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Primo piano

Non perdiamoci d’animo! Camminiamo come sentinelle nella notte…

Le parole di incoraggiamento della Chiesa italiana attraverso le parole che il Segretario della CEI, mons. Stefano Russo in questo momento tanto particolare, ha inviato alla nostra Presidente, madre Yvonne, confermano l’apprezzamento dei Pastori per la vita consacrata e sono un invito ad essere Profezia nel ministero della preghiera, dell’offerta quotidiana, della testimonianza, della condivisione e della comunione.

Agli uomini e donne di Vita consacrata 
Carissimi,
il tempo che stiamo attraversando a causa dell’epidemia di COVID-19 è carico di ansia, inquietudine e profonda difficoltà per il nostro Paese e per il Mondo intero. «Da settimane sembra sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città […] ci siamo trovati impauriti e smarriti» (FRANCESCO, 27 marzo 2020). Il mio pensiero – unito a quello dei direttori della Segreteria Generale, a partire da don Michele Gianola dell’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni – corre a voi, uomini e donne di vita consacrata che, condividendo la condizione di tutti, abitate le vostre comunità o la solitudine delle vostre case portando nell’animo il peso dell’angoscia e il grido della speranza di ogni uomo. 

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Papa Francesco: Nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati…

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

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In un minuto la preghiera del Papa per il mondo colpito dal COVID-19
Video

Coronavirus: Rispettiamo queste essenziali linee guida per le Comunità religiose

Per tutelare la propria salute e quella della comunità, riportiamo brevi linee guida da rispettare in questo tempo così particolare.

  • In casa tenere la distanza di sicurezza di un metro: al momento della preghiera comune e durante i pasti, riunioni, e
  • nelle case con numerosi religiosi / e è preferibile prevedere turni per mangiare allo scopo di mantenere la distanza di sicurezza…
    ……………….

 

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Poster 1
Poster 2

La Presidente, madre Yvonne scrive alle Superiore generali, alle Superiore provinciali e a tutte le Sorelle presenti nelle comunità in Italia

Carissime Madri e sorelle,

desidero raggiungervi, in questo momento di particolare emergenza causata dalla diffusione del coronavirus, per farvi sentire la mia comunione e quella del Consiglio di Presidenza dell’USMI Nazionale. Stiamo tutte facendo un’esperienza inedita della fragilità e della vulnerabilità che ci porta a fidarci totalmente del Signore e della Madonna.

Siamo invitate a vivere quest’ora di prova con il contributo di una incessante preghiera e dell’offerta quotidiana. Sono gesti di solidarietà molto preziosi che, insieme, vogliamo testimoniare e sono segni molto concreti che esprimono la nostra vicinanza a fratelli e sorelle contagiati dal Covid-19, a quanti li stanno curando mettendo a repentaglio la loro stessa vita e sono gli “eroi” di questo tempo; alle famiglie tanto provate e in trepidazione per i loro cari.

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Lettera della Presidente USMI Nazionale e del Presidente della CISM Nazionale: Richiesta al Governo di un ulteriore sforzo nel porre al centro la famiglia

Gentilissima, Egregio,

inviamo la seguente nota per opportuna conoscenza ai genitori, alle famiglie, agli studenti della scuola pubblica paritaria italiana che rappresentiamo, per un’utenza complessiva di circa un milione persone.

In questi giorni, in cui tutti noi viviamo momenti di viva preoccupazione per la salute di tanti nostri concittadini, vorremo farci portavoce di un messaggio di speranza e di fiducia: l’emergenza passerà, il sistema sanitario sarà in grado di assistere in maniera più che degna i

Infatti, in queste ore in cui il Governo e il Parlamento stanno varando le misure per sostenere l’economia italiana, emerge, forse come non è mai avvenuto in passato, l’attenzione per la famiglia, nucleo fondante della società civile. Lo stesso principio era emerso, come fondante, nei convegni sul tema della scuola e della libertà di scelta educativa della Famiglia stessa a cui le Presidenze delle Religiose in Italia (USMI) e dei Religiosi in Italia (CISM) avevano partecipato, il 14 Novembre 2019 e il 13 Febbraio 2020.

Lettera della Presidente USMI Nazionale e del Presidente CISM Nazionale

Quaresima speciale. Lettera del card. Braz de Aviz e di mons. Carballo alle consacrate e consacrati

In questa quaresima così speciale e di fronte alla pandemia che sta sconvolgendo le nostre vite, il Card João Braz de Aviz e l’Arcivescovo Mons. José Rodríguez Carballo, OFM si fanno vicini a tutti i consacrati e le consacrate con una lettera che invita a intensificare la preghiera, ma anche a non far mancare segni concreti di vicinanza, nel rispetto delle disposizioni civili ed ecclesiali.

