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Novità in vetrina

A chi ricerca la verità sull’essere umano

oltrelasiepe1Un concorso letterario rivolto a dei detenuti. Suor Rita Del Grosso propone agli inquilini della casa di reclusione di Paliano di scrivere sul tema: “Raccontarsi per vivere”. In un primo momento suona come una provocazione che mette in campo una sfida sia per chi propone l’iniziativa che per chi è chiamato a raccoglierla. In un primo momento sembra naturale che il dubbio oppositivo sia sollevato proprio dal pregiudizio. Il pregiudizio è come la paura. E’ incontrollato, è un impulso istintivo che viene dalla pancia. Il risultato che invece ci viene consegnato tra le mani, questo piccolo libretto di un colore emblematico come il bianco, dal titolo La luce oltre la siepe, è semplicemente una risposta. Altrettanto netta ma dettata da evidenze incontestabili, fin anche disarmanti. Per vedere questa chiarezza, questo fulgore che ci incanta serve liberare la mente. Nella prefazione al volume di don Benedetto Labate cpps, si dice emblematicamente: «a chi è alla ricerca della verità sull’essere umano». Esattamente la verità viene colta dai gesti dettati dal cuore, dai momenti di condivisione, dall’amore che unisce negli attimi di sofferenza.

Il carcere, anche se può sembrare del tutto paradossale, è un luogo di verità. L’uomo è chiamato ad affrontare una prova, un confronto con se stesso e con la sua natura più intima. Nel carcere può avvenire l’inatteso prodigio del ravvedimento umano.

La rinascita più importante e più edificante per l’uomo che cammina con le proprie gambe nel percorso esistenziale. Il peccato è il momento della sperimentazione, il momento in cui Dio nostro protettore lascia interamente a noi e alla nostra coscienza la possibilità decisionale, la capacità di agire. Dopo la cacciata dall’Eden l’uomo diventa consapevole, viene messo di fronte al bianco e al nero, al bene e al male. Dio non è più un guardiano protettore di un giardino incantato dove regna l’infallibilità. Si è mangiato dell’albero della vita, si è entrati nel gioco delle ambivalenze ed ora tutto ci interroga. Necessita di una nostra risposta, di una nostra decisione. Decidere di cercare Dio, di affidarsi a lui è come una rinascita. Una meravigliosa rinascita in cui l’amore è consensuale, cercato, fortemente voluto. Così come è necessario il male e il brutto per apprezzare in pienezza il bene, il giusto. Così come la notte che si alterna alla luce. In questi racconti di vita emerge la purezza, la voglia di riscatto, il tormento, la meraviglia della fragilità, lo stupore di pacificarsi nell’accogliere e nell’accogliersi. Dio dà proprio a ciascuno di noi la possibilità concreta di tirare via quel velo nero e ombroso che copre il nostro vero volto. Con la dignità, con l’amore che muove la nostra mano possiamo alzarlo e riscoprirci. Riscoprire – attraverso noi – il Suo Volto. Ecco come tutto torna. Ecco che la provocazione di suor Rita si rivela incitamento e opportunità. Opportunità per chi si è potuto rileggere avendo finalmente aperto il suo cuore con sincerità ma anche per tutte quelle persone preposte a ideare e rendere efficienti i luoghi di ri-educazione. Se si provasse a ripensare tutto con amore, se si ascoltasse con la predisposizione dell’accoglienza e della prossimità. Con la consapevolezza dei limiti e con la volontà di superarli insieme. Allora il carcere potrebbe essere un incipit alla salvaguardia dell’ordine sociale, al ristabilimento dell’armonia per una costante crescita civile, culturale, identitaria. Sembra difficile ma questo volumetto bianco ci dice che è molto più semplice di come può sembrare.

Romina Baldoni

La luce oltre la siepe

Aa.Vv.

Concorso letterario curato da suor Rita del Grosso, AXA 2017

per info: sr Rita Del Grosso, ritadelgrosso@yahoo.it

La natura, dono di Dio

RESPIRO1Il tema fondamentale di questo libro è la natura, colta nei suoi significati più profondi e incisivi a livello esistenziale e spirituale. Vie disciplinari differenti convergono riconoscendo nella natura un oltre che la supera, un dono offerto all’uomo da un Padre buono.

