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Novità in vetrina

Una prospettiva al femminile…

donne1Il volume raccoglie i contributi del XIII colloquio dell’Istituto “Costanza Scelfo” per i problemi dei laici e delle donne nella Chiesa, su Le donne e la riforma della Chiesa, svoltosi a Roma dal 27 al 29 aprile 2017.

Il 500 centenario della Riforma Luterana, e il ripetuto appello alla riforma che, su esplicite sollecitazioni di Papa Francesco, pare caratterizzare l’orizzonte presente della Chiesa cattolica, suggerisce di accostare il tema anche nella prospettiva delle donne e della loro capacità utopica, progettuale e operativa. La scansione delle sessioni, elaborata dal Comitato Scientifico del Colloquio (F. Bosin, C. Militello, S. Noceti, M. Perroni), vuole suggerire un percorso di conoscenza e assunzione di soggettualità.

 “Sognare la Riforma” fa spazio innanzitutto alle elaborazioni utopiche, letterarie ed effettive. La città delle donne è tale non solo nella utopia di Cristina de Pizan ma anche nei beguinage, nei monasteri fortemente impregnati da una idealità di autonomia e coltivazione della soggettualità delle donne.  A seguire l’attenzione alle cosiddette “donne della Riforma”, cattoliche o protestanti che si siano poi dichiarate, si pensi alle donne che hanno accompagnato i riformatori, ma anche a Vittoria Colonna e le altre sue contemporanee. La comunicazione sulle donne nel movimento modernista ha il sapore di riacquisire l’ansia di rinnovamento che le ha animate.

 “Riforme nella Chiesa” vuole mettere a fuoco quelle donne che oggettivamente hanno auspicato o operato, in un modo o nell’altro, una reformatio ecclesiae. Da qui l’attenzione alle donne del ME (sino a Caterina da Siena e Brigida di Svezia), alle riformatrici della vita religiosa femminile d’età moderna (A. Merici, Mary Ward, Teresa d’Avila), alla suggestione femminista a cui fa riferimento la comunicazione relativa alla “Chiesa delle donne”.

“Riforme per la Chiesa” intende mettere a fuoco l’innovazione propria al passaggio alla vita attiva e dunque alla vita religiosa femminile fuori dalla clausura, e altresì valutare l’impatto socio-culturale-religioso dell’associazionismo femminile e finalmente fare emergere le ministerialità di fatto. Da qui la comunicazione sui modelli che l’hanno ultimamente espressa: le ausiliarie e le cooperatrici diocesane.

 Con “Riforme di Chiesa”, trasversalmente, ci si ripropone una valutazione critica dell’esperienza di riforma ipotizzata e messa in atto da donne, nella doppia angolazione dell’istanza carismatica di conversione (M. Maddalena de’ Pazzi, ad es.) e dell’istanza di trasformazione strutturale (l’apporto concreto delle donne al dibattito sulla riforma).

 Le donne e la riforma della Chiesa

a cura di Cettina Militello e Serena Noceti

Dehoniane 2017, pp. 312, euro 26,00

Una novità assoluta per l’editoria cattolica

LIS1Partendo da alcune sollecitazioni dell’Amoris laetitia, la casa editrice Paoline, in collaborazione con il Pio Istituto dei Sordi di Milano e con la consulenza dell’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI, ha dato vita ad una nuova collana, novità assoluta per l’editoria cattolica italiana: LA MIA FEDE IN LIS. Primo titolo di questa collana è Le mie preghiere di ogni giorno in LIS.

Quale lingua parlano le persone sorde? Come pregano? Chi insegna ai bambini sordi le preghiere di ogni giorno? Quelle che normalmente ogni nonno o genitore o catechista insegna prima ancora di parlare di Dio?

