert K. Lambert, Stuart Levy
Durata: 102′
Produzione: Wyck Godfrey, Marty Bowen

 

La trama
Nazaret. Una ragazza, umile e graziosa, vive la propria giovinezza lavorando per contribuire al sostentamento della sua famiglia. È Maria, figlia di Gioacchino e Anna, due modesti genitori che per assicurarle un futuro migliore la promettono in sposa a Giuseppe, originario di Betlemme, uomo di grande sensibilità e rettitudine. Mentre Maria si prepara al matrimonio riceve una visita inaspettata e una proposta singolare, un angelo le annuncia la volontà di Dio per lei: concepirà un bambino, il figlio di Dio, che cambierà per sempre le sorti del mondo. Maria turbata si reca a far visita alla cugina Elisabetta e, al suo ritorno a Nazaret, la gente del paese scopre non senza meraviglia l’evidente e misteriosa gravidanza. Giuseppe ne assume la paternità e salva così la giovane donna dalla lapidazione. Quando il re Erode proclama un censimento e tutti gli abitanti del luogo devono recarsi al proprio paese d’origine per farsi registrare, inizia per Maria e Giuseppe un lungo e faticoso viaggio verso Betlemme, dove vedrà la luce Gesù e, secondo l’affermazione di uno dei magi, luogo dove “Dio si fa carne”.
 
Ripercorriamo le tappe
Nativity è la storia prodigiosa di una ragazza e della rivelazione di Dio che ha trasformato la sua esistenza e la storia dell’umanità. Il racconto della vita di Maria, e del viaggio verso Betlemme prima della nascita di Gesù, si snoda attraverso un percorso narrativo sobrio e didascalico che inizia e si conclude con l’episodio della Strage degli Innocenti, proposto come preambolo e epilogo di tutti gli altri eventi:
La vita a Nazareth
Il fidanzamento con Giuseppe
L’annuncio dell’Angelo,
La gravidanza prodigiosa
Il viaggio da Nazareth a Betlemme
La Nascita nella grotta, i pastori e i Re Magi
La Fuga in Egitto
Ripercorrendo i Vangeli con un taglio semplice e lineare, il film si conclude con il Magnificat collocato al termine del racconto, durante la fuga in Egitto, quasi a voler evidenziare la trasformazione che la nascita del Messia ha provocato in Maria e nella vita di ogni uomo. La promessa di Dio si è realizzata. La fonte a cui prevalentemente il film si ispira sono i Vangeli di Luca e di Matteo che ripercorre quasi letteralmente. La loro narrazione stringata è arricchita da dialoghi ugualmente scarni e diretti senza cadere mai in divagazioni superflue. Con una grande attenzione alle Scritture e alla storia, il film propone anche una ricostruzione fedele di quel periodo: ambienti, costumi, tradizioni, gesti, preghiere. Non è una sacra rappresentazione ma la descrizione di un racconto che coinvolge e favorisce la partecipazione personale ad un evento che parla ancora oggi a tutta l’umanità.
 
Riflettiamo sulle parole
…DELLA REGISTA CATHERINE HARDWICKE
«Diciamo che quella di Giuseppe e Maria è una classica storia di teenager, che iniziano a costruire qualcosa nelle loro esistenze. Sono due ragazzi che si trovano di fronte ad un dono effettivamente fuori dal comune, e come se fossero due ragazzini che non hanno soldi e devono mantenere un figlio. Inoltre abbiamo catturato quella istantanea di povertà che mi aveva subito affascinato. Lavoravano sempre, sopravvivevano più che vivere decentemente. Mi sembrava opportuno regalare ai giovani spettatori un’immagine veritiera di quell’epoca e, spero, anche di questo preciso episodio del Vangelo…Mi auspico che il pubblico possa sentirsi in sintonia con la visione e magari trovarvi ispirazione per superare le proprie sfide e le proprie difficoltà. Spero che la gente possa uscirne con una considerazione nuova del sacrificio che Maria e Giuseppe furono disposti a fare. Abbiamo dimenticato cosa deve essere stato il viaggio a Betlemme, con i dialoghi, le paure …Verso la fine, la pellicola sembra trasportarti in un luogo spirituale, un luogo sacro…spero che gli spettatori possano percepirlo».
 
