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La Giornata Mondiale della gioventù

E' un evento internazionale e multilingue, di cultura e formazione e si celebra a Panama dal 22 al 27 gennaio 2019.

Giovani, Dio vi chiama e cammina con voi

Il 2019 si è aperto all’insegna e sotto gli auspici della pace, della preghiera per l’unità dei cristiani, e con una attenzione particolare ai giovani, la vera speranza di futuro. Tre appuntamenti; tre eventi che interpellano tutti; tre proposte di impegno per allargare i nostri spazi mentali e religiosi, per sentirci cittadini del mondo, solidali con tutti.

“La Giornata Mondiale della Gioventù è un evento internazionale e multilingue, di cultura e formazione e si celebra a Panama dal 22 al 27 gennaio 2019. Coinvolgerà giovani di ogni età, lingua, cultura e nazioni diverse. Il tema è stato tratto dal versetto del Vangelo di Luca: “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola” (1,38). E Il logo rappresenta Maria come mezzo per conoscere Gesù, rappresentato con una croce.

Nel logo sono stilizzati anche il canale, uno dei simboli del Paese, e cinque puntini bianchi simboleggianti i pellegrini provenienti dai cinque continenti. L’Inno ufficiale della GMG è stato composto da Abdiel Jiménez, panamense. E’ in lingua spagnola, ma verrà cantato in diverse lingue. La versione in italiano è stata realizzata da Mons. Marco Frisina.

Nel messaggio per la Giornata mondiale della Gioventù il Papa ha commentato il versetto di Lc 1,38 in quattro paragrafi. E con essi ha ricordando ai giovani che il Signore, la Chiesa, il mondo, aspettano anche la loro “risposta alla chiamata unica che ognuno ha in questa vita”.

  • Non temere!. L’improvvisa apparizione dell’angelo e il suo misterioso saluto: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te» (Lc 1,28), hanno provocato un forte turbamento in Maria. …L’angelo, leggendo nel profondo del suo cuore, le dice: “Non temere!”.

“Dio legge anche nel nostro intimo. Egli conosce bene le sfide che dobbiamo affrontare nella vita, soprattutto quando siamo di fronte alle scelte fondamentali da cui dipende ciò che saremo e ciò che faremo in questo mondo. È il “brivido” che proviamo di fronte alle decisioni sul nostro futuro, sul nostro stato di vita, sulla nostra vocazione. In questi momenti rimaniamo turbati e siamo colti da tanti timori… Nei momenti in cui dubbi e paure affollano il nostro cuore, si rende necessario il discernimento. Discernimento che diventa indispensabile quando si tratta della ricerca della propria vocazione…. Il discernimento consiste soprattutto nell’aprirsi all’Altro che chiama… Dio bussa alla porta dei nostri cuori, come ha fatto con Maria, desideroso di stringere amicizia con noi attraverso la preghiera, di parlarci tramite le Sacre Scritture, di offrirci la sua misericordia nel sacramento della Riconciliazione, di farsi uno con noi nella Eucaristia.

  • Maria! “Il primo motivo per non temere è che Dio ci chiama per nome. … Quando chiama per nome una persona, Dio le rivela al tempo stesso la sua vocazione, il suo progetto di santità e di bene, attraverso il quale quella persona diventerà un dono per gli altri e che la renderà unica. E quando il Signore vuole allargare gli orizzonti di una vita, sceglie di dare alla persona chiamata un nuovo nome, come fa con Simone, chiamandolo “Pietro”.

“Cari giovani, l’essere chiamati per nome è dunque un segno della nostra grande dignità agli occhi di Dio, della sua predilezione per noi. E Dio chiama ciascuno di voi per nome. Voi siete il “tu” di Dio, preziosi ai suoi occhi, degni di stima e amati (cfr Is 43,4). Accogliete con gioia questo appello che Egli rivolge a voi chiamandovi per nome”.

  • Hai trovato grazia presso Dio. Il motivo principale per cui Maria non deve temere è perché ha trovato grazia presso Dio. La parola “grazia” ci parla di amore gratuito, non dovuto… Anche in futuro ci sarà sempre la grazia di Dio a sostenerci, soprattutto nei momenti di prova e di buio… La presenza continua della grazia divina ci incoraggia ad abbracciare con fiducia la nostra vocazione, che esige un impegno di fedeltà da rinnovare tutti i giorni… L’aver “trovato grazia ai suoi occhi” significa che il Creatore scorge una bellezza unica nel nostro essere e ha un disegno magnifico per la nostra esistenza. Questa consapevolezza non risolve certamente tutti i problemi o non toglie le incertezze della vita, ma ha la forza di trasformarla nel profondo”.
  • Coraggio nel presente. “Dalla certezza che la grazia di Dio è con noi proviene la forza di avere coraggio nel presente: coraggio per portare avanti quello che Dio ci chiede qui e ora, in ogni ambito della nostra vita; coraggio per abbracciare la vocazione che Dio ci mostra; coraggio per vivere la nostra fede senza nasconderla o diminuirla. …

La grazia di Dio tocca l’oggi della vostra vita, vi “afferra” così come siete, con tutti i vostri timori e limiti, ma rivela anche i meravigliosi piani di Dio! Voi giovani avete bisogno di sentire che qualcuno ha davvero fiducia in voi: sappiate che il Papa si fida di voi, che la Chiesa si fida di voi! E voi, fidatevi della Chiesa! Alla giovane Maria fu affidato un compito importante proprio perché era giovane. Voi giovani avete forza, attraversate una fase della vita in cui non mancano certo le energie. Impiegate questa forza e queste energie per migliorare il mondo, incominciando dalle realtà a voi più vicine” (AP).