L’idea del libro nasce da un’esperienza di preghiera proposta dalla Fraternità della Trasfigurazione intitolata Un canto nella notte: una serie di incontri serali mensili aperti a tutti nella basilica di sant’Andrea a Vercelli.

Nella prima parte Alfonsina Zanatta, attingendo soprattutto alla forza evocativa della poesia e agli insegnamenti dei maestri dello spirito, propone un “viaggio” dentro il fascino e la tensione verso la pienezza che abitano il cosmo.

Piermario Ferrari, nella sezione centrale, suggerisce un percorso filosofico-teologico: dopo aver fornito preziose chiavi di lettura del dibattito culturale attuale sulla natura, conduce il lettore ad una visione ampia e profonda del creato, dono del Padre, promessa di Vita.

Nell’ultima parte del testo, riprendendo più direttamente il Canto nella notte, la Fraternità della Trasfigurazione presenta un cammino di preghiera personale e una serie di indicazioni operative per la preparazione di celebrazioni comunitarie che, per la presenza consistente di musiche, immagini e altri spunti artistici, si rivelano adatte ai giovani ma anche a persone di differenti provenienze culturali e formative.

I vari testi della collana “Di terra e di cielo” di cui questo testo fa parte, intendono offrire, percorrendo le vie dell’umanità (e dunque anche gli approcci delle scienze umane), alcuni itinerari formativi  e spirituali orientati alla trascendenza. Vengono privilegiati contenuti e percorsi a partire da tali approcci, da discipline umanistiche, da linguaggi espressivi ed artistici nonché da tematiche ampie e trasversali, universalmente riconosciute come significative per l’esistenza di ciascuno. Più che categorie precise di destinatari, i testi della collana intendono raggiungere ogni persona che si riconosce in cammino e che cerca nella lettura stimoli e strumenti per crescere nell’affettività e nella dimensione spirituale.

 

Alfonsina ZanattaPiermario Ferrari

Il respiro della terra

Poesia, pensiero, preghiera

pp. 176, Paoline, Prezzo speciale€ 13,00

 

 

Donne diacono?

Donne diaconoQual è la posta in gioco quando si parla di diaconato femminile? Perché ancora oggi questa domanda nei dibattiti ecclesiali è scomoda, o comunque ritenuta tale, ma esiste un diaconato permanente per gli uomini, celibi e sposati? Il ministero delle diacone, o diaconesse, è possibile nella chiesa di oggi?

Questo libro, scritto a quattro mani, affronta il tema con linguaggio chiaro e accessibile al grande pubblico, partendo dallo stato della questione ai nostri giorni, con le sue molteplici dimensioni e implicazioni, e giungendo ad analizzare le fonti storiche che confermano la presenza di donne diacono in diverse aree geografiche dalle origini della Chiesa fino al VII secolo.

Le due autrici muovono da dato di fatto, ovvero che le donne sono una notevole risorsa per la pastorale cattolica e costituiscono una parte cospicua della Chiesa stessa, a livello di devozione, di pratica e anche di ministerialità concreta: dalla catechesi alla carità, dall’insegnamento al servizio pastorale e liturgico, fino alle più disparate professioni.

La questione del ruolo delle donne nella Chiesa e della forma della loro presenza anche in futuro è rimbalzata per giorni sui giornali di tutto il mondo lo scorso maggio, durante il dialogo fra papa Francesco e le suore dell’UISG (Unione Internazionale delle Superiore Generali) riunite in Assemblea generale, grazie a una domanda posta dalle sorelle sul diaconato femminile.

Al quesito, che nel dibattito riportato dai media ha suscitato consensi e dissensi, aperto speranze e agitato fantasmi, il pontefice ha risposto nominando, il 2 agosto 2016, una Commissione che studierà il tema e i suoi risvolti pratici. E, quali che siano le conclusioni di questa Commissione, la sua esistenza è già un fatto di enorme portata, date le molte richieste degli ultimi decenni che erano rimaste senza alcuna risposta.

«Questo breve contributo a due voci vuole innanzitutto delineare il quadro generale del dibattito in corso, ripercorrendo per sommi capi gli ultimi decenni di domande e risposte sulle diacone e segnalando le questioni di fondo: ministero e servizio sono sinonimi? Il clericalismo è un destino inevitabile di ogni leadership o la sua deriva? Che cosa immaginiamo con “maschile” e “femminile”? – commentano le autrici nell’Introduzione al volume.