Il testo offre i testi delle preghiere tradizionali, accompagnati da illustrazioni e soprattutto dai segni, perché i bambini sordi possano impararli e rivolgersi al Signore usando la loro specifica lingua: la LIS, appunto (Lingua Italiana dei Segni). Le preghiere sono pertanto «segnate»: in questo modo il testo può essere usato anche da persone sorde (adulte), da catechisti attenti a una catechesi inclusiva di bambini audiolesi, da nonni e genitori udenti e non che vogliano pregare insieme in famiglia.

Il testo risponde a una forte urgenza, sottolineata più volte da papa Francesco: le persone con disabilità non devono essere solo accolte, ma rese partecipi e protagoniste della vita ecclesiale e dell’assemblea liturgica

La Chiesa non si è dimenticata delle persone con disabilità. “È un libro atteso”, rivela suor Veronica Donatello, responsabile del Settore per la Catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico nazionale Cei: “Dire includere, ma non avere strumenti adatti. Chiedere di accogliere la vita, ma non sapere come insegnare a un figlio a parlare o a pregare. È una questione basilare”.

Nei catechismi, sottolinea suor Veronica, “si parla di strumenti che possano aiutare la coppia a trasmettere la fede, dunque a generarla. Ma per farlo c’è bisogno di utilizzare il linguaggio dell’altro”.

Il libro offre agli adulti l’occasione di apprendere la Lingua dei segni, ai piccoli di utilizzarla per pregare. Non sono poche, infatti, le persone sorde che hanno lavorato al progetto senza conoscere prima le preghiere, perché nessuno gliele aveva insegnate. “Le nostre diocesi devono sostenere questo lavoro perché è da loro che arriva il contributo fondamentale per cambiare la cultura.

 

Le mie preghiere di ogni giorno in LIS

a cura di Marisa Bonomi – illustrazioni di Cristina Pietta

euro 8,00

Parroco, cioè padre

DON BENZI1In Italia e nel mondo tutti conoscono don Oreste Benzi, il presidente dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, l’«infaticabile apostolo della carità», come lo ha descritto papa Benedetto XVI nel messaggio in occasione del suo ritorno alla casa del Padre.

Tutti conoscono il padre dei poveri, dei diseredati, degli emarginati, di chi non ha voce. Ma non tutti sanno che don Benzi, per ben trentadue anni, dal 1968 al 2000, è stato anche parroco della Resurrezione, al quartiere Grotta Rossa di Rimini, comunità parrocchiale che lui stesso ha fondato, insieme ad altri sacerdoti. Si può affermare che don Oreste Benzi è diventato quella figura di sacerdote che tutti conoscono anche grazie all’esperienza di parroco. E certamente in tale esperienza ha comunicato e alimentato il suo carisma, così da imprimere un marchio inconfondibile alla sua parrocchia.

Questo libro racconta nei dettagli lo spirito, le tappe, gli avvenimenti di questa originale avventura pastorale. Un racconto costruito con le parole e le riflessioni dello stesso don Oreste, e anche con le testimonianze dei suoi parrocchiani, che si sono lasciati coinvolgere e trascinare dal suo carisma.

La Prefazione è di mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini. Arricchisce il volume un interessante inserto fotografico a colori.

 

Valerio Lessi

Don Oreste Benzi Parroco, cioè padre

pp. 144, euro 13,00, Paoline

La sfida della fedeltà creativa…

FedeltaCreativaPuò un Movimento nato da un Carisma essere fedele nel tempo all’ispirazione iniziale senza che questa fedeltà risulti stanca ripetizione? Sono domande che nella storia di un Movimento nascono in modo particolare quando viene meno il suo fondatore; domande che fanno “da sfondo” alla riflessione di Jesús Morán – dal 2014 Co-Presidente del Movimento dei Focolari – sul Carisma del Movimento fondato da Chiara Lubich.

