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Mentre si sta svolgendo il Sinodo dei giovani, abbiamo rivolto due domande a due giovani religiose, sr. Gabriela Gutierrez Lopez delle Maestre Pie dell’Addolorata e sr Veronica Bernasconi delle Figlie di San Paolo. Ecco le loro risposte.

Sogno una vita consacrata autentica…

Sogno una vita consacrata autentica… Sogno una vita consacrata che sia capace di ascoltare… sogno una vita nel servizio e in semplicità…

Mentre si sta svolgendo il Sinodo dei giovani, abbiamo rivolto due domande a due giovani religiose, sr. Gabriela Gutierrez Lopez delle Maestre Pie dell’Addolorata e sr Veronica Bernasconi delle Figlie di San Paolo. Ecco le loro risposte.

  1. Come i giovani che si stanno confrontando con la chiesa possono, secondo te, arricchire l’esperienza della vita consacrata? E cosa pensi che i giovani oggi, secondo la tua esperienza, possano accogliere dalla vita consacrata come elemento concreto e utile per la loro vita?

Sr. Gabriela

Quando si è giovani si ha il coraggio di affrontare le difficoltà, la grinta per proporre, smontare, costruire, si hanno sogni e illusioni, che maturati possono convertirsi in realtà concrete se sono ben indirizzati, questo secondo me può arricchire la vita consacrata, che molte volte si è “accomodata” nelle sue strutture fise, mi riferisco soprattutto a strutture mentali, culturali, istituzionali. Una scossa di energia senza dubbio farebbe molto bene alle nostre comunità, un risveglio che ci faccia muovere e uscire delle nostre comunità chiuse a volte in se stesse.

Viviamo in un contesto sociologico dove le relazioni interpersonali vengono a meno ogni giorno, molti giovani di oggi hanno soltanto la esperienza di una relazione “virtuale” sono vicini a quelli che stano lontano ma sono lontani da quelli che stano vicino a loro. E questo secondo me è un elemento chiave nel mondo di oggi, la capacità di vivere insieme, di stabilire rapporti che diventano a volte più forti di quelli di sangue. Di condividere non soltanto ciò che si ha ma soprattutto ciò che si è.

 

Sr. Veronica

Mi ha colpito come nelle testimonianze dei giovani di questi giorni, per il sinodo, emerga una voglia di confronto. Spesso si parla di giovani che hanno, ovviamente per responsabilità della generazione che li ha preceduti, imparato a vivere senza Dio e disinteressati alla Chiesa. Invece sta emergendo una voglia di confronto non litigioso, di desiderio di capire e di entrare in qualcosa di sconosciuto forse ma che interroga. Sono loro che possono oggi darci un modo nuovo costruttivo di fare autocritica, di apertura allo sconosciuto, di desiderio di fare domande. A nostra volta noi siamo in grado di offrire a loro spazi, modi e tempi di entrare in contatto con loro stessi (cosa di cui hanno bisogno), di incontrare quel “Qualcosa o Qualcuno di più” che può riempire di senso le esistenze difficili di oggi, possiamo dare la testimonianza che nel mondo di possibilità illimitate e in continuo cambiamento si può rimanere centrati, per con tutte le fatiche e debolezze, e lottare con gioia per qualcosa che ne vale la pena.

  1. In questo sinodo e nella sua preparazione si è parlato molto di speranza, di sogni, tema caro a papa Francesco. Cosa sogni a partire da questo sinodo per la vita consacrata in generale e per te in particolare?

 

Sr. Gabriela

Sogno una vita consacrata autentica, senza paura di uscire dalle sue sicurezze, una vita consacrata che sa accogliere l’altro così com’è senza pretendere di cambiarlo ma di capirlo e crescere insieme.

Sogno una vita consacrata che sia capace di ascoltare, i suoi membri, chi è vicino. A volte siamo piccole isole vivendo insieme, la mia speranza è che insieme costruiamo i ponti della fratellanza, della fiducia, della maturità umana rispecchiata nel perdono, empatia, ascolto, promozione delle persone, dove vivere insieme ci faccia dire “che bello è stare qui”.

 

Sr. Veronica Bernasconi

Sogno per la vita consacrata la possibilità di vivere in tema vocazionale con minore ansia, consapevoli che il nostro compito è quello di far incontrare le persone con il Signore e sogno una vita religiosa che sempre più riscopra la sua dimensione battesimale e sia in grado di condividere di più e serenamente il proprio cammino con coloro che vivono altre scelte di vita. Sogno una vita consacrata in cui si riscopra in modo sempre più proprio e consapevole il ruolo delle donne. Per me sogno una vita nel servizio e in semplicità e non assillata dal peso di strutture che non sono in grado di riempire di senso la vita degli uomini e donne di oggi, una vita ricca di incontri e guidata dalla Parola.