L’ampio spazio dedicato alle fonti storiche dipende dall’importanza che assume il ricorso alla “tradizione” quando si parla di donne e diaconato. Non si può infatti negare l’esistenza di diacone nell’antichità: ma come valutarne la presenza e il significato? Quali sono le caratteristiche di una tradizione “autentica” e feconda nell’oggi?».

Il volume è pubblicato anche in formati digitale.

Autori

Moira Scimmi, consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi ambrosiana, a Milano insegna religione presso l’ITT-Liceo Molinari e svolge la sua diaconia presso la Casa della Carità. Per Glossa ha pubblicato Le antiche diaconesse nella storiografia del XX secolo. Problemi di metodo (2004).

Cristina Simonelli, laica, è docente di antichità cristiane e teologia patristica presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale (Milano e Seminario arcivescovile di Venegono) e del Triveneto (Verona – Trento). Dal 2013 è presidente del Coordinamento teologhe italiane.

 

Cristina Simonelli – Moira Scimmi

Donne diacono? La posta in gioco 

Messaggero Padova, pp. 104,euro 9,00

Ascoltare il cuore per ritrovare la speranza…

oltre i muri1Sono ormai svariati anni che suor Emma Zordan (ASC) e suor Rita Del Grosso (FdCC) promuovono e sostengono, attraverso il loro servizio di volontariato nel carcere di Rebibbia, un concorso letterario riservato ai detenuti. Danno quindi loro la possibilità di esprimersi, di tentare, attraverso il potenziale della fantasia e dell’immaginazione, di abbattere i muri reali e mentali che li tengono lontani dal mondo e a volte dal loro stesso cuore. La scrittura infatti può diventare non solo uno sfogo liberatorio ma anche uno specchio per leggersi e per mettere a fuoco il proprio stato d’animo. La tematica suggerita per le riflessioni di quest’anno sembrava quasi una sfida ma anche un incitamento. Oltre i muri verso l’orizzonte. Quasi una esortazione di tipo morale all’evasione. Un tipo di evasione che parte da dentro, dalla maturazione e dalla volontà individuale e che può far intravedere il muro davanti a sé grandissimo e impenetrabile ma anche piccolissimo e perfettamente aggirabile. Per questo motivo il supporto, la vicinanza, il sostegno e l’ascolto rivolti alle persone che scontano una pena detentiva può diventare determinante. Può diventare trasmissione di quella forza mentale che davvero cambia la prospettiva delle cose e fa guardare avanti, verso la luce e verso la speranza. Il volontariato, al pari dell’aiuto psicologico, ha un ruolo determinante nella rivalutazione della fiducia in se stessi e nei propri mezzi ma è anche scambio e cura reciproca. Il potere di un sorriso, di uno sguardo intenso, di una stretta di mano in momenti di dolore e di angoscia o di paura e smarrimento, riportano ai gesti silenti e rassicuranti dell’amore materno, alla misericordia compassionevole di chi si fa prossimo offrendo il proprio mantello protettivo. E’ l’amore quella luce che lacera le tenebre e apre falle e crepe di isolamento nei muri. Papa Francesco con tanto calore ha voluto lasciare a tutta l’umanità, nell’Anno della Misericordia (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016) il suo messaggio di gioia. Dio è misericordioso, Dio perdona e accoglie. Non c’è nessun peccato tanto grande da non conoscere la grandezza liberatrice del perdono e non può esistere una pena tanto mortificante da togliere dignità ad un essere umano. Tutto questo perché nell’essere plasmati a immagine e somiglianza di Dio ne rispecchiamo la grazia divina, il dono d’amore. Lui ci lascia sempre la possibilità del riscatto, la possibilità di contemplare il suo Volto. C’è un po’ di quella luce accecante e irresistibile che si scorge in ognuna delle trentaquattro tracce qui raccolte. A tratti diventa palpabile e ci commuove profondamente, a volte si veste di semplicità disarmante e sa creare stupore, a volte va saputa cercare tra le righe richiedendoci uno sforzo di immedesimazione. Ecco, ancora una volta il segreto è tutto là: avvicinarsi emotivamente, sentire. Il muro può sparire laddove sparisce l’indifferenza e la diffidenza. Deve poter sparire dal suo interno per il carcerato ma anche dall’esterno per chi spesso con troppa facilità diventa inquisitore. L’orizzonte è una visione, è una linea che invita lo scrutatore e l’indagatore verso quell’oltre enigmatico che sfugge. L’orizzonte ci interroga incessantemente. E’ come la fede. Indefinibile eppure annidata nel fondo del nostro cuore. Basta ascoltare il cuore per ritrovare la speranza, basta avere fede per scorgere un punto di unione tra il finito e l’infinito, per abbattere il muro. Anche leggere queste toccanti pagine può essere un modo per aprire uno squarcio di luce dal muro.