Questo breve libro nasce, dunque, da un intreccio di circostanze. La prima, e forse più importante, si riferisce ai moltissimi e vari incontri avuti negli ultimi due anni e in differenti contesti geografici e culturali, con persone esperte in diversi campi della vita culturale, sociale e spirituale del nostro tempo, con speciale attenzione sia ai mutamenti – a volte veri sconvolgimenti – incalzanti e di non sempre semplice lettura che la realtà mondiale ci manifesta ormai quasi giornalmente, sia, in particolare, al kairos che si sta manifestando all’interno della Chiesa cattolica in questi anni di pontificato di papa Francesco, così pieni di sorprese che inducono decisamente a una nuova speranza e fanno riemergere insospettate energie sopite da tempo con quel timbro di novità che solo il Vangelo promette e permette.

Il primo testo è un’ampia ed elaborata rivisitazione di una conversazione tenuta all’incontro annuale internazionale dei Delegati dell’Opera di Maria, a Castelgandolfo, nell’autunno del 2015.

Il secondo testo è la rielaborazione di due conversazioni effettuate in due recenti Convegni: all’Incontro ecumenico dei Vescovi amici del Movimento dei Focolari, sull’isola di Heybeliada (Turchia), nel novembre 2015, e al Congresso Conflicts, Dialogue and Culture of Unity presso l’Università di Lublino (Polonia), nel giugno 2016.

 

Jesús Morán

Fedeltà creativa.

La sfida dell’attualizzazione di un carisma

pp, 97, euro 10,00, Città Nuova , 2017

A chi ricerca la verità sull’essere umano

oltrelasiepe1Un concorso letterario rivolto a dei detenuti. Suor Rita Del Grosso propone agli inquilini della casa di reclusione di Paliano di scrivere sul tema: “Raccontarsi per vivere”. In un primo momento suona come una provocazione che mette in campo una sfida sia per chi propone l’iniziativa che per chi è chiamato a raccoglierla. In un primo momento sembra naturale che il dubbio oppositivo sia sollevato proprio dal pregiudizio. Il pregiudizio è come la paura. E’ incontrollato, è un impulso istintivo che viene dalla pancia. Il risultato che invece ci viene consegnato tra le mani, questo piccolo libretto di un colore emblematico come il bianco, dal titolo La luce oltre la siepe, è semplicemente una risposta. Altrettanto netta ma dettata da evidenze incontestabili, fin anche disarmanti. Per vedere questa chiarezza, questo fulgore che ci incanta serve liberare la mente. Nella prefazione al volume di don Benedetto Labate cpps, si dice emblematicamente: «a chi è alla ricerca della verità sull’essere umano». Esattamente la verità viene colta dai gesti dettati dal cuore, dai momenti di condivisione, dall’amore che unisce negli attimi di sofferenza.

Il carcere, anche se può sembrare del tutto paradossale, è un luogo di verità. L’uomo è chiamato ad affrontare una prova, un confronto con se stesso e con la sua natura più intima. Nel carcere può avvenire l’inatteso prodigio del ravvedimento umano.

