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Laudato si’ e scelte progettuali. Seminario in collaborazione USMI-CISM

Si tiene il 30 maggio c.a , ore 10.00 – 12.00, la seconda parte del seminario in collaborazione con la CISM, dal titolo Niente in questo mondo ci è indifferente. Laudato si’ e scelte progettuali. Conseguenze economiche della pandemia e riflessi sulla vita religiosa.

Ecco il link per potervi iscrivere:

LINK: https://forms.gle/KWma61EqUdKC4N566  

Coloro che si iscriveranno, riceveranno una mail  con  il link Zoom per il collegamento

Programma

#NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO! Comunicato Stampa delle due Presidenze al 25 maggio 2020

Le due Conferenze, CISM ed USMI, che gestiscono buona parte delle scuole pubbliche paritarie cattoliche in Italia hanno promosso e sostenuto due giorni di sciopero virtuale a partire dalle indicazioni chiare pervenute dai legittimi gestori di questo importante settore della vita culturale e civica del nostro Paese. Significativo e volutamente provocatorio lo slogan scelto per la mobilitazione: #NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO.

Era stato invocato dalla base un segno forte e chiaro, era stato chiesto di fare “rumore costruttivo”. Crediamo che sia stato raggiunto lo scopo immediato. La mobilitazione ha coinvolto migliaia di persone, dal Sud al Nord del nostro Paese, fra studenti, genitori, docenti, sindaci, Presidenti delle nostre Regioni, magistrati, Vescovi. Si è registrata una buona attenzione di tanta parte dei social media e della stampa, a cui va il nostro ringraziamento, mentre la stessa politica ha colto il nostro grido e ha stanziato 150 milioni di euro, di cui 80 per le scuole del ciclo 0-6 anni (in questa fascia è compreso il servizio socio-educativo, da 0 a 3 anni, che riguarda anche le scuole comunali, asili e nidi) e 70 per le primarie e le secondarie fino ai 16 anni, dando una flebile ed inadeguata risposta, sebbene da noi recepita come un segnale di dialogo, un segno a favore dei lavoratori e delle famiglie. Infatti, sono solo 152,00 euro pro capite per i 524.031 allievi della scuola dell’infanzia e 200,00 euro pro capite per gli allievi degli altri corsi…

Leggi l’intero Comunicato

L’opzione del quotidiano per nuovi stili di vita

Adriano Sella, coordinatore delle Reti nazionali Nuovi Stili di Vita, offre riflessioni e spunti pratici per un’attenzione al Creato che parta dalle nostre abitudini quotidiane.

Nell’enciclica Laudato si’, papa Francesco ha dato voce al grido della creazione, dichiarando più volte che il nostro stile di vita è insostenibile. Servono nuovi atteggiamenti, nuove abitudini. Non si tratta di fare cose straordinarie, ma di impegnarsi nel quotidiano. Parte da qui il nuovo libro di Adriano Sella Cambiamenti a km 0. L’opzione del quotidiano per nuovi stili di vita: un invito a «scandire» la nostra giornata-tipo, dalla mattina alla sera, per renderci conto di quante occasioni di cambiamento essa possa offrire. E si tratta di cambiamenti a km 0, dal momento che basta percorrere pochi metri da una stanza all’altra per fare un uso consapevole dell’acqua che serve per lavarci o per preparare un buon caffè equo e solidale.

Il libro è arricchito dalla prefazione del card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna. Che scrive: «L’inganno del consumismo ci fa credere che cambiare stili di vita sia difficile e soprattutto triste. Dobbiamo affermare che è esattamente il contrario».

Il libro inaugura la nuova collana #VOLERSIBENE: testi che offrono spunti, input, percorsi di auto-aiuto per favorire un benessere psicofisico, personale e collettivo, sviluppare una maggiore consapevolezza del bene comune, maturare sani stili di vita e di relazione.