Romina Baldoni

Oltre i muri verso l’orizzonte

Dalle tenebre alla luce

Aa.Vv. (volume realizzato dalla onlus – ong Senza Confini)

Roma, 2017

 

 

Non siate mai uomini tristi!

della gioia«Non siate mai uomini tristi!»

È questa l’esortazione che papa Francesco rivolge nel 2013 alla folla dei fedeli durante l’omelia delle Palme. E sul tema della gioia tornerà numerose altre volte a soffermarsi, riprendendo in qualche modo alcune delle espressioni più accorate già usate dal suo predecessore, Benedetto XVI.

Quest’ultimo, alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2012, aveva sottolineato: «L’aspirazione alla gioia è impressa nell’intimo dell’essere umano. Al di là delle soddisfazioni immediate e passeggere, il nostro cuore cerca la gioia profonda, piena e duratura, che possa dare “sapore” all’esistenza».

In questo libro Valentino Salvoldi mette in evidenza la nascente esigenza di far comprendere nei termini della teologia morale, le nuove sensibilità emergenti, la voglia di aprirsi al dialogo, di penetrare le differenze culturali per arricchire e ampliare la conoscenza umana e il patrimonio spirituale ed etico di valenza universale.

Il rinnovamento, il percorso ideologico adeguato ai mutamenti sociali ed epocali, servono a rivedere le basi di una teologia che nel tempo deve poter sprigionare la forza e il coinvolgimento del messaggio evangelico.

Molte delle nuove esigenze ritrovano agganci concreti al magistero e al messaggio biblico, compito della Chiesa è renderle condivise, esaltate e incarnate. La prefazione al volume di Vincenzo Paglia, Arcivescovo e Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, coglie delle sottigliezze basilari per mettere in risalto le proposte dell’Autore.

Gioia e bellezza come volti del messaggio evangelico, gioia e bellezza come realizzazione di un vissuto accompagnato e guidato dallo Spirito Santo.

I principi morali non possono limitarsi ad un elenco di regole sistematizzate unicamente con l’intento di incanalare e razionalizzare il comportamento umano, mortificando la creatività e la peculiarità di ciascuno.

La vera morale Cristocentrica non è fine a se stessa, non è autoreferenziale ma si rispecchia nel volto del Verbo, ne coglie la bellezza e la verità, l’orientamento all’accoglienza, all’amore per il prossimo. L’ascolto e la comprensione sanno prendere il buono e il vero da ogni cultura, rispondono alle più profonde radici antropologiche che segnano l’evoluzione.

Non sono sentimenti accessori, non sono dettagli da subordinare a dogmi rigidi e inamovibili. Un vero teologo morale prende in analisi ogni sfumatura con lucidità e con grazia.

«Questo, con parole diverse, è anche l’insegnamento dei Padri della Chiesa: Dio si è fatto uomo, perché l’uomo si faccia Dio. Dov’è Dio? In ciascuno di noi. Che volto ha Cristo? Il nostro e quello dei poveri. Chi è lo Spirito Santo? L’Amore nel quale viviamo, ci muoviamo, siamo» (dalla Prefazione di Vincenzo Paglia).

Romina Baldoni

usminforma@usminazionale.it

 

L’artista che trovò Dio…

L’ARTISTA CHE TROVO’ DIO E DIVENNE DON LORENZO MILANI”

MILANI1La biografia storica approfondisce in particolare il periodo della conversione, valorizzando contatti, esperienze e testimonianze edite e inedite. L’autrice focalizza la sua attenzione sul Milani giovane, trasformato da Lorenzo in Don Lorenzo, scavando nei documenti e approfondendo sia gli ambienti sia il momento storico particolare del tempo. In breve, è anche un racconto storico dell’Italia d’allora, un racconto basato su alcuni punti di vista particolari: la famiglia Milani, la Firenze del pittore Staude, primo maestro di pittura di Milani, l’Accademia di Brera con alcune figure fondamentali, gli artisti a Milano. E altro ancora. A tratti biografia, a tratti saggio storico: uno spaccato dove alcune realtà e informazioni di guerra e movimenti s’intrecciano.