La rinascita più importante e più edificante per l’uomo che cammina con le proprie gambe nel percorso esistenziale. Il peccato è il momento della sperimentazione, il momento in cui Dio nostro protettore lascia interamente a noi e alla nostra coscienza la possibilità decisionale, la capacità di agire. Dopo la cacciata dall’Eden l’uomo diventa consapevole, viene messo di fronte al bianco e al nero, al bene e al male. Dio non è più un guardiano protettore di un giardino incantato dove regna l’infallibilità. Si è mangiato dell’albero della vita, si è entrati nel gioco delle ambivalenze ed ora tutto ci interroga. Necessita di una nostra risposta, di una nostra decisione. Decidere di cercare Dio, di affidarsi a lui è come una rinascita. Una meravigliosa rinascita in cui l’amore è consensuale, cercato, fortemente voluto. Così come è necessario il male e il brutto per apprezzare in pienezza il bene, il giusto. Così come la notte che si alterna alla luce. In questi racconti di vita emerge la purezza, la voglia di riscatto, il tormento, la meraviglia della fragilità, lo stupore di pacificarsi nell’accogliere e nell’accogliersi. Dio dà proprio a ciascuno di noi la possibilità concreta di tirare via quel velo nero e ombroso che copre il nostro vero volto. Con la dignità, con l’amore che muove la nostra mano possiamo alzarlo e riscoprirci. Riscoprire – attraverso noi – il Suo Volto. Ecco come tutto torna. Ecco che la provocazione di suor Rita si rivela incitamento e opportunità. Opportunità per chi si è potuto rileggere avendo finalmente aperto il suo cuore con sincerità ma anche per tutte quelle persone preposte a ideare e rendere efficienti i luoghi di ri-educazione. Se si provasse a ripensare tutto con amore, se si ascoltasse con la predisposizione dell’accoglienza e della prossimità. Con la consapevolezza dei limiti e con la volontà di superarli insieme. Allora il carcere potrebbe essere un incipit alla salvaguardia dell’ordine sociale, al ristabilimento dell’armonia per una costante crescita civile, culturale, identitaria. Sembra difficile ma questo volumetto bianco ci dice che è molto più semplice di come può sembrare.

Romina Baldoni

La luce oltre la siepe

Aa.Vv.

Concorso letterario curato da suor Rita del Grosso, AXA 2017

per info: sr Rita Del Grosso, ritadelgrosso@yahoo.it

La natura, dono di Dio

RESPIRO1Il tema fondamentale di questo libro è la natura, colta nei suoi significati più profondi e incisivi a livello esistenziale e spirituale. Vie disciplinari differenti convergono riconoscendo nella natura un oltre che la supera, un dono offerto all’uomo da un Padre buono.

L’idea del libro nasce da un’esperienza di preghiera proposta dalla Fraternità della Trasfigurazione intitolata Un canto nella notte: una serie di incontri serali mensili aperti a tutti nella basilica di sant’Andrea a Vercelli.

Nella prima parte Alfonsina Zanatta, attingendo soprattutto alla forza evocativa della poesia e agli insegnamenti dei maestri dello spirito, propone un “viaggio” dentro il fascino e la tensione verso la pienezza che abitano il cosmo.

Piermario Ferrari, nella sezione centrale, suggerisce un percorso filosofico-teologico: dopo aver fornito preziose chiavi di lettura del dibattito culturale attuale sulla natura, conduce il lettore ad una visione ampia e profonda del creato, dono del Padre, promessa di Vita.

Nell’ultima parte del testo, riprendendo più direttamente il Canto nella notte, la Fraternità della Trasfigurazione presenta un cammino di preghiera personale e una serie di indicazioni operative per la preparazione di celebrazioni comunitarie che, per la presenza consistente di musiche, immagini e altri spunti artistici, si rivelano adatte ai giovani ma anche a persone di differenti provenienze culturali e formative.

I vari testi della collana “Di terra e di cielo” di cui questo testo fa parte, intendono offrire, percorrendo le vie dell’umanità (e dunque anche gli approcci delle scienze umane), alcuni itinerari formativi  e spirituali orientati alla trascendenza. Vengono privilegiati contenuti e percorsi a partire da tali approcci, da discipline umanistiche, da linguaggi espressivi ed artistici nonché da tematiche ampie e trasversali, universalmente riconosciute come significative per l’esistenza di ciascuno. Più che categorie precise di destinatari, i testi della collana intendono raggiungere ogni persona che si riconosce in cammino e che cerca nella lettura stimoli e strumenti per crescere nell’affettività e nella dimensione spirituale.

 

Alfonsina ZanattaPiermario Ferrari

Il respiro della terra

Poesia, pensiero, preghiera

pp. 176, Paoline, Prezzo speciale€ 13,00

 

 

Donne diacono?

