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Primo piano

In cammino per la cura della casa comune – Documento a cinque anni dalla Laudato si’

Per introdurre brevemente questo Documento elaborato dal Tavolo Interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale attirerò l’attenzione sul titolo, che evoca il cammino che siamo chiamati a percorrere insieme per prenderci cura della terra e della sua popolazione. Mi limiterò a tre riflessioni personali.

  1. La prima riflessione colloca questa pubblicazione in un contesto particolare: quello di una crisi sanitaria e sociale che amplifica la crisi ecologica e morale messa in luce dall’Enciclica Laudato si’. In effetti, viviamo l’esperienza della fragilità, nel nostro corpo, come nei nostri legami, nelle nostre prassi assistenziali, nel nostro modo di pensare e di vivere lo sviluppo economico e sociale. Questa esperienza di vulnerabilità produce inevitabilmente paura e inquietudine nei confronti del futuro. L’appello dell’Enciclica Laudato si’ ad “ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” non mira a dilatare la paura, ma a proporre un cammino di conversione. Lo sappiamo, questo cammino esiste unicamente grazie a coloro che lo percorrono. Oggi, Laudato si’ può produrre i frutti della conversione unicamente se dei testimoni proseguiranno il cammino che è stato tracciato da questa Lettera. “Testimoni” vuol dire “coloro che trasmettono”, “coloro che propongono”, “coloro che decidono e si decidono ad agire”. Chi sono questi testimoni? Sono gli attori della vita economica e politica; sono le comunità locali, con la loro memoria e le loro speranze, sono le chiese; sono i giovani ma anche gli anziani, in quando, come dice papa Francesco nell’Esortazione Christus vivit, affinché i giovani possano sognare il mondo di domani, occorre che gli anziani continuino a sognare anche il mondo di oggi. Abbiamo bisogno di illuminare i cammini pratici di attuazione di Laudato si’. È a questa pedagogia che il Documento “In cammino per la cura della casa comune. A cinque anni dalla Laudato si’ ” intende contribuire.
  2. L’esperienza che viviamo quotidianamente in seno al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ci mostra che il programma e la costruzione dell’Enciclica Laudato si’. propongono, di per sé, un’andatura. Si tratta, prima di tutto, di posare lo sguardo sul mondo in cui viviamo – e nel quale alcuni “sopravvivono”. Guardare, ascoltare e lasciarsi toccare da ciò che viviamo e da coloro con cui viviamo.

Guardare e lasciarsi toccare da una terra che soffre in silenzio e la cui sofferenza è direttamente legata all’attività umana, così come alla sregolatezza climatica, che questa attività ha provocato.

Incontrare una comunità umana ferita dalle crescenti disuguaglianze e da una conflittualità sempre più forte.

Contemplare la bellezza e la promessa di ciò che ci è stato affidato nella Creazione del Padre e nell’amore del Cristo.

Agire e decidere a favore di un altro sviluppo che non si definisca più come un “sempre di più” e una “fuga in avanti”, che consuma tutte le forme di vita.

Educare mediante il dialogo e le prassi quotidiane della sobrietà. La presentazione di qualche “buona prassi” implica risvegliare altre iniziative educative e comunitarie. Qui penso all’iniziativa dei giovani in Argentina (“Cuidadores de la casa común”) o in Africa (con la CYNESA).

Infine, celebrare, ovvero fare memoria della promessa iscritta in ciascuno di noi, con i suoi talenti ed esperienze. E offrire ciò che abbiamo condiviso: le nostre pene e la gioia semplice, ma forte, della solidarietà.

Per compiere questo cammino, siamo chiamati a rivisitare i luoghi della nostra attività umana: il rapporto con gli elementi (l’acqua, la terra e gli oceani), la biodiversità, il lavoro, l’economia, la finanza, la vita delle comunità locali e il pianeta, il locale e il globale. Si tratta di osare uno sviluppo integrale che si ispiri all’ecologia integrale: questa nuova armonia con la terra, con gli altri e con se stessi. Questo cammino è, in effetti, un cammino per la vita e il futuro della vita, che impegna ogni persona e ogni comunità “fino a comprendere l’umanità intera” (Paolo VI, Popolorum Progressio, 1967). Come vivere quello che annunciamo, quando parliamo di dignità, di responsabilità condivisa, di bene comune e di priorità per i poveri (questi principi compongono la “Dottrina sociale della Chiesa”).

  1. Nell’introduzione del Documento “In cammino per la cura della casa comune”, siamo invitati a tenere a mente la preghiera pronunciata da Papa Francesco, il 27 marzo 2020, per implorare la fine della pandemia: “Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita”.