Adriano Sella
Cambiamenti a KM0
Milano, pp. 160, euro 12,00

 

Preghiera dell’Anno speciale di anniversario della Laudato si’

Dio amorevole,
Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che contengono.
Apri le nostre menti e tocca i nostri cuori,
affinché possiamo essere parte del creato, tuo dono.

Sii presente ai bisognosi in questi tempi difficili,
specialmente i più poveri e i più vulnerabili.
Aiutaci a mostrare solidarietà creativa nell’affrontare
le conseguenze di questa pandemia globale
Rendici coraggiosi nell’abbracciare i cambiamenti rivolti
alla ricerca del bene comune.
Ora più che mai, che possiamo sentire di essere tutti
interconnessi e interdipendenti.

Fai in modo che riusciamo ad ascoltare e rispondere
al grido della terra e al grido dei poveri.
Possono le sofferenze attuali essere i dolori del parto
di un mondo più fraterno e sostenibile.

Sotto lo sguardo amorevole di Maria Ausiliatrice,
ti preghiamo per Cristo Nostro Signore.
Amen.

                                                Papa Francesco, 24 maggio 2020

 

Un anno con la Laudato si’, enciclica per guardare al futuro dopo pandemia

Cinque anni fa, Papa Francesco firmava un documento che rappresenta un nuovo passo della Dottrina sociale della Chiesa e una road map per costruire società più giuste in grado di custodire la vita umana e tutto il Creato

Ricordare i cinque anni della Laudato si’ non è una celebrazione rituale. La settimana e poi l’anno dedicato all’enciclica rappresentano una sorta di verifica per raccogliere iniziative, idee, esperienze, buone pratiche. Sono un modo per condividere ciò che il documento ha messo in moto nelle comunità, nei territori, in tutto il mondo. E per riflettere sulla sua attualità nel momento presente, mentre il mondo intero combatte contro la pandemia del Covid-19.

Uno dei meriti dell’ampio testo papale, che parte dai fondamenti del rapporto tra le creature e il Creatore, è l’averci fatto comprendere che tutto è connesso: non esiste una questione ambientale separata da quella sociale e i cambiamenti climatici, le migrazioni, le guerre, la povertà e il sottosviluppo sono manifestazioni di un’unica crisi che prima di essere ecologica è, alla sua radice, una crisi etica, culturale e spirituale. Si tratta di uno sguardo profondamente realistico. Laudato si’ non nasce da nostalgie per far tornare indietro l’orologio della storia e riportarci a forme di vita pre-industriali, ma individua e descrive i processi di auto-distruzione innescati dalla ricerca del profitto immediato, e del mercato divinizzato. La radice del problema ecologico, scrive Papa Francesco, sta proprio nel fatto che “vi è un modo di comprendere la vita e l’azione umana che è deviato e contraddice la realtà fino al punto di rovinarla”.

Ripartire dalla realtà significa fare i conti con l’oggettività della condizione umana, a partire dal riconoscimento della limitatezza del mondo e delle sue risorse. Significa star lontani dalla cieca fiducia rappresentata dal “paradigma tecnocratico” che, afferma il Papa seguendo le orme di Romano Guardini, “ha finito per collocare la ragione tecnica al di sopra della realtà, tanto che non sente più la natura né come norma valida, né come vivente rifugio”. L’intervento dell’uomo sulla natura, leggiamo ancora nell’enciclica, “si è sempre verificato, ma per molto tempo ha avuto la caratteristica di accompagnare, di assecondare le possibilità offerte dalle cose stesse. Si trattava di ricevere quello che la realtà naturale da sé permette, come tendendo la mano. Viceversa, ora ciò che interessa è estrarre tutto quanto è possibile dalle cose attraverso l’imposizione della mano umana, che tende ad ignorare o a dimenticare la realtà stessa di ciò che ha dinanzi”. Per questo “è giunto il momento di prestare nuovamente attenzione alla realtà con i limiti che essa impone, i quali a loro volta costituiscono la possibilità di uno sviluppo umano e sociale più sano e fecondo”.
La crisi che stiamo vivendo a causa della pandemia ha reso tutto ciò ancora più evidente: “Siamo andati avanti a tutta velocità – ha detto il Papa lo scorso 27 marzo durante la Statio Orbis – sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta… non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”. Sempre nel corso di quell’intenso momento di preghiera per invocare la fine di una pandemia che ci ha fatto risvegliare tutti fragili e indifesi, Francesco ha ricordato che siamo chiamati “a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta… il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è”.
Laudato si’ ci guida nel ripensare società dove la vita umana, specie quella dei più deboli, sia difesa; dove tutti abbiano accesso alle cure, dove le persone non siano mai scartate e la natura non sia indiscriminatamente depredata ma coltivata e custodita per chi verrà dopo di noi.