 

L’autrice

Valentina Alberici, nata a Piacenza nel 1968, si è laureata in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano e lavora in campo informatico. Appassionata di arte e storia, ha svolto varie ricerche in ambito storico-artistico e ha esordito cime autrice pubblicando Gesù è davvero esistito? Un viaggio avventuroso sulle tracce di Gesù (2011). Con Paoline ha pubblicato La chiamavano Maddalena. La donna che per prima incontrò il Risorto (2015).

 

LORENZO MILANI

Valentina Alberici

pp. 184, € 22.00

Una riflessione ponderata…

copertina1Una riflessione ponderata e razionale sulla possibilità di conferire alle donne il diaconato. Un dibattito che si è ravvivato certamente in occasione dell’udienza che papa Francesco ha concesso a oltre 600 suore durante l’assemblea plenaria dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG).

Partendo anche dal fatto che, dopo la decisione presa nel novembre 2016 dal Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria, la questione rimane aperta solo nell’ambito della Chiesa Cattolica. Storicamente l’Oriente cristiano ha conosciuto le diaconesse anche se rimane incerta l’attribuzione di suddetto titolo per meriti onorifici o per effettiva possibilità di conseguirlo in base a regolazioni ufficiali. Papa Bergoglio, in occasione della suddetta assemblea UISG, ha comunque ritenuto di dover istituire il 2 agosto 2016 una Commissione di Studio sul Diaconato delle donne. Secondo don Vinicio Albanesi, autore del libro, è possibile conferire il diaconato alle donne sulla base di dati biblici, storici, giuridici e pastorali. In ambito giuridico certamente è auspicabile un ulteriore chiarimento su una serie di norme vigenti che sono in aperta contraddizione tra loro, mancando di fatto un supporto di base teologica solido e determinato. La difficoltà maggiore sembra quindi quella di stabilire a che titolo il diaconato faccia parte del sacramento dell’ordine. Nella dottrina recente si sostiene che il diaconato è un “grado” del sacramento. Si distinguono gli impegni di tipo sacerdotale e quelli di tipo diaconale. In che misura, se si parla di grado, tale carica è vicina o diventa parte del sacramento dell’ordine senza tuttavia appartenergli? Può essere il diaconato permanente una preparazione al sacerdozio? Durante il Concilio Vaticano II si è data indicazione di dare facoltà alle Conferenze episcopali di istituire il diaconato permanente. Per la tesi portata avanti nel testo in questione una diacona ha un senso nella triplice funzione liturgica, catechetica e pastorale. La discussione va portata avanti in nome di un’ecclesiologia della continuità, di una comunione, per usare lo stesso termine adottato in Concilio, che è quella del popolo di Dio, i cui appartenenti, anche con funzioni e poteri diversi, sono testimoni del Vangelo e battezzati in Cristo, chiamati quindi alla stessa salvezza. La posta in gioco che si cela dietro un eventuale riconoscimento si lega soprattutto al ruolo della missione ecclesiastica, con la carità cuore pulsante di tale missione. Non vuole essere una polemica o una contestazione con una serie di rimandi strumentali alla questione femminile o alla rivendicazione femminile. La domanda e le possibili risposte si muovono su un piano di possibile fattibilità e funzionalità. E’ indiscutibile invece la consapevolezza del ruolo della donna che va oltre e che è fondamentale nel nome del carisma, dei doni dello Spirito e per diritto di battezzata. Ciò a cui bisogna prestare maggiore attenzione per incamminarsi verso un cambiamento consapevole e decisioni elaborate con la giusta metodologia è il clericalismo. Inteso come forma accentratrice che va a scapito della sinodalità parrocchiale e che impedisce la giusta partecipazione di laici e religiosi nel servizio alla comunità. Il Diritto Canonico prevede una concertazione del parroco con un consiglio di laici, per e con laici, laiche e religiose per la pastorale e per gli affari economici. I diaconi sono al pari dei presbiteri ma altresì sono segretari ed esecutori del vescovo in ambito caritativo.