Evidentemente, questa guida non dispensa dal leggere l’Enciclica Laudato si’, che rimane la fonte di ispirazione e di iniziativa.

Laudato si’ è un cammino per gli attori del futuro. È importante sostenere i compagni di viaggio: questo è il senso di questo documento, che si vuole catechesi manifesta della conversione all’ecologia integrale.

Intervento del Rev.do Mons. Bruno Marie Duffé
alla Presentazione del Documento

Continua la maratona della famiglia e della scuola. Appuntamenti importanti

Queste sono ore decisive: il decreto scuola è stato approvato obtorto collo: non c’era alternativa. Chi ha seguito le dirette dal Senato e dalla Camera ha visto che anche le forze della Maggioranza più sensibili hanno dovuto cedere agli alleati contrari e bocciare i propri emendamenti, come quelli dell’opposizione, che nella più ampia trasversalità bipartisan avrebbero salvato la Nazione.

ORA COSA SI FA?

E’ iniziato l’iter per la conversione del DL Rilancio in legge: Si riparte dall’esame degli emendamenti in Commissione Bilancio, in seguito il Dl Rilancio approda alla Camera dei Deputati e infine al Senato. Questi 15 giorni sono molto importanti. È questa l’unica chance che ha il Governo nelle sue aree più sensibili, di cui si ricorda la presenza, stando alle loro dichiarazioni di votare Sì agli emendamenti dell’opposizione e viceversa. E ci si augura la più ampia maggioranza politica trasversale. Sarebbe un bel segnale per la famiglia, la Scuola, la Nazione.

In questi giorni accompagneremo il DL Rilancio nella discussione alla Camera dei Deputati e poi nel Senato.

LUNEDI 15 GIUGNO 2020
Non possiamo mancare al WEB-PRESSING” PARLAMENTARE

*PIÙ PARITÀ PER LE PARITARIE, PIÙ LIBERTÀ PER TUTTI*

*Lunedì 15 giugno dalle 12:45* il ” web-pressing” parlamentare organizzato dalle *50 associazioni non profit dell’appello pro-paritarie* (Comitato POLIS PRO PERSONA), da RICOSTRUIRE e dal FORUM delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI – Prima del voto alla Camera sul “DL Rilancio” occorre un *impegno straordinario* e appassionato del Parlamento affinché le scuole paritarie possano riaprire, a settembre. E con la sopravvivenza della scuola pubblica paritaria è in gioco un pezzo essenziale della stessa libertà di tutti.

*Clicca qui per registrarti al webinar*

https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZ0qceGopzwpHtOraEd-Rt9xqJaEK3ngTEPg

Completata la registrazione a Zoom, riceverai per email la password e le indicazioni per unirti al meeting. Ti preghiamo di non tenere acceso il microfono durante il webinar. Si può usare la chat per le domande e osservazioni.

Un *impegno straordinario* del Parlamento che Giancarlo Loquenzi chiederà, fra gli altri, a *Maria Elena BOSCHI (Iv), Maria Stella GELMINI (Fi), Giancarlo GIORGETTI (Lega), Pietro FASSINO e Stefano LEPRI (PD), Maurizio LUPI (NCI), Giorgia MELONI (FdI), Stefano FASSINA (LEU), nonché ad Anna ASCANI*, Viceministra alla Pubblica Istruzione, che si alterneranno collegandosi con la piattaforma. L’incontro webinar sarà introdotto da un saluto scritto della Senatrice *Maria Elisabetta CASELLATI*, Presidente del Senato della Repubblica.

Il webinar nasce da una serie di documenti sulla scuola pubblicati durante la emergenza Covid-19. Il documento delle associazioni Agorà per la parità (https://bit.ly/2UIOo7Z) verrà presentato da *Luigi Morgano* (FISM-AGORÀ) e *Gigi De Palo* (Forum), il Piano Scuola di RICOSTRUIRE per la riapertura in sicurezza delle scuole (https://bit.ly/2XNV1rt ) da *Stefano Parisi* (promotore di Ricostruire); l’appello delle 50 associazioni non profit per le scuole paritarie (https://bit.ly/2XMcvEl) da *Suor Anna Monia Alfieri e Domenico Menorello*.

 

GIOVEDI 18 GIUGNO 2020 ore 14.30 – FLASH MOB DAVANTI PIAZZA MONTECITORIO – ROMA “Sosteniamo il delicato lavoro dei parlamentari” 

*PORTA CON TE UNO ZAINETTO!