Andrea Tornielli, Vatican News, 24 maggio 2020

APPELLO BIPARTISAN ALLA CAMERA E AL SENATO PER RILANCIO SCUOLA PARITARIA

Roma, 22 maggio 2020

Da Camera e Senato si alza una voce trasversale a sostegno della libertà di educazione.

Alla Camera l’iniziativa è partita dall’onorevole Maurizio Lupi, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà, che ha coinvolto rappresentanti di tutti i partiti. Nello stesso tempo al Senato, promosso dalla senatrice Paola BINETTI (UDC) è stato sottoscritto un Manifesto che in modo analogo raccoglie il consenso dei rappresentanti di tutti i partiti: AnnaMaria Bernini, Andrea Cangini, Alessandra Gallone (FI), Vanna Iori e Assuntela Messina (Pd), Isabella Rauti (FdI), Matteo Salvini, Erica Rivolta e Stefania Pucciarelli (Lega), De Poli e Saccone (UDC), Donatella Conzatti (IV) e Tiziana Drago (M5S). Il Manifesto sottolinea l’importanza che la fase di Rilancio del Paese riparta dalla scuola e dai necessari investimenti a favore delle nuove generazioni. E’ indispensabile considerare il sistema scolastico italiano come un unico sistema scolastico su base nazionale; un sistema di cui fanno parte a pieno titolo sia la scuola statale che quella paritaria. Per questo e’ importante che ci siano risorse adeguate per gli uni e per gli altri. Il governo con il Decreto Rilancia Italia ha fatto un passo avanti incrementando le risorse per le scuole paritarie, ma non e’ ancora abbastanza, se si vogliono evitare discriminazioni che ricadrebbero sui più giovani, privandoli dell’indispensabile supporto nel momento più delicato del loro sviluppo. Gli investimenti in educazione e formazione appaiono sempre più determinanti per lo sviluppo del Paese nei momenti di crisi, ma richiedono la necessaria tempestività e l’indispensabile consistenza economico-finanziaria, per accompagnare gli studenti fin dal loro primo ritorno a scuola già dal prossimo settembre. Il gruppo del Senato, insieme a quello della Camera, è impegnato a lavorare trasversalmente, in un’ottica di piena collaborazione, a servizio di un progetto che investe i giovani a cominciare dalla fascia 0-6 e intende accompagnarli fino alle soglie della maturità. Per questo abbiamo particolarmente a cuore anche gli insegnanti, perché in numero adeguato, con le necessarie competenze, e con la disponibilità mostrata anche in tempi di Covid-19 ritrovino quel consenso sociale a cui hanno diritto per il ruolo che svolgono e la passione con cui lo svolgono, sia nelle scuole statali che in quelle paritarie. Non meritano una discriminazione che li penalizzerebbe ingiustamente, mentre sono impegnati come i loro colleghi.

 

MEMORIA E COMUNICAZIONE. La vita si fa storia

Si celebra il 24 Maggio c.a. la 54ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che come tema di riflessione “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia.

