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Novità in vetrina

Atti del Seminario di studio USMI – CISM

L’emergenza passerà, il sistema sanitario sarà in grado di assistere in maniera più degna i malati, usciremo più responsabili rispetto alla appartenenza civica, ma urge far sentire la propria voce per garantire le famiglie anche in merito alla sostenibilità e alla titolarità in ambito educativo e formativo, superando gli attuali ostacoli economici e sociali che ne impediscono di fatto l’esercizio ai meno abbienti. Si introduca il costo standard di sostenibilità (declinabile in convenzioni, detrazioni, buono scuola, voucher, ecc.) che costituisce, una “quota capitaria” spettante all’alunno, che lo assegna poi alla scuola prescelta. Questa provvidenziale richiesta è stata avanzata il 14 Novembre durante il Seminario di Studio che insieme USMI e CISM hanno organizzato sul tema: «Autonomia, parità e libertà di scelta educativa in Italia e in Europa».

Qui abbiamo ascoltato gli interventi autorevoli della Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Card. Gualtiero Bassetti, il Presidente della CISM, Padre Luigi Gaetani e sr Nicla Spezzati, asc della Onsiglio di Presidenza USMI Nazionale.

All’incontro hanno portato il loro contributo tutte le associazioni che rappresentano gli interessi della Scuola Paritaria Cattolica in Italia e fanno parte del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica presso la C.E.I. e che nel 2017 hanno redatto il documento “Autonomia, parità e libertà di scelta educativa”. In particolare: l’AGESC con il Presidente Nazionale, Giancarlo Frare; la FIDAE con Francis Contessotto per Presidente Nazionale; la CONFAP con suor Lauretta Valente, Delegata nazionale, l’AGIDAE con P. Franco Ciccimarra, Presidente Nazionale; il delegato scuola CISM, Don Roberto Dal Molin, il Segretario Generale FISM, Luigi Morgano; il Presidente Nazionale CDO-FOE, Marco Masi.

Le Conclusioni e Prospettive di Lavoro sono state curate da suor Anna Monia Alfieri im, Delegata dell’USMI Nazionale nel Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica e da P. Luigi Gaetani ocd, Presidente della CISM Nazionale.

Il Volume degli Atti del Convegno contiene in appendice:

  • Documento del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica “Autonomia, Parità e libertà di scelta”
  • Decreto Ministeriale Costo-standard del 22/11/2017 n.000000917
  • Comunicato Stampa – Seminario Autonomia, Parità e libertà di scelta educativa in Italia e in Europa
  • Locandina – Seminario Autonomia, Parità e libertà di scelta educativa in Italia e in Europa
  • Programma – Seminario Autonomia, Parità e libertà di scelta educativa in Italia e in Europa
  • Rassegna Stampa – Seminario Autonomia, Parità e libertà di scelta educativa in Italia e in Europa.

Il volume consta di oltre 150 pagine e ha il costo di € 15,00 a copia.

Per le ordinazioni mandare una e-mail a: cism.segreteria@gmail.com

La libertà di scelta educativa nell’Autonomia

Alla base della buona formazione professionale di un lavoratore c’è sempre un buon percorso di educazione ed istruzione negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Il percorso educativo si compie,  in primo luogo, nella famiglia e, quindi, nei vari livelli di scuola a partire dai primi anni di vita. Occorre accompagnare e sostenere chi si impegna in questa opera educativa che è fondamentale per costruire il bene comune e che deve vedere coinvolta tutta la società. Parlare di bisogni e diritti delle famiglie, o di buona scuola per tutte le ragazze e i ragazzi del Paese, deve diventare abituale anche per gli attori economici; solo coinvolgendo tutti i soggetti sociali, culturali, economici e politici è possibile nelle condizioni del mondo moderno rispondere adeguatamente alle esigenze di formazione di personalità mature. È il classico “villaggio”, necessario per educare un bambino (da un proverbio africano).

 

Scuola, Educazione, Libertà
a cura di Anna Monia Alfieri Silvio Petteni, Vittore Mariani 
Ancora 2020, pp. 136, euro 10,00

Per conoscere i concetti chiave della Laudato Si’

Una guida snella, corredata da foto e grafici che descrivono l’enorme problema dell’ecologia. Non tutti hanno il tempo di leggere i documenti pontifici o i rapporti dell’ONU, quindi Luca Fiorani conduce il lettore per mano tra i concetti chiave dell’enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco, i recenti risultati della negoziazione internazionale sui cambiamenti climatici e i più aggiornati risultati scientifici sullo stato di salute del nostro pianeta.