E’ importante la vostra presenza segnalate la vostra presenza indicandoci

Contatta sr Anna Monia Alfieri 3406137565

 

 

 

Consiglio Nazionale: un incontro a più voci per una visione d’insieme e uno sguardo profetico per il prossimo futuro

CONSIGLIO NAZIONALE

La vita religiosa oggi e domani nel futuro della situazione nuova:

dalla paura alla profezia

Nei giorni 6 e 7 giugno c. a. si è realizzato, con la piattaforma digitale zoom, il Consiglio nazionale. Erano presenti: madre Yvonne Reungoat, Presidente nazionale USMI con il Consiglio di presidenza, le presidenti e segretarie delle Regioni USMI, le responsabili degli ambiti, le delegate USMI presso la CEI.

Il Consiglio è stato preparato previa riflessione che ha coinvolto i Consigli regionali e le delegate diocesane attraverso le domande del questionario:

  1. Quali sono le sfide che le congregazioni percepiscono in questo tempo.
  2. Quali sono le eventuali “domande aperte” riguardo al futuro della vita religiosa sul territorio italiano e al di fuori di esso.
  3. Quali sono i passi di sinergia che si possono porre in atto tra le congregazioni a partire da questo momento.

Ogni presidente o segretaria ha presentato la realtà della propria Regione riguardo questo periodo di pandemia rilevando l’aumento della povertà, la disoccupazione, il clima di grande sofferenza, sia per chi è stato colpito dal virus, sia da chi ha sperimentato solitudine e isolamento. Come pure è stato messo in rilievo il bene fatto dalle congregazioni: vicinanza ai più poveri, ascolto e sostegno alle famiglie, accompagnamento nella sofferenza, protezione delle persone più fragili.

Ecco in sintesi le risposte al questionario:

Sfide

Accettare la propria debolezza e sostenere le consorelle anziane. Conoscere la situazione sociale del territorio per cogliere le sfide pastorali. Superare paura e scoraggiamento per vivere con speranza e creatività le risorse umane, strutturali ed economiche che sono presenti nelle congregazioni.

È necessaria una formazione iniziale e permanente adatta ai tempi che sono tempi segnati dal secolarismo e dalla “società liquida” senza punti di riferimento solidi.

Altra sfida importante è la necessità di passare dalla multiculturalità alla interculturalità. Ci interpella fortemente anche il disagio giovanile: occorre saper cogliere le opportunità che offre il volontariato.

Il carisma è una grande ricchezza, ma bisogna saperlo condividere per non creare conflitto tra carisma-opere-economia.

Un’altra sfida colta da più Regioni è il bisogno di vicinanza alla gente, il bisogno di ritornare all’essenziale, vincere la sfida dell’individualismo anche istituzionale.

La collaborazione e condivisione del carisma con i laici è ancora un miraggio, eppure è essenziale per lavorare in comunione con loro e tra Istituti.

Andare verso le periferie esistenziali. Testimoniare la vita fraterna in comunità e la comunione dei beni per essere solidali con i più poveri.

Cambiare lo stile di vita per essere fedeli alla nostra vocazione di appartenere a Cristo.

 Domande aperte

Questo tempo ci obbliga a collaborare. Per essere significative è necessario imparare a fare discernimento, vivere la vita fraterna in comunità e testimoniare una vera comunione tra noi.

Ci si domanda: come collaborare tra congregazioni? Sapremo metterci accanto alle altre istituzioni rinunciando ai propri spazi per collaborare con i laici e accogliere chi è nel bisogno?

Sapremo attirare i giovani con una vita coerente con il vangelo che professiamo?

Ci chiediamo: sono ancora importanti le nostre opere educative oggi? Come rafforzare la cura dell’ambiente? Quale formazione per le giovani suore? Come metterci in gioco per aiutare carcerati, immigrati, minori, anziani?

Le comunità straniere non integrate con l’USMI dove sono, come vivono, come ci interpellano? Come aiutarle?

Come valorizzare l’esperienza vissuta in questo periodo di lockdown?

La vita religiosa oggi ha ancora sogni, desideri? Sa accendere il fuoco dell’entusiasmo nei giovani? Quali le nuove forme di vita religiosa sono necessarie oggi? Come essere missionarie senza le opere? Occorre rinnovare l’apostolato come trasmissione della fede con linguaggi nuovi, adatti alla mentalità di oggi.

Come utilizzare le nostre strutture?

Come educare le giovani suore alla collaborazione intercongregazionale?