Romina Baldoni

usminforma@usminazionale.it

Vinicio Albanesi

Il diaconato alle donne? È possibile!

Ancora, 2017, pp. 96, € 13,00.

 

Giuseppe, siamo noi

Giuseppe1Il fatto è che “Giuseppe siamo noi – questo il titolo – non è un libro su san Giuseppe, perché non parla solo di lui, ma soprattutto… di noi. Se si riferisce a San Giuseppe, non tratta del santo ma dell’uomo. Per questo nelle pagine, noi non lo chiamiamo San Giuseppe o Giuseppe (se non in alcune citazioni), ma semplicemente Youssef, Youssef di Nazareth, per avvicinarci simbolicamente il più possibile al percorso della sua umanità, alla sua peculiare condizione di uomo, nelle situazioni e nel tempo in cui è vissuto.

L’idea che ha dato origine alle riflessioni è che la nostra condizione odierna di generazioni adulte, a cavallo di due millenni, forse un po’ logorate e che fanno fatica a vedere luce nel futuro, di padri ed educatori che si trovano davanti ad un compito che pare impossibile, di pellegrini nella vita in cerca di senso e di direzione, di sognatori traumatizzati, alle prese con un’esistenza piatta ed opaca che vorremmo fosse davvero redenta… l’idea che tutto questo ha, sorprendentemente, molti tratti in comune con l’avventura umana e spirituale di Youssef di Nazareth. Sta qui il perché del: Giuseppe siamo noi. Le tracce della sua umanità, del suo confrontarsi con le questioni grandi della vita – la paternità, la famiglia e l’educazione, il lavoro, la libertà e la responsabilità, il quotidiano, i dubbi e le difficoltà – ci riguardano da vicino, sono possibili domande e possibili risposte. La grandezza di Youssef, però, sta nel suo silenzio e nella forza delle sue scelte e delle sue azioni. Sembra un azzardo dare parola a questo silenzio. Il silenzio, però, è capace di generare la parola, e in tal senso le nostre parole vorrebbero essere in sintonia con questo silenzio, con la consapevolezza che sono saranno mai in grado di esprimerne in pieno il mistero. Alla fine abbiamo chiesto anche un po’ scusa a Giuseppe (insieme a Johnny Dotti, perché il libro lo abbiamo scritto insieme), sentendoci un po’ in colpa. La colpa di avere detto troppo o troppo poco, di avere evidenziato l’ovvio, di avere ripetuto quello che tutti già sanno. La colpa di avere preso pensieri di altri e di averli piegati ai nostri ragionamenti o di aver appoggiato i nostri pensieri sul pensiero di altri, perché sembrassero convincenti. Tutto però dipende dal fatto che non volevamo tramettere conoscenze, ma condividere esperienze. La colpa di avere ardito sostenere che Youssef siamo noi, riconoscendo i suoi percorsi esistenziali tanto simili ai nostri, ma dimenticando forse di dire anche che… noi non siamo Youssef: non lo siamo nella singolarità del suo destino, non lo siamo nella lucidità e nella generosità delle sue risposte. Ci perdoni quindi San Giuseppe per aver parlato di lui come un qualsiasi Youssef, vissuto a cavallo di un tempo speciale, noi diciamo tra l’avanti Cristo e il dopo Cristo e ci sia sempre di guida nel cammino della vita”.

dall’Introduzione

 Gli autori

Johnny Dotti, nato a Bergamo nel 1963, sposato con Monica, con quattro figli, imprenditore sociale, pedagogista e docente a contratto presso l’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato recentemente, con Maurizio Regosa, un saggio dal titolo Buono è giusto (Editore Sossella, 2015), e Oratori generatori di speranza (Edizioni Messaggero,2016). Insieme con Mario Aldegani ha pubblicato per LEM (Libreria Editrice Murialdo) La Linea dell’orizzonte (2007) e Tra amici (2010).