Donne diaconoQual è la posta in gioco quando si parla di diaconato femminile? Perché ancora oggi questa domanda nei dibattiti ecclesiali è scomoda, o comunque ritenuta tale, ma esiste un diaconato permanente per gli uomini, celibi e sposati? Il ministero delle diacone, o diaconesse, è possibile nella chiesa di oggi?

Questo libro, scritto a quattro mani, affronta il tema con linguaggio chiaro e accessibile al grande pubblico, partendo dallo stato della questione ai nostri giorni, con le sue molteplici dimensioni e implicazioni, e giungendo ad analizzare le fonti storiche che confermano la presenza di donne diacono in diverse aree geografiche dalle origini della Chiesa fino al VII secolo.

Le due autrici muovono da dato di fatto, ovvero che le donne sono una notevole risorsa per la pastorale cattolica e costituiscono una parte cospicua della Chiesa stessa, a livello di devozione, di pratica e anche di ministerialità concreta: dalla catechesi alla carità, dall’insegnamento al servizio pastorale e liturgico, fino alle più disparate professioni.

La questione del ruolo delle donne nella Chiesa e della forma della loro presenza anche in futuro è rimbalzata per giorni sui giornali di tutto il mondo lo scorso maggio, durante il dialogo fra papa Francesco e le suore dell’UISG (Unione Internazionale delle Superiore Generali) riunite in Assemblea generale, grazie a una domanda posta dalle sorelle sul diaconato femminile.

Al quesito, che nel dibattito riportato dai media ha suscitato consensi e dissensi, aperto speranze e agitato fantasmi, il pontefice ha risposto nominando, il 2 agosto 2016, una Commissione che studierà il tema e i suoi risvolti pratici. E, quali che siano le conclusioni di questa Commissione, la sua esistenza è già un fatto di enorme portata, date le molte richieste degli ultimi decenni che erano rimaste senza alcuna risposta.

«Questo breve contributo a due voci vuole innanzitutto delineare il quadro generale del dibattito in corso, ripercorrendo per sommi capi gli ultimi decenni di domande e risposte sulle diacone e segnalando le questioni di fondo: ministero e servizio sono sinonimi? Il clericalismo è un destino inevitabile di ogni leadership o la sua deriva? Che cosa immaginiamo con “maschile” e “femminile”? – commentano le autrici nell’Introduzione al volume.

L’ampio spazio dedicato alle fonti storiche dipende dall’importanza che assume il ricorso alla “tradizione” quando si parla di donne e diaconato. Non si può infatti negare l’esistenza di diacone nell’antichità: ma come valutarne la presenza e il significato? Quali sono le caratteristiche di una tradizione “autentica” e feconda nell’oggi?».

Il volume è pubblicato anche in formati digitale.

Autori

Moira Scimmi, consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi ambrosiana, a Milano insegna religione presso l’ITT-Liceo Molinari e svolge la sua diaconia presso la Casa della Carità. Per Glossa ha pubblicato Le antiche diaconesse nella storiografia del XX secolo. Problemi di metodo (2004).

Cristina Simonelli, laica, è docente di antichità cristiane e teologia patristica presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale (Milano e Seminario arcivescovile di Venegono) e del Triveneto (Verona – Trento). Dal 2013 è presidente del Coordinamento teologhe italiane.

 