 Passi di sinergia che si possono realizzare

Apertura al mondo per condividere le nostre risorse, per collaborare con i laici e creare progetti comuni per favorire la comunione.

Fare rete tra le scuole cattoliche e le strutture sanitarie eventualmente una medesima opera può essere gestita da congregazioni diverse. Si darebbe anche testimonianza di comunione tra i carismi.

Importante è la cura delle relazioni e favorire la conoscenza reciproca fino a giungere a opere condivise.

Vedere quali sono le opere da non perdere in un determinato territorio e mettersi insieme per portarle avanti. Lavorare in rete. Prossimità con i poveri. Avere il coraggio della denuncia dell’ingiustizia e difendere i diritti dei poveri.

Importantissima è la formazione delle formatrici, come pure la formazione continua.

Favorire esperienze intercongregazionali. Aprire sportelli di ascolto. Unire le nostre forze sul territorio a servizio della Chiesa. Osare esperienze di vita intercongregazionale. Condivisione dei carismi. Passare dalle parole ai fatti.

Avere maggior cura della vita spirituale. Imparare a vivere la sinodalità. Creare spazi di preghiera per favorire la comunione tra Istituti e consolidare la comunione.

Essere segni visibili dell’amore di Dio verso ogni creatura.

Favorire cammini solidali tra istituti e con le altre realtà della diocesi. Favorire la conoscenza tra congregazioni.

Condividere le case di riposo con le congregazioni che ne sono prive. Anche la pastorale condivisa a livello di territorio e di diocesi è una testimonianza importante.

Unire le forze prima di chiudere una presenza religiosa in un determinato territorio. Condividere i carismi affinché questi possano diventare patrimonio comune anche con i laici.

A conclusione delle comunicazioni delle Regioni  sr Nicla Spezzati, a nome del Consiglio, ha fatto una lettura di quanto comunicato declinata in tre essenziali punti che dovrebbero aiutare il Consiglio di presidenza e i Consigli regionali ad individuare possibili cammini di comunione, di sinergia e di attività.

Dove siamo?

Siamo a livello mondiale in una instabilità permanente; la crisi non è solo transitoria, si rivela come dato permanente e bisogna convivere. Questo richiede alla persona di disporre di grandi risorse interiori prima ancora che risorse materiali. In questo cambiamento si gioca anche la nostra vita umana e consacrata. Perciò sono necessari valori, cambiamenti, atteggiamenti d’impegno individuale per salvare il mondo e il futuro della vita consacrata.

Come siamo giunte?

Già “Vita Consecrata” (25 marzo 1996) fu considerata in ritardo rispetto ai problemi che cominciavano ad emergere in quegli anni. Qual è la realtà oggi? La prima realtà che viviamo è il non senso della vita consacrata (cf numerose uscite: il dicastero arriva a concedere da due a tremila dispense dai voti perpetui ogni anno).

Una seconda forza che distrugge è la demotivazione di gruppo. Forze motivazionali vengono meno per vivere in comunità perché manca di umanizzazione. C’è anche il problema dell’innalzamento di età. Stiamo vivendo un’epoca di cambiamento. “Siete sulla soglia di un crinale: non è tempo di rimpianti, è un tempo di passaggio, anche di deserto…” (cf Magistero della Chiesa). È il tempo della grande tribolazione, ma la Chiesa ci sostiene.

Tracce per un cammino

“Rompete lo specchio in cui si riflette la vostra immagine di Istituto. La gloria di una storia vissuta ha bisogno di essere riseminata per rinascere. Rinunciate alle pretese, alla presunzione tranne a quelle del Vangelo…”.

Possibili paradigmi per il futuro

1* paradigma indiscusso, a partire dai Superiori: il discernimento continuo (cf Papa Francesco) come attitudine continua a far dialogare le esigenze del vangelo con questo tempo. La nostra è una identità profetica. Vivere il discernimento non solo nell’ascolto della Parola, ma anche di ogni singola voce, di ogni singola persona, anche la più semplice.

2* Avviare una paideia (educazione) continua, una Pedagogia a 360 gradi che è educazione e formazione continua, che si sposa con la storia (chiediamoci: quale umanità mostriamo e quale umanità viviamo?). È la vita fraterna in comunità che è da ricostruire, non “vita comune”, ma vita fraterna che comprende libertà personale. È evangelica se ha le caratteristiche descritte negli Atti degli apostoli: preghiera, spezzare il pane, comunione, ogni cosa in comune, lodando Dio. Godevano la simpatia di tutto il popolo. Siamo una forza, sì, ma rischiamo di essere una forza debole perché l’umanità oggi va sposata con la libertà e il Vangelo. Siamo una forma evangelica di vita. La nostra identità non è solo nelle diaconie. Le diaconie stanno cadendo. La profezia della vita consacrata è il primato di Dio. Le nostre scelte di apostolato devono essere evangeliche.