…DELLO SCENEGGIATORE MIKE RICH
«Avevo letto molto sulla Natività, su Maria e Giuseppe, sui Magi, sui pastori…e mi è venuto in mente che, mentre conoscevo come era finito il viaggio a Betlemme, poco sapevo di come fossero arrivati lì, quali sfide avevano dovuto superare. Da persona di fede quale sono, e da scrittore, queste per me erano diventate domande impellenti».
DELL’AMMINISTRATORE DELLA EAGLE PICTURES, STEFANO DAMMICCO
«Nativity è un evento straordinario. Un vero e proprio messaggio di speranza, pace e amore, che unisce tutte le persone di fede».
Utilizzo pastorale: alcune piste
Ancora una volta il linguaggio cinematografico attraverso parole, immagini e azioni tenta di comunicare il Mistero di una nascita che ha cambiato il mondo. Con il film Nativity, la regista americana Catherine Hardwicke ci fa vedere la nascita di Gesù attraverso lo sguardo di Maria, della quale presenta un quadro delicato e inconsueto: Maria nella quotidianità della sua vita a Nazareth. Niente di eccezionale in lei eppure, per un disegno divino, sarà benedetta da parte di Dio. Attraverso una lettura intima e profonda, la narrazione indaga la figura di Maria e il suo rapporto con Giuseppe, senza cadere nel banale e nella superficialità. È un percorso cinematografico e religioso nel cuore dell’evento più significativo della storia: la Natività di Cristo. Il film ci mostra Maria e Giuseppe come specchio della nostra fatica di credere e dell’accettazione faticosa del Mistero. Ma è anche lo specchio di chi è costretto a misurarsi con gli avvenimenti quotidiani che mettono a dura prova la speranza e la fiducia in Dio. È lo specchio di quelle famiglie che non hanno una casa dove far nascere il proprio bambino. Forse non risponde a tutte le domante che la ricerca autentica ci pone dinanzi ogni giorno, tuttavia, il messaggio di cui è portatore lo rende un film di elevato spessore e straordinaria ricchezza spirituale: l’azione di Dio si identifica con Maria, ma anche con ognuno di noi.
Il film nella stampa
«Catherine Hardwicke, la regista che poi ha trasposto questi fatti sullo schermo, è sembrata ispirarsi nel linguaggio, al Rossellini del Messia e a Pasolini del Vangelo secondo Matteo, privilegiando un realismo senza concessioni oleografiche e accettando solo, al momento della Natività, una luce che si posa sulla grotta. In tutto il resto, sia in Marocco, nel Sahara, sia in Italia a Matera, tenendosi a immagini di una concretezza quasi ruvida, animate al centro da interpreti magnificamente adeguati all’impresa. Non solo la giovanissima australiana di etnia maori Keisha Castle-Hughes, una tenera Maria, ma anche tutti gli altri, con facce giustamente poco note, ma autentiche. Non vi dimentico in mezzo l’irlandese Ciarán Hinds, un Erode quasi agghiacciante. Sempre però con la misura cui tutto il film obbedisce».
(Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 1 dicembre 2006)
«Fedelissimo ai vangeli, girato con il massimo realismo (i dolori del parto, le tasse di Erode, la raccolta delle olive, le pietre per macinare), Nativity guarda la più grande storia mai raccontata con gli occhi, i pudori, la fierezza di Maria. Dal matrimonio combinato, all’annuncio della gravidanza senza contatto carnale, dal rischio di essere lapidata come adultera all’amoroso sostegno di Giuseppe. I Re Magi in viaggio forniscono gli intermezzi comici. Gran finale con “Stille Nacht”, mentre la Sacra Famiglia si dispone come nei quadri a venire, con raggio di luce che perfora le nuvole. Parrebbe una scelta azzardata, al limite del kitsch, ma è perfetta».
(Mariarosa Mancuso, Il Foglio, 2 dicembre 2006)
 
«Realistica, puntigliosa per circa settanta minuti, la Hardwick sbanda solo nell’ultima parte. La notte di Natale è proprio la notte come da illustrazioni di libro di religione. Piacerà a chi non si sazia mai di vedere le Sacre Scritture sullo schermo, naturalmente. C’è tutto, ma senza sdolcinature».
(Giorgio Carbone, Libero, 1 dicembre 2006)
«Catherine Hardwicke guarda il Natale attraverso gli occhi di Maria, alla cui adolescenza rivolge sguardi attenti e inteneriti. Maria ci viene mostrata nella povera quotidianità di Nazareth, tra le ragazze del suo villaggio, intente alla semina, Keisha Castle-Hugles, la giovanissima attrice che la interpreta, ha un volto che sa incupirsi di caparbietà infantile e illuminarsi di fiducia. Non è la più graziosa, non è la più vivace, niente indica in lei l’eccezionalità della prescelta… È poco più di una bambina, si unisce al coro dei piccoli che imparano la Bibbia, ripete, senza capire veramente, che Dio non è nel fuoco, né nel vento, ma in un mormorio indistinto, appena percepibile».
(Rosario Tronnolone, Cinematografo.it, 30 novembre 2006)
Teresa Braccio fsp
teresa.braccio@tiscali.it