 

Luca Fiorani (l’Autore), si è brillantemente laureato in fisica con lode nel 1990 all’Università di Padova. Dopo diversi dottorati, specializzazioni e cattedre in prestigiose Università italiane ed estere, rappresenta l’Italia presso il Consiglio Artico nel Gruppo di lavoro sulla protezione ambientale ed altre Associazioni ambientaliste. Dagli anni ’90 si interessa di ecologia ed è il coordinatore dell’iniziativa interdisciplinare www.EcoOne.org e membro del comitato direttivo del Movimento cattolico mondiale per il clima. Parallelamente, svolge un’intensa attività di divulgazione scientifica.

Luca Fiorani
Il sogno (Folle) di Francesco
Piccolo manuale (scientifico) di ecologia integrale
Edizioni Francescane italiane, 2019, pp. 78, euro 9,00

 

L’Amazzonia non è un mondo altro… È lo specchio del nostro!

Oro, petrolio, rame, legname, coltivazioni intensive. Le sfavillanti ricchezze dell’Amazzonia oggi sembrano assumere i colori tetri della sua rovina. Lo sfruttamento dei beni naturali in quell’area del pianeta causa una spoliazione drammatica delle sue risorse che interessa – letteralmente – tutto il mondo: ogni cinque bicchieri d’acqua che beviamo, uno viene dall’Amazzonia.

Ma questa non è solo una questione ecologica: i drammi sociali generati da tale abuso selvaggio stanno sconvolgendo popolazioni indifese, lasciate in balia della legge del più forte. Lucia Capuzzi e Stefania Falasca, giornaliste che non si rassegnano al sentito dire, hanno seguito il corso del Rio delle Amazzoni. E qui raccontano la terra amazzonica e i popoli che vi abitano tramite un prisma di situazioni-limite, ad esempio lo sfruttamento selvaggio delle miniere di rame nella Cordillera ecuadoriana e i traffici di legname che grondano sangue sulla Triple frontera tra Colombia, Brasile e Perù. Danno voce a chi resiste alla forza dell’agrobusiness in Brasile e prestano ascolto agli indios che rifiutano di abiurare al proprio stile di vita. Il racconto delle ferite dell’Amazzonia odierna, che troviamo in queste pagine, è illuminato dalle storie delle tante persone che ogni giorno lottano perché la bellezza di quella terra e la dignità di quelle genti restino vive e continuino a parlarci.

«I reportage di Lucia Capuzzi e Stefania Falasca con coraggio ci fanno entrare dentro ai progetti di colonizzazione dell’Amazzonia animati dallo spirito di dominio e di rapina: venire a sfruttare, per poi andarsene con le valigie piene» card. Cláudio Hummes.

Capuzzi Lucia, Falasca Stefania
Frontiera Amazzonia
Viaggio nel cuore della terra ferita
Prefazione di Card. Claudio Hummes

EMI 2019, pp. 176, euro 15,00
Ebook, euro 9,99

La magia del prodigio che abita l’anima umana attraverso storie raccontate

La Casa di Reclusione di Paliano è una vecchia Roccaforte appartenuta alla famiglia Colonna diventata Istituto Penitenziario. Da ormai molti anni suor Rita Del Grosso vi presta attività di volontariato con dedizione e ammirevole costanza. L’idea di proporre ai detenuti degli spunti di riflessione da scrivere è un’idea che quasi corrisponde a una proposta di evasione. Estraniarsi dalla realtà che non lascia intravedere speranza di libertà nell’immediato futuro prossimo per conoscere una libertà di pensiero nuova che davvero può trafiggere le barriere dello spazio tempo per rincorrere dei sogni e delle speranze credute perdute. La Direttrice del carcere, dott.ssa Anna Angeletti, nella presentazione al libro parla di un tempo di attesa. La saggezza esistenziale che ci viene tramandata dalla tradizione letteraria ci insegna che a volte è necessario fermarsi a riflettere per provare nostalgia di un tempo perduto. Tempo di fanciullezza e innocenza vissuto con la spensieratezza dell’infanzia ma anche tempo che nell’affanno della corsa al domani fuggente non si è saputo apprezzare, ruminare, meditare. Ecco allora che anche il carcere può diventare autentico luogo di rieducazione del cuore e rivalutazione della propria essenza umana. Avere in mano una penna e liberare emozioni estemporanee come in un flusso di coscienza e nuova consapevolezza fa ‘uscire fuori’ una sensibilità inattesa e stupefacente. Le storie raccontate hanno la magia del prodigio che abita l’anima umana. Riflettono la parte più bella e toccante della fragilità, della nudità, del bisogno innato di alterità.