3* Scrutare la storia con sguardo profetico, ma insieme per rilevare il grido degli uomini e delle donne di oggi. Cammini diversificati per età. È il tempo dei piccoli segni profetici.

4* Il servizio di autorità, il facilitatore di questa realtà come colui che può prendere l’ultimo posto per seguire il gregge come dice papa Francesco. Servizio corale, che ha pazienza di ascolto, di discernimento.

Avviare buone prassi a tutti i livelli: nazionale, regionali, locali… anche quelle economiche, con piccole realtà.

Andiamo verso un nuovo umanesimo trinitario e non solo cristologico.

La nostra identità è “paterna”, trinitaria. Entrare in una sensibilità trinitaria e in una vicinanza umana semplice. La Vita consacrata non è per dare il pane, ma per essere lievito nella massa.

Sono seguiti poivvari interventi:

  • L’USMI sia propositiva, così come ha fatto per la Scuola;
  • I giovani sono in ricerca: hanno bisogno di essere incontrati e accompagnati;
  • Se qualcosa nel mondo cambierà sarà grazie alla Vita consacrata, a patto che essa recuperi: – la centralità della Trinità, la consapevolezza del limite a tutti i livelli, una fraternità creativa (creare relazioni anche on line);
  • Attenzione al Creato (Laudato sì), alle nuove schiavitù;
  • Un cammino in sinergia con la CIMI;
  • Patto educativo globale- Interculturalità.

La Vicepresidente Madre Ester, che ha coordinato gli interventi al Consiglio nazionale, annuncia che il cammino proseguirà, che il Consiglio di Presidenza si sta attivando per ulteriori proposte attraverso lettere.

Ricorda inoltre che l’Assemblea si svolgerà il 18/19/20 novembre, saranno date ulteriori informazioni, considerando l’evolversi della situazione sanitaria.

La Presidente Madre Yvonne, prendendo la parola per il saluto, si rivolge anzitutto a sr Dina Scognamiglio, fsp, che ha informato della sua nuova missione a Napoli e che quindi si appresta a lasciare il suo lungo servizio all’USMI, ringraziandola della sua dedizione e disponibilità nel servizio delicato della Comunicazione.

Rivolgendosi poi a tutte ringrazia della condivisione delle Regioni; ho sentito, prosegue, nell’esperienza della povertà e fragilità aprirsi un vero cammino di intercongregazionalità, ribadita l’importanza della Formazione da condividere con i laici, con i giovani. Tutto è un segno di speranza. Faremo delle proposte per i passi concreti che possiamo fare noi come Consiglio di Presidenza insieme agli Ambiti. Rendiamoci attente allo Spirito per non perdere il passo.

Ci salutiamo tutte con molta gratitudine e soddisfatte dell’Esperienza. Ore 12.20 del 7 giugno 2020.

 

Scuole paritarie – USMI-CISM: 7 proposte di EMENDAMENTI

Il 01 Giugno 2020 le Conferenze USMI e CISM, come anche le Associazioni AGeSC – AGIDAE – CIOFS Scuola – CdO Opere educative – CNOS Scuola – FAES – FIDAE – FISM – FONDAZIONE GESUITI EDUCAZIONE – MSC FIDAE hanno inviato, a numerosi parlamentari sensibili sul tema della scuola pubblica paritaria, 7 proposte di EMENDAMENTI.

Gli emendamenti riguardano vari aspetti di interesse comune per le scuole pubbliche paritarie che, in maniera trasversale, molti Onorevoli e Senatori hanno già proposto nei vari iter del DL Rilancio e del DL Scuola (Emendamenti: Disegno di legge Atto Camera n. 2500 di conversione del decreto-legge n. 34-2020).

Queste, in sintesi, le proposte:…….

Leggi il comunicato completo

Audizione presso la Camera dei deputati – Comunicato

Le Conferenze CISM ed USMI, il 29 maggio u.s., sono state udite, tramite la delegata sr. Anna Monia Alfieri, dalla Commissione Bilancio presso la Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del decreto-legge n. 34 del 2020.