 

Mario Aldegani, nato a Petosino (BG) nel 1953, sacerdote dal 1980, è religioso della Congregazione dei Giuseppini del Murialdo, insegnante ed educatore. Collabora con diversi istituti religiosi maschili e femminili nella formazione permanente. L’incontro con Johnny Dotti gli ha permesso conoscenze e incontri nel mondo del Terzo Settore. Con Dotti è stato iniziatore anche della Fondazione Talenti. Ha pubblicato per le Edizioni Dehoniane «Levate lo sguardo».Un pensiero positivo sulla vita consacrata (2009).

 

Johnny Dotti – Mario Aldegani

Giuseppe siamo noi

pp.144, euro 12,00

Un nuovo umanesimo

piazza1«Dovunque voi siate, non costruite mai muri né frontiere, ma piazze e ospedali da campo». Papa Francesco ha invitato la Chiesa italiana a riscoprire un nuovo umanesimo partendo dai sentimenti di Gesù, in particolare dalla sua umiltà, dal suo disinteresse, dalla sua beatitudine. È un invito evangelico che richiede una rinnovata passione di fede, una più esigente compagnia con tutti, un amore più concreto per le nostre comunità cristiane. Alcuni atteggiamenti – compassione, discernimento, paura, bellezza, sogno – potrebbero rappresentare un prezioso contributo per dare concretezza al dialogo e all’incontro in un tempo in cui dominano pregiudizi, aggressività, individualismi e narcisismi di diversa natura. Per crescere come piazza di incontro è necessario partecipare con passione alla vicenda di tutti, in particolare dei più poveri, fare discernimento evangelico sull’oggi, rendere compagna la paura che induce paralisi e fuga. E lasciarsi interrogare da sogni e visioni che il vangelo sempre apre nelle nostri notti.

Sommario

Introduzione. I. Compassione. II. Discernimento. III. Paura. IV. Bellezza. V. Sogno. Conclusione.

 

 

Marcello Brunini

Fare comunità a partire dai sentimenti

Dehoniane 2016, pp. 128, euro 9,50

Sono scesa nell’abisso

libertà1Blessing è una giovane donna nigeriana, laureata in informatica, che cerca di costruirsi il suo futuro personale e lavorativo a Benin City. Qui incontra una donna pia, membro di una delle tante chiese pentecostali che le dà lavoro, e un giorno le propone di andare a lavorare per il fratello che gestisce dei negozi di informatica in Europa. Ma una volta arrivata in Italia non c’è nessun negozio di informatica. C’è solo la strada. Si rende conto di essere stata venduta come una merce per il mercato del sesso a pagamento, come migliaia di altre donne nigeriane. Un inferno.
Si ribella, fugge e denuncia. Viene portata a Casa Rut, a Caserta, dove, grazie all’accompagnamento delle suore orsoline, cerca di ricostruire se stessa, la sua vita, la sua fede. Ritrova dignità e libertà e ora è pronta a spendersi perché altre donne nigeriane trovino la forza e il coraggio di spezzare le catene di questa schiavitù.

Da questa volontà di denuncia e di riscatto, nasce il libro Il coraggio della libertà, in cui Blessing racconta la sua vicenda. Scrive Blessing: «Ero completamente stordita, incredula, impaurita, disorientata. Maman Faith mi introduceva al mio nuovo lavoro e alla mia nuova vita in Europa. Una vita in strada. In quel momento ho saputo che ero finita nelle mani dei trafficanti. Che ero diventata la loro schiava. Come era potuto accadere? Nella mia testa si affollavano tante domande. Ancora oggi non sono in grado di rispondere. Ma ora sono convinta che dovevo passare attraverso quell’esperienza del male per scoprire il vero bene. Per questo ringrazio Dio, perché quello che ho vissuto sulla mia pelle mi permette ora di parlare e forse di liberare altre donne. Sono dovuta scendere nell’abisso per rinascere a una vita nuova».

Il testo, arricchito dalla prefazione di Dacia Maraini e dalla postfazione di suor Rita Giaretta, fondatrice di Casa Rut, è scritto a quattro mani con Anna Pozzi, giornalista e scrittrice, che  si occupa da molti anni della tratta di persone e delle moderne schiavitù, e che firma all’interno del volume anche un approfondimento sul traffico e lo sfruttamento delle donne nigeriane in Italia.

IL CORAGGIO DELLA LIBERTÀ

Una donna uscita dall’inferno della tratta

Blessing Okoedion con Anna Pozzi

pp. 128 – euro 13,00