MISERICORDIOSI COME IL PADRE – Le opere di misericordia corporale e spirituale alla luce della Bibbia

Misericordiosi come il Padre
Le opere di misericordia corporale e spirituale alla luce della Bibbia
Giuseppe Crocetti
Centro Eucaristico, euro 13,00
MisericordiosL’Anno Santo della Misericordia indetto da papa Francesco ci invita a ritrovare il vero volto di Dio, quello che Gesù, il solo che “ha visto il Padre” (Gv 6,46), ci rivela. Questo libro vuole essere un contributo per una riscoperta del volto misericordioso del Padre e delle Opere di misericordia corporale e spirituale alla luce della Sacra Scrittura.
Per ciascuna Opera di misericordia viene proposto dapprima un approfondimento alla luce dell’Antico Testamento; segue una presentazione dell’insegnamento e dell’esempio di Gesù a partire dai Vangeli; da ultimo, le indicazioni che ci vengono dall’esperienza della Chiesa nascente e dall’insegnamento delle lettere apostoliche

 

GESÙ PORTA DELLA MISERICORDIA di Vincenzo Paglia

Gesù porta della misericordia
Vincenzo Paglia
Mondadori, euro 15,00
GesportaLa scelta di papa Francesco di indire il Giubileo della Misericordia è stata una sorpresa. Il dono di un anno particolare, di un tempo favorevole, per concentrare l’attenzione sulla misericordia. Una parola antica che oggi acquista un significato di grande attualità. Infatti, il mondo della globalizzazione, i tanti poveri che lo abitano, le donne e gli uomini spaesati di questo tempo complesso, hanno tutti bisogno di misericordia. Vincenzo Paglia ci guida con sapienza lungo un itinerario spirituale che svela il senso evangelico di questo Giubileo e allo stesso tempo ne evidenzia le sfide storiche, culturali, esistenziali che lo accompagnano. Arricchito da opere d’arte inedite sulla misericordia dipinte da importanti artisti contemporanei, “Gesù porta della misericordia” è un libro per capire un grande evento religioso, una guida per viverlo quotidianamente.

DIO HA TANTO AMATO IL MONDO di Marco Frisina

Dio ha tanto amato il mondo
Marco Frisina
Paoline
CD, euro 15,000 – Spartito voci e organo, euro 14,00

Dio ha tanto amatoDio ha tanto amato il mondo è una nuova raccolta di canti liturgici di Mons. Marco Frisina. Una Messa per orchestra e coro, registrata con l’esecuzione dell’Orchestra Supernova e del Coro della Diocesi di Roma, realizzabile da Scholae Cantorum e cori parrocchiali, ma anche, per la sua cantabilità, dalle assemblee liturgiche.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna (Gv 3,16).
Il dialogo tra Gesù e Nicodemo, riportato nel Vangelo di Giovanni, ci rivela il cuore misericordioso di Dio. Il Padre ha donato il Figlio per amore del mondo, per redimerlo, per accoglierlo nuovamente tra le sue braccia, come il figlio della parabola che si era allontanato dalla casa del padre dissipando tutti i suoi beni in una vita di peccato. Il cuore del Padre è sempre aperto verso il mondo e per questo invia il Figlio unigenito affinché il suo sacrificio d’amore lo salvi liberandolo dalle tenebre che lo stringono.
Le vicende odierne creano a volte paure ed ansie, sembra che il peccato dilaghi, che la violenza e l’ingiustizia trionfino, sembra che il mondo sia irreparabilmente perduto e che il Vangelo non sia ascoltato. Ma il Signore ci ricorda che il suo amore è più forte, che la misericordia può vincere la durezza del cuore dell’uomo, la grazia che scaturisce dall’amore di Cristo può trasformare il mondo ridonando speranza, pace e gioia.
L’anno giubilare che ci accingiamo a vivere ci ricorda proprio questo e ci invita a tornare fiduciosi alla casa del Padre per essere abbracciati da lui e poter vivere la festa stupenda che è stata preparata per coloro che sono perdonati e amati. Nello stesso tempo sarà un anno in cui ritrovare il coraggio della testimonianza e dell’impegno per farci strumento di salvezza per il mondo che ha bisogno della luce del Vangelo. Sarà un anno di gioia e di misericordia, di pace e di riconciliazione, saremo chiamati a riscoprire il volto misericordioso del Padre e a divenire noi stessi operatori di misericordia, come suoi veri figli.
Questa raccolta di canti vuole essere un contributo per riscoprire la ricchezza inestimabile del Vangelo che rivela il cuore misericordioso del Padre.