L’incontro si è svolto in un clima di ampia cordialità e accoglienza verso le nostre Conferenze che hanno desiderato farsi parte attiva presso il Governo per le scuole pubbliche paritarie da noi gestite, dando continuità alla mobilitazione animata dallo slogan #NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO.

La Commissione Bilancio ha voluto che le fossero illustrati i termini dell’allarme e le soluzioni proposte. Abbiamo esposto le soluzioni condivise con il mondo associativo e il consiglio nazionale della scuola cattolica, cercando di tutelare una organicità di proposte che guardino non solo a soluzioni immediate e favoriscano i passaggi di diritto necessari per completare l’autonomia, la parità e la libertà della scelta educativa nel nostro Paese dentro un progetto unitario per la scuola pubblica statale e paritaria…

Leggi il comunicato completo

Ascolta l’audizione

#NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO! Comunicato Stampa delle due Presidenze al 25 maggio 2020

Le due Conferenze, CISM ed USMI, che gestiscono buona parte delle scuole pubbliche paritarie cattoliche in Italia hanno promosso e sostenuto due giorni di sciopero virtuale a partire dalle indicazioni chiare pervenute dai legittimi gestori di questo importante settore della vita culturale e civica del nostro Paese. Significativo e volutamente provocatorio lo slogan scelto per la mobilitazione: #NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO.

Era stato invocato dalla base un segno forte e chiaro, era stato chiesto di fare “rumore costruttivo”. Crediamo che sia stato raggiunto lo scopo immediato. La mobilitazione ha coinvolto migliaia di persone, dal Sud al Nord del nostro Paese, fra studenti, genitori, docenti, sindaci, Presidenti delle nostre Regioni, magistrati, Vescovi. Si è registrata una buona attenzione di tanta parte dei social media e della stampa, a cui va il nostro ringraziamento, mentre la stessa politica ha colto il nostro grido e ha stanziato 150 milioni di euro, di cui 80 per le scuole del ciclo 0-6 anni (in questa fascia è compreso il servizio socio-educativo, da 0 a 3 anni, che riguarda anche le scuole comunali, asili e nidi) e 70 per le primarie e le secondarie fino ai 16 anni, dando una flebile ed inadeguata risposta, sebbene da noi recepita come un segnale di dialogo, un segno a favore dei lavoratori e delle famiglie. Infatti, sono solo 152,00 euro pro capite per i 524.031 allievi della scuola dell’infanzia e 200,00 euro pro capite per gli allievi degli altri corsi…

Leggi l’intero Comunicato

Un anno con la Laudato si’, enciclica per guardare al futuro dopo pandemia

Cinque anni fa, Papa Francesco firmava un documento che rappresenta un nuovo passo della Dottrina sociale della Chiesa e una road map per costruire società più giuste in grado di custodire la vita umana e tutto il Creato

Ricordare i cinque anni della Laudato si’ non è una celebrazione rituale. La settimana e poi l’anno dedicato all’enciclica rappresentano una sorta di verifica per raccogliere iniziative, idee, esperienze, buone pratiche. Sono un modo per condividere ciò che il documento ha messo in moto nelle comunità, nei territori, in tutto il mondo. E per riflettere sulla sua attualità nel momento presente, mentre il mondo intero combatte contro la pandemia del Covid-19.

Uno dei meriti dell’ampio testo papale, che parte dai fondamenti del rapporto tra le creature e il Creatore, è l’averci fatto comprendere che tutto è connesso: non esiste una questione ambientale separata da quella sociale e i cambiamenti climatici, le migrazioni, le guerre, la povertà e il sottosviluppo sono manifestazioni di un’unica crisi che prima di essere ecologica è, alla sua radice, una crisi etica, culturale e spirituale. Si tratta di uno sguardo profondamente realistico. Laudato si’ non nasce da nostalgie per far tornare indietro l’orologio della storia e riportarci a forme di vita pre-industriali, ma individua e descrive i processi di auto-distruzione innescati dalla ricerca del profitto immediato, e del mercato divinizzato. La radice del problema ecologico, scrive Papa Francesco, sta proprio nel fatto che “vi è un modo di comprendere la vita e l’azione umana che è deviato e contraddice la realtà fino al punto di rovinarla”.