Proprio come un fiore sboccia dopo aver sopportato il rigido freddo invernale, un sogno può avverarsi solo se si è preparati a sopportare i tormenti che ne accompagnano la realizzazione e a compiere tutti gli sforzi necessari” (Daisaku Ikeda)

Suor Rita ci ricorda questa bella frase per sottolineare la grande forza che ci può venire dalla speranza, dalla sfida ad affrontare il cammino contorto della vita. Papa Francesco nei suoi insegnamenti ci ricorda che tutto ciò che ci circonda e le conquiste raggiunte del vivere civile sono niente altro che il frutto di tanti contributi e tante stratificazioni dove ogni singolo individuo può mettere del suo e dove l’equilibrio rappresenta sempre condivisione, ascolto, raffronto, convivialità e senso della comunità.

Una comunità ci riflette e noi, tutti noi, abbiamo il dovere morale ed etico di contribuire a renderla migliore. Le nostre parti migliori, unite, vincono su tutto, sono luce che dilata le tenebre. Il buio esiste e ottenebra tutto, il buio è spaventoso ed è chiusura ma il buio è fatto per essere trafitto e l’uomo nasce per essere illuminato dalla propria ragione, dalla propria fede, dalla sua implacabile voglia di esplorare l’oltre.

Romina Baldoni
biblioteca@usminazionale.it

Labirinti di luce
Contributi al concorso letterario
curato da Suor Rita Del Grosso e Alessandro Fossatelli, AXA, 2019

Ascoltare i giovani per un arricchimento e un confronto prolifico

Da sempre si è assistito, nella storia del mondo, alla dicotomia giovani e adulti, generazione di scapestrati e impulsivi contro generazione di assennati bacchettoni. Alberto Rossetti riflette sull’annosa questione in modo indiretto, coinvolgendo direttamente la voce di ragazzi e di ragazze incontrati durante i suoi seminari tenuti in giro per l’Italia. Emerge con limpidezza quanto la nostra società e la società in generale, come è stato da sempre nell’evoluzione antropologica e comunitaria, abbia bisogno dei giovani per come essi sono: polemici, irruenti, insofferenti ai paletti, smaniosi e spregiudicati. Loro rappresentano la nostra stessa sopravvivenza, la linfa che nutre e rigenera il cammino evolutivo senza che avvizzisca e inaridisca in una staticità infeconda.
Il mondo degli adulti è sicuramente infarcito di ipocrisia e di scarsa lungimiranza. Si dice che i giovani sono il futuro, il ‘nostro’ futuro, ad essere esatti, ma poi si leggono sempre i cambiamenti in modo disfattista e, nella migliore delle ipotesi , ci si rintana nella convinzione sempre attuale e sempre profetizzata del degrado morale, della degenerazione dei costumi dai quali con una certa spocchia si prende distanza e ci si dissocia con disgusto e mal sopportazione. Come sostiene Paolo Di Paolo nella prefazione al libro si tratta di una normalissima reazione di difesa e di sano egoismo da sopravvivenza ma ciò che è importante è provare ad allenare la mente, a guardare le cose da prospettive rinnovate, fare uno sforzo di apertura. Certamente non è mai facile sintonizzarsi sulle frequenze dei giovani con disinvoltura e senza pregiudizi.
Ma il punto di partenza intrapreso è davvero focale. Si decide di ascoltare. Ascoltare tutte le loro impressioni buttate giù istintivamente, senza schemi, senza inibizione e poi si prova a fare un ragionamento di tipo associativo. Associare la narrazione a qualche lezione del passato attingibile dal sapere filosofico, letterario, pedagogico. Il tutto con l’intento di provare ad allargare gli orizzonti della comprensione.
Ne esce un arricchimento e un confronto prolifico per tutti. Soprattutto si evita di cadere nel luogo comune di una trattazione improntata all’etica e alla retorica da cattedra, la logica del: mettiamo in guardia i nostri ragazzi! Semmai l’intento che emerge con maggiore incisività è quello di voler mettere in guardia gli adulti a non cadere nelle trappole della narrazione scontata e convenzionale. Il racconto emotivo è un modo per mettere sul piatto equamente le esperienze di ciascuno e per rendere evidente che non può mai esistere bianco o nero, essere su una sponda o sull’altra, essere a favore o contro. Tutti siamo chiamati a fare scelte e dare una direzione alla nostra esistenza e tutti siamo chiamati a delle responsabilità che si acquisiscono lungo il cammino. Serve fiducia, serve l’aiuto degli altri ma soprattutto serviamo noi nella nostra più profonda identità che sulla base di tutto abbiamo la facoltà di scegliere.