Memoria: uno degli strumenti importanti che abbiamo in dotazione dalla nascita. Impercettibile al nostro occhio, ma fondamentale per la vita personale e di relazione. E’ come un bagaglio che mentre custodisce il proprio vissuto, accoglie quanto gli si offre, lo capta, lo fissa e lo tiene pronto per essere richiamato. E’ uno strumento duttile, che ha la capacità di incrementare quanto già immagazzinato, e di richiamarlo all’uopo. Non lo si percepisce se non quando ne abbiamo bisogno; si indebolisce e deteriora quando non lo si cura oppure a motivo dell’età e di malattie. debilitanti Ad esso ricorriamo sovente, sia che si tratti di memoria visiva o uditiva, motoria o iconica, procedurale o semantica, a breve termine o a lungo termine.

La vita si fa storia

E’ nella memoria che ha le sue basi l’uso del linguaggio, la coesione degli affetti, il progredire della conoscenza e del bagaglio culturale. E’ essa che influenza la vita di relazione, la comunicazione, i sentimenti di empatia e di stima, di riconoscimento di quanto vissuto; è essa che ci spinge in avanti, a migliorare la propria vita, il proprio lavoro, i rapporti di amicizia e/o di parentela. Attraverso la memoria si consegnano “storie, speranze, sogni ed esperienze da una generazione a un’altra”. Senza di essa ci sarebbe bisogno di ricominciare sempre daccapo e non ci sarebbe possibilità di migliorare la vita personale e sociale.

La memoria è l’oggetto attorno a cui si concentra il tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2020. Il tema scelto da papa Francesco, tratto dal Libro dell’Esodo, “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria (Es 10,3). La vita si fa storia”, sottolinea come sia prezioso il patrimonio della memoria nella comunicazione. La quale è chiamata a mettere in connessione, attraverso il racconto, la memoria con la vita. Non può esserci futuro senza radicamento nella storia. E’ la storia, quella vissuta e costruita che dovremmo trasmettere alle prossime e future generazioni. attraverso testimonianza di vita e le molteplici modalità di comunicazione, dal linguaggio visivo a quello artistico e religioso. Essa è indispensabile per costruire ponti, per condividere la bellezza della natura e della vita, la bellezza di essere fratelli perché figli di uno stesso padre, perciò soggetti da rispettare e da amare.

La persona al centro

Nel messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali il Papa pone al centro delle sue riflessioni la persona con le sue relazioni e la sua innata capacità di comunicare. E chiede di fare della comunicazione uno strumento per eliminare divisioni, per alimentare la fratellanza, per costruire ponti tra le persone, le comunità civili politiche e religiose, i popoli e le nazioni.

La comunicazione nasce e si alimenta della vita, quella vita che si fa storia e che è capace di rompere strutture costruite su lotte per il potere; di abbattere ponti. Un compito non facile, ma non impossibile a realizzarsi. Lo ha fatto il Signore Gesù nella sua vita terrena; lo hanno realizzato missionari e apostoli del Vangelo, i martiri che non hanno risparmiato la propria vita per trasmettere quella linfa vitale emanante dalle parole e dalla vita del Cristo.

Costruire ponti, alimentare positività nelle relazioni, abbattere barriere divisorie in un tempo in cui, dimentichi della storia vissuta, pare ci si impegni a creare motivi di lotta e di guerre, potrebbe apparire o essere l’utopia di papa Francesco e di quanti seguono le sue orme: giovani e meno giovani, animati del desiderio di bene per i popoli e le nazioni, per le singole persone e le comunità, per i cristiani e per quanti non si riconoscono nel messaggio cristiano. Utopia che appartiene a ogni persona che accoglie, vive e trasmette i valori evangelici. Valori che varcano spazi e frontiere e che hanno una forza trasformatrice inimmaginabile.

Leggi il testo del Messaggio del Papa