Ripartire dalla realtà significa fare i conti con l’oggettività della condizione umana, a partire dal riconoscimento della limitatezza del mondo e delle sue risorse. Significa star lontani dalla cieca fiducia rappresentata dal “paradigma tecnocratico” che, afferma il Papa seguendo le orme di Romano Guardini, “ha finito per collocare la ragione tecnica al di sopra della realtà, tanto che non sente più la natura né come norma valida, né come vivente rifugio”. L’intervento dell’uomo sulla natura, leggiamo ancora nell’enciclica, “si è sempre verificato, ma per molto tempo ha avuto la caratteristica di accompagnare, di assecondare le possibilità offerte dalle cose stesse. Si trattava di ricevere quello che la realtà naturale da sé permette, come tendendo la mano. Viceversa, ora ciò che interessa è estrarre tutto quanto è possibile dalle cose attraverso l’imposizione della mano umana, che tende ad ignorare o a dimenticare la realtà stessa di ciò che ha dinanzi”. Per questo “è giunto il momento di prestare nuovamente attenzione alla realtà con i limiti che essa impone, i quali a loro volta costituiscono la possibilità di uno sviluppo umano e sociale più sano e fecondo”.
La crisi che stiamo vivendo a causa della pandemia ha reso tutto ciò ancora più evidente: “Siamo andati avanti a tutta velocità – ha detto il Papa lo scorso 27 marzo durante la Statio Orbis – sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta… non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”. Sempre nel corso di quell’intenso momento di preghiera per invocare la fine di una pandemia che ci ha fatto risvegliare tutti fragili e indifesi, Francesco ha ricordato che siamo chiamati “a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta… il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è”.
Laudato si’ ci guida nel ripensare società dove la vita umana, specie quella dei più deboli, sia difesa; dove tutti abbiano accesso alle cure, dove le persone non siano mai scartate e la natura non sia indiscriminatamente depredata ma coltivata e custodita per chi verrà dopo di noi.

Andrea Tornielli, Vatican News, 24 maggio 2020

APPELLO BIPARTISAN ALLA CAMERA E AL SENATO PER RILANCIO SCUOLA PARITARIA

Roma, 22 maggio 2020

Da Camera e Senato si alza una voce trasversale a sostegno della libertà di educazione.

Alla Camera l’iniziativa è partita dall’onorevole Maurizio Lupi, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà, che ha coinvolto rappresentanti di tutti i partiti. Nello stesso tempo al Senato, promosso dalla senatrice Paola BINETTI (UDC) è stato sottoscritto un Manifesto che in modo analogo raccoglie il consenso dei rappresentanti di tutti i partiti: AnnaMaria Bernini, Andrea Cangini, Alessandra Gallone (FI), Vanna Iori e Assuntela Messina (Pd), Isabella Rauti (FdI), Matteo Salvini, Erica Rivolta e Stefania Pucciarelli (Lega), De Poli e Saccone (UDC), Donatella Conzatti (IV) e Tiziana Drago (M5S). Il Manifesto sottolinea l’importanza che la fase di Rilancio del Paese riparta dalla scuola e dai necessari investimenti a favore delle nuove generazioni. E’ indispensabile considerare il sistema scolastico italiano come un unico sistema scolastico su base nazionale; un sistema di cui fanno parte a pieno titolo sia la scuola statale che quella paritaria. Per questo e’ importante che ci siano risorse adeguate per gli uni e per gli altri. Il governo con il Decreto Rilancia Italia ha fatto un passo avanti incrementando le risorse per le scuole paritarie, ma non e’ ancora abbastanza, se si vogliono evitare discriminazioni che ricadrebbero sui più giovani, privandoli dell’indispensabile supporto nel momento più delicato del loro sviluppo. Gli investimenti in educazione e formazione appaiono sempre più determinanti per lo sviluppo del Paese nei momenti di crisi, ma richiedono la necessaria tempestività e l’indispensabile consistenza economico-finanziaria, per accompagnare gli studenti fin dal loro primo ritorno a scuola già dal prossimo settembre. Il gruppo del Senato, insieme a quello della Camera, è impegnato a lavorare trasversalmente, in un’ottica di piena collaborazione, a servizio di un progetto che investe i giovani a cominciare dalla fascia 0-6 e intende accompagnarli fino alle soglie della maturità. Per questo abbiamo particolarmente a cuore anche gli insegnanti, perché in numero adeguato, con le necessarie competenze, e con la disponibilità mostrata anche in tempi di Covid-19 ritrovino quel consenso sociale a cui hanno diritto per il ruolo che svolgono e la passione con cui lo svolgono, sia nelle scuole statali che in quelle paritarie. Non meritano una discriminazione che li penalizzerebbe ingiustamente, mentre sono impegnati come i loro colleghi.

 

MEMORIA E COMUNICAZIONE. La vita si fa storia

Si celebra il 24 Maggio c.a. la 54ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che come tema di riflessione “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia.