Romina Baldoni

Alberto Rossetti
I giovani non sono una minaccia
anche se fanno di tutto per sembrarlo
Città Nuova, Roma 2019, pp. 131, € 15,00

Afriche: uno sguardo ravvicinato

Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase nelle nostre città? La mattina sugli autobus troppo affollati o mentre si fa la fila all’ufficio postale? È un condimento essenziale per evidenziare l’esasperazione quotidiana delle persone che sono sempre più frustrate da un disagio sociale crescente. Il dramma poi è che gran parte della stessa classe politica sta facendo passare il messaggio che crisi e malessere siano additabili quasi esclusivamente al fenomeno migratorio. Allora questo testo prova a rispondere in modo concreto all’interrogativo incessante del «Perché non se ne stanno a casa loro?». Si tratta di reportage effettuati direttamente in quattro diversi paesi dell’Africa che raccolgono la voce di persone vittime di persecuzioni etnico-tribali o di sfollati nei campi profughi, di abitanti delle baraccopoli e popolazioni vittime di carestie. L’Autore ha realizzato tutto il materiale raccolto nel libro durante i suoi viaggi come inviato per TV2000. Le voci di chi urla la propria disperazione da quella che dovrebbe essere la sua ‘casa’, almeno idealmente; la propria martoriata terra d’origine. Le voci di chi quella ‘casa’ prova a fatica ad edificarla, tutta la vasta catena dei cooperanti e missionari che ci affondano le mani e i piedi in quei luoghi di miseria e di dolore dimenticati e accantonati con troppa superficialità. Sì perché il continente africano, dopotutto è la rappresentazione tangibile di macchie infamanti provocate da quella che dovrebbe essere ‘casa nostra’, la nostra società di occidente civilizzato: la schiavitù, il colonialismo, lo sfruttamento e il depredamento delle risorse.

Maratane è l’unico campo profughi presente nel Mozambico. I rifugiati che vivono qui sono la tragica testimonianza di un continente dilaniato, privo di un sistema democratico e soprattutto sanitario. Si assiste al paradosso di poveri che aiutano altri poveri, di élite minoritarie e corrotte che dominano su popoli ridotti alla fame, di paesi avanzati che con ipocrisia vendono armi o traggono profitto economico da trattati ‘capestro’ che impediscono di fatto il raggiungimento di un progresso civile e sociale effettivo. Le voci di Alamtara, di Kabi, Miracle, Carlitos, Dominique e tanti altri, sono testimonianze toccanti e paradigmatiche. Parlano di dignità umana calpestata e trafitta, di ingiustizie e discriminazioni compiute nel nome di un capitalismo cinico e spietato. Si è perso il concetto di ‘casa’ inteso come luogo di ritrovo famigliare e comunitario. Non si è capito che ‘casa loro’ e ‘casa nostra’ non sono poi così separabili se a perire e a soccombere è quella poleis umana di fratellanza, solidarietà e pietas che sono valori fondanti e imprescindibili della nostra vita, del nostro essere appartenenti al creato, al dono e alla grazia dell’esistenza.

Romina Baldoni

ROSARIO SARDELLA

Perché non se ne stanno a casa loro?

Afriche: uno sguardo ravvicinato, Milano 2019

Alla ricerca della propria identità

Nessuna identità può esistere a prescindere dalla relazione con l’altro, l’umano è un volto spirituale tessuto dello sguardo di mille altri. L’identità non è un dato assoluto da conservare al sicuro, ma una ricerca, una strada, un esodo e una decisione. In relazione a chi e a cosa possiamo scoprire il mistero della nostra identità vera? I grandi testi della nostra cultura e la rivelazione biblica ci guidano in un viaggio affascinante per passare da un io chiuso in sé al “tutto a tutti” descritto da san Paolo.