Cristina Simonelli – Moira Scimmi

Donne diacono? La posta in gioco 

Messaggero Padova, pp. 104,euro 9,00

Ascoltare il cuore per ritrovare la speranza…

oltre i muri1Sono ormai svariati anni che suor Emma Zordan (ASC) e suor Rita Del Grosso (FdCC) promuovono e sostengono, attraverso il loro servizio di volontariato nel carcere di Rebibbia, un concorso letterario riservato ai detenuti. Danno quindi loro la possibilità di esprimersi, di tentare, attraverso il potenziale della fantasia e dell’immaginazione, di abbattere i muri reali e mentali che li tengono lontani dal mondo e a volte dal loro stesso cuore. La scrittura infatti può diventare non solo uno sfogo liberatorio ma anche uno specchio per leggersi e per mettere a fuoco il proprio stato d’animo. La tematica suggerita per le riflessioni di quest’anno sembrava quasi una sfida ma anche un incitamento. Oltre i muri verso l’orizzonte. Quasi una esortazione di tipo morale all’evasione. Un tipo di evasione che parte da dentro, dalla maturazione e dalla volontà individuale e che può far intravedere il muro davanti a sé grandissimo e impenetrabile ma anche piccolissimo e perfettamente aggirabile. Per questo motivo il supporto, la vicinanza, il sostegno e l’ascolto rivolti alle persone che scontano una pena detentiva può diventare determinante. Può diventare trasmissione di quella forza mentale che davvero cambia la prospettiva delle cose e fa guardare avanti, verso la luce e verso la speranza. Il volontariato, al pari dell’aiuto psicologico, ha un ruolo determinante nella rivalutazione della fiducia in se stessi e nei propri mezzi ma è anche scambio e cura reciproca. Il potere di un sorriso, di uno sguardo intenso, di una stretta di mano in momenti di dolore e di angoscia o di paura e smarrimento, riportano ai gesti silenti e rassicuranti dell’amore materno, alla misericordia compassionevole di chi si fa prossimo offrendo il proprio mantello protettivo. E’ l’amore quella luce che lacera le tenebre e apre falle e crepe di isolamento nei muri. Papa Francesco con tanto calore ha voluto lasciare a tutta l’umanità, nell’Anno della Misericordia (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016) il suo messaggio di gioia. Dio è misericordioso, Dio perdona e accoglie. Non c’è nessun peccato tanto grande da non conoscere la grandezza liberatrice del perdono e non può esistere una pena tanto mortificante da togliere dignità ad un essere umano. Tutto questo perché nell’essere plasmati a immagine e somiglianza di Dio ne rispecchiamo la grazia divina, il dono d’amore. Lui ci lascia sempre la possibilità del riscatto, la possibilità di contemplare il suo Volto. C’è un po’ di quella luce accecante e irresistibile che si scorge in ognuna delle trentaquattro tracce qui raccolte. A tratti diventa palpabile e ci commuove profondamente, a volte si veste di semplicità disarmante e sa creare stupore, a volte va saputa cercare tra le righe richiedendoci uno sforzo di immedesimazione. Ecco, ancora una volta il segreto è tutto là: avvicinarsi emotivamente, sentire. Il muro può sparire laddove sparisce l’indifferenza e la diffidenza. Deve poter sparire dal suo interno per il carcerato ma anche dall’esterno per chi spesso con troppa facilità diventa inquisitore. L’orizzonte è una visione, è una linea che invita lo scrutatore e l’indagatore verso quell’oltre enigmatico che sfugge. L’orizzonte ci interroga incessantemente. E’ come la fede. Indefinibile eppure annidata nel fondo del nostro cuore. Basta ascoltare il cuore per ritrovare la speranza, basta avere fede per scorgere un punto di unione tra il finito e l’infinito, per abbattere il muro. Anche leggere queste toccanti pagine può essere un modo per aprire uno squarcio di luce dal muro.

Romina Baldoni

Oltre i muri verso l’orizzonte

Dalle tenebre alla luce

Aa.Vv. (volume realizzato dalla onlus – ong Senza Confini)

Roma, 2017

 

 

Non siate mai uomini tristi!

della gioia«Non siate mai uomini tristi!»

È questa l’esortazione che papa Francesco rivolge nel 2013 alla folla dei fedeli durante l’omelia delle Palme. E sul tema della gioia tornerà numerose altre volte a soffermarsi, riprendendo in qualche modo alcune delle espressioni più accorate già usate dal suo predecessore, Benedetto XVI.

Quest’ultimo, alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2012, aveva sottolineato: «L’aspirazione alla gioia è impressa nell’intimo dell’essere umano. Al di là delle soddisfazioni immediate e passeggere, il nostro cuore cerca la gioia profonda, piena e duratura, che possa dare “sapore” all’esistenza».