TERESA D’AVILA – Maestra di preghiera

Carlo Maria Martini
Teresa D’Avila
Maestra di preghiera
pp. 96, euro12,00

teresaQuattro meditazioni sulla preghiera in dialogo con Teresa d’Avila, la grande mistica carmelitana che, scrive Carlo Maria Martini, “ha vissuto in se stessa come icona, e più efficacemente ha teorizzato, il tema della preghiera personale, dei suoi metodi, dei cammini di orazione, della sua necessità e somma utilità, delle sue gioie e delle sue prove”.

Meditando sui testi evangelici alla luce degli scritti di Teresa, il card. Martini invita a vivere la sfida della preghiera personale fatta di silenzio e ascolto: “Con essa sta o cade il nostro perseverare nelle prove della vita da discepoli, il nostro perseverare nella fede e nella speranza, perché solo chi prega comprende che Dio non ci abbandona mai”. Tutta la vita di Teresa d’Avila è una risposta alla domanda: “Signore, insegnaci a pregare”. Per questo possiamo chiedere con fiducia: “Teresa, insegnaci a pregare!”.

CORONCINA – Coroncina della Divina Misericordia

In questo Giubileo straordinario preghiamo la Coroncina della Divina Misericordia con un nuovo dispositivo elettronico, arricchito dalla voce di Papa Francesco, Franca Salerno, dalle preghiere di Santa Faustina di Kowalska e da un canto di Marco Frisina.

Coroncina

La preghiera devozionale della Coroncina nasce da una rivelazione avuta da santa Faustina Kowalska e si ritiene che permetta di ottenere particolari grazie. Divenuta popolare anche con il sostegno di Giovanni Paolo II, questa preghiera litanica si è diffusa notevolmente e sono molti i devoti che quotidianamente la utilizzano. L’apparecchio, venduto in una scatola contenente le note per la garanzia, le informazioni per l’uso e la guida alla Coroncina, è accessibile anche ai non vedenti. Un dispositivo pensato, in particolare, per le persone anziane o sole.

Un aiuto per guidare e accompagnare la preghiera.

Eterna è la sua misericordia – Itinerario liturgico-spirituale del Giubileo della misericordia

Michael David Semeraro
pp.176 , euro 14,00
ETERNAIl testo è il primo di tre volumi che costituiscono il progetto liturgico-spirituale con cui si vogliono accompagnare i «pellegrini» nell’anno della misericordia.
La proposta spirituale scaturisce dai testi liturgici della domenica, che daranno il tono a tutta la settimana, articolandosi attorno a un’immagine-chiave, offerta nella copertina e riproposta al lettore, in chiave spirituale, attraverso una meditazione introduttiva.
Il percorso si articola in quattro tappe:
1. Meditare la Parola
2. Implorare misericordia
3. Vivere di misericordia
4. Condividere la misericordia

L’attuale volume accompagna dalla I domenica di Avvento alla V domenica del Tempo Ordinario (domenica che precede il mercoledì delle Ceneri). Per tutto il tempo di Avvento la meditazione sui testi liturgici è quotidiana, mentre per il tempo di Natale e le successive cinque settimane del Tempo Ordinario le meditazioni sono solo sui testi propri delle solennità e delle domeniche.

In tutti gli altri giorni, Micheal Davide accompagna comunque il percorso del fedele fornendo un breve versetto tratto dalla liturgia del giorno con un relativo atteggiamento da vivere.

 

DUE DITA CHE SI SFIORANO di suor Rita Del Grosso e suor Emma Zordan

Due dita che si sfiorano

Aa. Vv., a cura di Suor Rita Del Grosso e Suor Emma Zordan, Axa 2015, pp. 120.