La riflessione che propone il testo guarda a cinque aspetti dell’identità: la casa, il nome, il corpo, il sé e l’altro/a, l’unico. Non si tratta di una riflessione filosofica ma, per così dire, sapienziale, che dà risonanza a testi letterari antichi e recenti, ricchi di intelligenza e di verità, tra cui in particolare testi biblici dal Primo e dal Nuovo Testamento. È una riflessione dialogata tra idee e personaggi che, pur appartenendo a ondi fisici e culturali ben distanti, comunicano meravigliosamente e sono in grado di dare al lettore un prezioso canale di orientamento, per considerare la propria identità ed aprire, davanti a essa, vie di nuovi compimenti. Il messaggio che esce dalle pagine di grandi autori e agiografi e dalle loro ideali conversazioni dona, infatti, molta luce per vivere l’identità non come un dato assoluto da conservare al sicuro, ma come una ricerca, una strada, un esodo e una decisione. Farà comprendere che nessuna identità può esistere a prescindere dalla relazione con l’altro/a e che l’umano è un volto spirituale tesuto dello sguardo di mille altri.

 

Rosanna Virgili

Qual è il tuo nome?

Edizioni Qiqaion, pp.118, euro 10,00

 

Gesù, la pietra scartata

L’etimologia della parola scarto deriva da quarto. Togliere dall’armonia del quadrato una sua parte, squartare, infrangere la pienezza, ferire, menomare. È su questo significato di base che papa Francesco ha sviluppato spesso la sua riflessione, a partire da Evangelii gaudium, per riportare all’attenzione la problematica di coloro che sono esclusi nella società contemporanea.

«Abbiamo dato inizio alla cultura dello scarto che, addirittura viene promossa. Non si tratta più del fenomeno dello sfruttamento e dell’oppressione ma di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive (…) Gli esclusi non sono sfruttati ma rifiuti, avanzi» (EG 53).

L’autore intesse su questo simbolo e su questa simbologia le pagine che seguono, partendo dalla figura fondamentale dello “scartato”, Cristo, colui che in un passo dei Salmi è così descritto: «La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la testata d’angolo» (Mt 21,42; cfr. Sal 118,22).

Nell’applicazione fatta da Gesù, lo “scarto” diventa una risorsa, ed è proprio su questa svolta radicale che monsignor Pacomio svolge il filo del suo discorso. Un discorso che si ramifica lungo diversi percorsi tematici, ininterrottamente sostenuti dal rimando alle scritture che intarsiano quasi ogni pagina di questo libro. In fondo, la logica, del tutto estrosa e stravagante, dell’ultimo che diventa il primo, del peccatore pentito che ci precede nel regno di Dio, del debole che confonde i forti, è alla base della lezione divina. Nella Bibbia si parla di “resto”, “seme”, “radice”, “piccolo gregge” e paradossalmente il piccolo, l’umile, colui che non ha sete di potere è colui che spicca tra le Beatitudini evangeliche. Lo svuotamento, l’umiliazione che Cristo affronta nel suo passaggio terreno nel nome di una fraternità rinnovata con gli uomini, di una vicinanza che passa per la sperimentazione diretta delle nostre debolezze e che si traduce nella luce finale della Pasqua. E’ un po’ quella che l’autore chiama la ‘meravigliosa altalena’ la speranza che accompagna l’esistenza di ciascuno e che ci spinge sempre ad affrontare le prove della vita con la convinzione che si potrà emergere dai brutti momenti, superare lo sconforto, essere riscattati dai propri peccati. L’invito pacato che ci rivolge il messaggio del libro è quello di riuscire a trasformare con la forza interiore ogni rifiuto in risorsa di ripartenza. Gesù ci dice di non avere mai paura, di affidarsi alla sua misericordia poiché Lui conosce il dolore degli uomini, scruta il profondo del nostro animo ed è pronto a ridarci la giustizia del cielo nella misura in cui abbiamo conosciuto l’ingiustizia terrena.