In questo libro Valentino Salvoldi mette in evidenza la nascente esigenza di far comprendere nei termini della teologia morale, le nuove sensibilità emergenti, la voglia di aprirsi al dialogo, di penetrare le differenze culturali per arricchire e ampliare la conoscenza umana e il patrimonio spirituale ed etico di valenza universale.

Il rinnovamento, il percorso ideologico adeguato ai mutamenti sociali ed epocali, servono a rivedere le basi di una teologia che nel tempo deve poter sprigionare la forza e il coinvolgimento del messaggio evangelico.

Molte delle nuove esigenze ritrovano agganci concreti al magistero e al messaggio biblico, compito della Chiesa è renderle condivise, esaltate e incarnate. La prefazione al volume di Vincenzo Paglia, Arcivescovo e Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, coglie delle sottigliezze basilari per mettere in risalto le proposte dell’Autore.

Gioia e bellezza come volti del messaggio evangelico, gioia e bellezza come realizzazione di un vissuto accompagnato e guidato dallo Spirito Santo.

I principi morali non possono limitarsi ad un elenco di regole sistematizzate unicamente con l’intento di incanalare e razionalizzare il comportamento umano, mortificando la creatività e la peculiarità di ciascuno.

La vera morale Cristocentrica non è fine a se stessa, non è autoreferenziale ma si rispecchia nel volto del Verbo, ne coglie la bellezza e la verità, l’orientamento all’accoglienza, all’amore per il prossimo. L’ascolto e la comprensione sanno prendere il buono e il vero da ogni cultura, rispondono alle più profonde radici antropologiche che segnano l’evoluzione.

Non sono sentimenti accessori, non sono dettagli da subordinare a dogmi rigidi e inamovibili. Un vero teologo morale prende in analisi ogni sfumatura con lucidità e con grazia.

«Questo, con parole diverse, è anche l’insegnamento dei Padri della Chiesa: Dio si è fatto uomo, perché l’uomo si faccia Dio. Dov’è Dio? In ciascuno di noi. Che volto ha Cristo? Il nostro e quello dei poveri. Chi è lo Spirito Santo? L’Amore nel quale viviamo, ci muoviamo, siamo» (dalla Prefazione di Vincenzo Paglia).

Romina Baldoni

usminforma@usminazionale.it

 

L’artista che trovò Dio…

L’ARTISTA CHE TROVO’ DIO E DIVENNE DON LORENZO MILANI”

MILANI1La biografia storica approfondisce in particolare il periodo della conversione, valorizzando contatti, esperienze e testimonianze edite e inedite. L’autrice focalizza la sua attenzione sul Milani giovane, trasformato da Lorenzo in Don Lorenzo, scavando nei documenti e approfondendo sia gli ambienti sia il momento storico particolare del tempo. In breve, è anche un racconto storico dell’Italia d’allora, un racconto basato su alcuni punti di vista particolari: la famiglia Milani, la Firenze del pittore Staude, primo maestro di pittura di Milani, l’Accademia di Brera con alcune figure fondamentali, gli artisti a Milano. E altro ancora. A tratti biografia, a tratti saggio storico: uno spaccato dove alcune realtà e informazioni di guerra e movimenti s’intrecciano.

 

L’autrice

Valentina Alberici, nata a Piacenza nel 1968, si è laureata in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano e lavora in campo informatico. Appassionata di arte e storia, ha svolto varie ricerche in ambito storico-artistico e ha esordito cime autrice pubblicando Gesù è davvero esistito? Un viaggio avventuroso sulle tracce di Gesù (2011). Con Paoline ha pubblicato La chiamavano Maddalena. La donna che per prima incontrò il Risorto (2015).

 

LORENZO MILANI

Valentina Alberici

pp. 184, € 22.00