Memoria: uno degli strumenti importanti che abbiamo in dotazione dalla nascita. Impercettibile al nostro occhio, ma fondamentale per la vita personale e di relazione. E’ come un bagaglio che mentre custodisce il proprio vissuto, accoglie quanto gli si offre, lo capta, lo fissa e lo tiene pronto per essere richiamato. E’ uno strumento duttile, che ha la capacità di incrementare quanto già immagazzinato, e di richiamarlo all’uopo. Non lo si percepisce se non quando ne abbiamo bisogno; si indebolisce e deteriora quando non lo si cura oppure a motivo dell’età e di malattie. debilitanti Ad esso ricorriamo sovente, sia che si tratti di memoria visiva o uditiva, motoria o iconica, procedurale o semantica, a breve termine o a lungo termine.

La vita si fa storia

E’ nella memoria che ha le sue basi l’uso del linguaggio, la coesione degli affetti, il progredire della conoscenza e del bagaglio culturale. E’ essa che influenza la vita di relazione, la comunicazione, i sentimenti di empatia e di stima, di riconoscimento di quanto vissuto; è essa che ci spinge in avanti, a migliorare la propria vita, il proprio lavoro, i rapporti di amicizia e/o di parentela. Attraverso la memoria si consegnano “storie, speranze, sogni ed esperienze da una generazione a un’altra”. Senza di essa ci sarebbe bisogno di ricominciare sempre daccapo e non ci sarebbe possibilità di migliorare la vita personale e sociale.

La memoria è l’oggetto attorno a cui si concentra il tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2020. Il tema scelto da papa Francesco, tratto dal Libro dell’Esodo, “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria (Es 10,3). La vita si fa storia”, sottolinea come sia prezioso il patrimonio della memoria nella comunicazione. La quale è chiamata a mettere in connessione, attraverso il racconto, la memoria con la vita. Non può esserci futuro senza radicamento nella storia. E’ la storia, quella vissuta e costruita che dovremmo trasmettere alle prossime e future generazioni. attraverso testimonianza di vita e le molteplici modalità di comunicazione, dal linguaggio visivo a quello artistico e religioso. Essa è indispensabile per costruire ponti, per condividere la bellezza della natura e della vita, la bellezza di essere fratelli perché figli di uno stesso padre, perciò soggetti da rispettare e da amare.

La persona al centro

Nel messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali il Papa pone al centro delle sue riflessioni la persona con le sue relazioni e la sua innata capacità di comunicare. E chiede di fare della comunicazione uno strumento per eliminare divisioni, per alimentare la fratellanza, per costruire ponti tra le persone, le comunità civili politiche e religiose, i popoli e le nazioni.

La comunicazione nasce e si alimenta della vita, quella vita che si fa storia e che è capace di rompere strutture costruite su lotte per il potere; di abbattere ponti. Un compito non facile, ma non impossibile a realizzarsi. Lo ha fatto il Signore Gesù nella sua vita terrena; lo hanno realizzato missionari e apostoli del Vangelo, i martiri che non hanno risparmiato la propria vita per trasmettere quella linfa vitale emanante dalle parole e dalla vita del Cristo.

Costruire ponti, alimentare positività nelle relazioni, abbattere barriere divisorie in un tempo in cui, dimentichi della storia vissuta, pare ci si impegni a creare motivi di lotta e di guerre, potrebbe apparire o essere l’utopia di papa Francesco e di quanti seguono le sue orme: giovani e meno giovani, animati del desiderio di bene per i popoli e le nazioni, per le singole persone e le comunità, per i cristiani e per quanti non si riconoscono nel messaggio cristiano. Utopia che appartiene a ogni persona che accoglie, vive e trasmette i valori evangelici. Valori che varcano spazi e frontiere e che hanno una forza trasformatrice inimmaginabile.

Leggi il testo del Messaggio del Papa

 

Dalla CEI appello e solidarietà per le paritarie

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana torna a rilanciare la forte preoccupazione espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza.
Le paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità.
Le forme di sostegno poste in essere dal Decreto Rilancio – in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia – ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell’infanzia e a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo e mezzo destinato alla scuola tutta.
Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico.
Tra l’altro, le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro.
Come Presidenza della CEI chiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie. A nostra volta, stiamo verificando la possibilità di contribuire a sostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di I e II grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsi al bilancio CEI del 2020. Si tratterebbe di circa 20mila borse di studio, che agevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela – per quanto possibile – di un patrimonio educativo e culturale unico.
Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere.

La Presidenza della CEI