Consacrazione e Servizio si offre con il il n. 5 totalmente dedicato al giubileo dei giovani visto con gli occhi degli adulti. La verità è che noi adulti più che giudicarli i giovani, dobbiamo per prima cosa chiedere loro perdono. Dobbiamo farlo per tutte le volte in cui non abbiamo ascoltato i loro bisogni più autentici, per non averli presi sul serio, per non averli saputo entusiasmare, o per averli parcheggiati come complemento alle infinite adolescenze di adulti non sufficientemente cresciuti. Per averli troppo spesso abbandonati a un mondo di esteriorità, di apparenze, a una vita vissuta tutta fuori che lascia vuoti dentro. Per come li releghiamo alla subordinazione, a un’eterna dipendenza che rende fragile il loro presente e incerto il loro futuro, per averne precarizzato le esistenze da un punto di vista sia emotivo che pratico, per una società dell’effimero e dello scarto dove risultano spesso i primi tra gli scartati. La verità è anche che non sempre ciò che abbiamo consegnato alle nuove generazioni è un dono che noi stessi abbiamo saputo valorizzare o custodire.
Le nuove generazioni vanno aiutate a farsi portatrici della “bellezza e della novità della vita, convertendo le divergenze in “capacità di ascolto ed aspirando a ideali più alti delle sabbie mobili dell’inimicizia”.
(Dall’Editoriale di suor Fernanda Barbiero).