 

Luciano Pacomio

Gesù la pietra scartata,

 pp. 178, € 18,00

Romina Baldoni

biblioteca@usminazionale.it

Riscoprire oggi il senso della vita religiosa

Parlare di vita religiosa e in particolare di vita religiosa femminile sembra fuori dai contesti dell’attualità, anche se spesso proprio a religiose donne si associano luoghi e iniziative di promozione umana e culturale, di solidarietà e di concretezza che, proprio perché molto concreti e quotidiani, non suscitano stupore.

Però non è di questo silenzio che l’Autrice tratta in queste pagine dense e a volte scomode, bensì del senso profondo della vita religiosa femminile.
Come tutte le esperienze umane profonde, anche la vita religiosa ha bisogno di riscoprire e di difendere continuamente il senso del suo esserci e, per farlo, deve ripercorrere le strade a ritroso, per ritrovare le proprie radici e re-interpretare l’intuizione profetica, frutto di una ricerca costante delle Madri della vita religiosa; sì, perché – scrive l’Autrice – «la vita religiosa femminile è stata spesso guardata e filtrata alla luce di parametri e modelli maschili, quasi che una vita religiosa femminile non potesse avere un suo volto se non disegnato sul modello maschile».

Per questo uno dei primi capitoli di questo saggio si intitola Genealogia femminile e richiama nomi di donne che hanno aperto strade di sequela, di annuncio, di liberazione; si parla spesso dei padri del deserto, ma nel deserto anche le donne hanno camminato, hanno contemplato, hanno predicato con coraggio e franchezza, denunciando ogni forma di ambiguità, ogni rischio di compromesso e rivendicando il valore della differenza piuttosto che la sicurezza dell’omologazione.

Ci sono parole in questo saggio che diventano pietre d’inciampo perché esigono di essere lette nel loro significato più profondo; una di queste è la parola Mistero, una parola che nell’accezione comune ha ormai perso tutto o quasi tutto il suo significato e quindi anche il suo fascino. Il mistero non è qualcosa di oscuro da capire a tutti i costi per esorcizzare la paura di non poterlo dominare. Il Mistero è Dio, è la Vita che spinge verso il compimento, è l’ambiente che ci avvolge e che non deve essere capito ma accolto: solo così diventa luminoso.

Il Mistero non si domina con la razionalità; per questo la donna è più familiare al Mistero, perché non è quasi mai la sola razionalità a guidare le scelte e i percorsi femminili. Il Mistero, proprio perché Vita, non può che essere ricerca intensa che si alimenta ascoltando la realtà reale delle donne e degli uomini che camminano con noi.
Le donne di solito non hanno paura della realtà perché difficilmente a loro basta il dato razionale e i concetti puri. E proprio la forza con cui l’Autrice sottolinea la parola realtà reale dice l’urgenza che la vita religiosa cammini sempre dentro le realtà di dolore e di fatica dell’umanità, per non perdere la sua differenza.

A questa parola se ne aggancia un’altra, molto forte, che l’Autrice mutua ancora dalla genealogia femminile: donne “compazienti”. È l’Autrice stessa che anticipa la domanda: perché compazienti e non compassionevoli? Questa parola – compazienti – «dice meglio… la trama dei cinque sensi in sintonia e in dialogo con le sensibilità dell’anima, propria dell’umano adulto: tra sentimenti e passioni, virtù e desiderio delle donne di creare legami d’amore, di giustizia e di pace… Ricordiamoci che la maggior parte delle donne non è mai stata codarda, soprattutto quando le donne stanno insieme. Non si sono mai nascoste; e quasi tutte, se sbagliano, è solo per “il molto amore”».

Nell’ultimo capitolo viene indicata una possibile strada: prendersi cura del sacro senza mai dimenticare il contatto con il profano, perché la gloria di Dio è la persona vivente, anima e corpo, appunto!

L’Autrice

Antonietta Potente, teologa, docente e scrittrice. Abitando diversi anni in Bolivia, ha sperimentato una nuova forma di vita comunitaria e ha partecipato al processo di cambiamento socio-politico del popolo boliviano. Con Paoline ha pubblicato: È vita ed è religiosa (2015), Ci sembrava di sognare (2017), Mangiare il libro (2017) Non calpestare l’ombra (2017), Come il pesce che sta nel mare. La mistica del luogo dell’incontro (2017), La linfa delle parole sapienti (2018).

 

 

Antonietta Potente

Cammini inediti

Dialogando sulla vita religiosa femminile

pp.64, euro 7,00