DueDitaDue carissime sorelle che hanno prestato il loro prezioso servizio presso l’USMI Nazionale, suor Rita Del Grosso e suor Emma Zordan, hanno voluto dare alle stampe questo piccolo volume con il contributo di un’associazione di volontari: Cuori in Azione, supportata finanziariamente della società Axa. Sono ormai molti anni che suor Rita garantisce la sua presenza di religiosa volontaria presso il carcere romano di Rebibbia e, già in due precedenti volumi, ci aveva reso testimonianza illuminata ed efficace sulla situazione dei detenuti, sulla loro umanità senza voce e senza riflettori che comunque chiedeva di essere riletta e considerata in tutta la sua palpitante e vibrante vitalità. Attraverso una serie di sotterranee storie di esistenze sbandate, spese nell’errore e nella violenza, era traboccato un anelito davvero toccante e sorprendente di riscatto. I detenuti e la loro voglia di rivalutarsi, di mettere in risalto le qualità buone e i lati positivi che ancora abitavano il cuore del loro essere persone, del loro essere partecipi e protagonisti di un percorso di vita che ancora poteva essere migliorato, corretto, ridiscusso, ribaltato, stravolto. I detenuti come simbolo antropico di una fragilità sempre perennemente esposta alla dicotomia bene/male. Nel nome della misericordia che il Signore ci ha insegnato nel Vangelo, ogni uomo deve avere consapevolezza che la speranza lo accompagnerà fino al suo ultimo respiro, che il perdono del Padre avverrà in qualunque momento si sarà disposti ad una purificazione, ad una ammissione umile e piena di colpa o di peccato. A suffragare la forza intensa di questo bel messaggio che suor Rita ci aveva voluto testimoniare, da ormai diverso tempo, si è affiancato il valido appoggio di sr Emma, che dopo anni di esperienza nell’ambito della pastorale famigliare, ha voluto accettare la sfida di un altro ascolto pastorale, altrettanto emblematico e necessario per la cura e l’accompagnamento delle anime.

In questo libro sono raccolti una serie di temi e riflessioni scritte dagli abitanti delle celle della casa di reclusione. Sono tante piccole tessere di disperazione e di entusiasmo, di tenerezza e debolezza. Sono sogni e desideri che abbattono il muro della chiusura e la prigione del voler dichiarare resa. Sono forza, sono esempio, sono l’essenza e la bellezza di cui si riveste sempre l’uomo creatura di Dio. Fatto ad immagine divina. Fatto per tendere all’amore. Il concorso letterario organizzato da queste due coraggiose consacrate, ci pone all’ascolto, apre una breccia di comunicazione. Non a caso l’argomento che è stato proposto riguarda la Cappella Sistina. L’immagine che per eccellenza rende vivida e trascendente la potenzialità e il mistero dell’uomo. Quell’incontro armonico di due mani che si cercano e si sfiorano, che hanno sete di unione eterna.

a cura di Romina Baldoni

(il libro è una produzione realizzata da volontari “Cuori in Azione”, per informazioni relative all’acquisto rivolgersi a sr Rita Del Grosso 340.2518424)

LETTERE A DONNE CONSACRATE: MADRI, SORELLE, FIGLIE – Introduzione, traduzione e note

Charles De Foucauld
Lettere a donne consacrate: madri, sorelle, figlie
Introduzione, traduzione e note
a cura delle Discepole del Vangelo,
pp. 201, € 28.00

Charles de Foucauld, nel corso della sua vita (1858-1916), ha scritto migliaia di lettere a laici, sacerdoti e religiosi. Alcune di esse sono state indirizzate a donne consacrate: monache, religiose e laiche, dal tempo della permanenza a Nazareth (1897-1900), fino al termine della sua vita. La corrispondenza con queste donne ci consegna, come altri suoi scritti, la passione per il Beneamato Gesù e per gli uomini e donne, credenti e non credenti; i principi evangelici della missione che Charles aveva a cuore; la sollecitudine nel rendere partecipi molti dell’amore di Dio.
Frère Charles è, per le donne alle quali scrive, ora un padre, ora un fratello, ora un figlio nella fede. Le accompagna spiritualmente; condivide con loro i suoi progetti nel Sahara; è grato della cura che queste consacrate riservano alla sua vita, totalmente dedita al Vangelo e ai poveri.
Le Discepole del Vangelo che hanno curata questa edizione, fanno parte dell’Association Famille Spirituelle Charles de Foucauld e da alcuni anni si dedicano alla diffusione della spiritualità di Frère Charles, anche attraverso traduzioni italiane e pubblicazioni dei suoi scritti.

Sorella Monica Marighetto
Discepole del Vangelo
www.discepoledelvangelo.it