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In comunione con le suore comboniane – Decedute 7 sorelle a Bergamo

Far causa comune, è la missione che da sempre guida la vita delle suore missionarie comboniane. Anche in quest’ora difficile per l’Italia e per il mondo,  fedeli a questo mandato, la comunità comboniana di Bergamo,  la più colpita dal coronavirus, vive l’esperienza del dolore nell’offerta della propria vita.

Sono 7 le sorelle decedute in questa comunità, altre lottano per la vita……

Comunicato della Superiora generale, sr Luigina Coccia

Comunicato della Presidenza – Rinvio della 67.ma Assemblea Nazionale

Reverenda e carissima Madre,
 in considerazione della situazione che l’Italia sta sperimentando in questo momento, nonché delle direttive del Presidente del Consiglio che voglio ricordare (8 marzo u.s. DPCM 8/03/2020, art. 2, comma v; 9 marzo u.s. DPCM 9/03/2020; 11/03/2020 DPCM), dove le disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020, dei Comunicati stampa della Conferenza Episcopale Italiana (8 marzo 2020 e 10 marzo 2020) e quelli emanati dalle Conferenze Episcopali regionali, ci sembra sia necessario rinviare la 67^ Assemblea Nazionale che avrebbe avuto luogo dal 15 al 17 aprile 2020 presso l’SGM Conference Center in Via Portuense, 741 – 00148 Roma.

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Coronavirus: Comunicato Presidenza Cism e USMI

CISM    CONFERENZA ITALIANA SUPERIORI MAGGIORI

USMI   UNIONE SUPERIORE MAGGIORI d’ITALIA

Presidenza

 

Carissimi/e Superiori/e Maggiori d’Italia,

a seguito dei Decreti del Presidente del Consiglio (8 marzo u.s. DPCM 8/03/2020, art. 2, comma v; 9 marzo u.s. DPCM 9/03/2020; 11/03/2020 DPCM), dove le disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020, dei Comunicati stampa della Conferenza Episcopale Italiana (8 marzo 2020 e 10 marzo 2020) e quelli emanati dalle Conferenze Episcopali regionali, comprendiamo il momento particolare che vive la nostra gente, e noi con loro, a causa del COVID 19 (coronavirus) e delle comprensibili restrizioni che si sono messe in atto per contenere la diffusione del virus e tutelare la salute pubblica.

        I religiosi e le religiose sono sempre stati nella storia in prima linea accanto ai sofferenti, specialmente nelle varie epidemie; siamo certi che la dedizione non verrà meno in questo momento delicato della vita del nostro Paese, garantendo la preghiera di intercessione per i malati, per coloro che sono in “quarantena”, per la paura che attanaglia la vita di molti, le difficoltà di tanti lavoratori e di tanti anziani, come anche assicuriamo la preghiera di lode e di ringraziamento per tutti gli operatori sanitari, le forze dell’ordine e del volontariato che stanno testimoniando abnegazione e grande professionalità. Vogliamo assicurare che le nostre comunità religiose sono dinanzi a Dio per tutti. E’ questa la nostra prima missione oggi.

        La limitazione del servizio pastorale e, in particolare, della celebrazione della Santa Messa con concorso di fedeli rappresenta un evento eccezionale ed è causa di sofferenza, tuttavia crediamo che questa obbedienza civica ed ecclesiale narri l’atto della nostra estrema responsabilità. Assicuriamo, tuttavia, che ogni santa Messa celebrata nelle cappelle interne delle nostre comunità rappresenti il segno della comunione e della fede di tutto il popolo di Dio e con tutta la comunità ecclesiale e civile.

        Per queste ragioni chiediamo che tutti i Religiosi/e in Italia si attengano scrupolosamente a quanto richiesto dai Decreti del Presidente del Consiglio, dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalle Conferenze Episcopali regionali.

         In particolare:

  1. si sospendono tutte le attività delle nostre Conferenze CISM ed USMI, a livello nazionale, regionale e diocesano, almeno fino al 3 aprile p.v.;
  2. si invitano i Superiori/e Maggiori a sospendere tutte le attività di animazione delle Province religiose (consigli locali o regionali, esercizi spirituali, corsi di formazione, etc.);
  3. si limitino le attività didattiche e formative dei nostri Seminari e/o Case di formazione attenendosi alle norme generali dei Decreti e quelle stabilite dalla CEI (CEI, Orientamenti per i Seminari ed emergenza sanitaria, Roma, 11/03/2020);
  4. le consorelle e i confratelli anziani siano preservati, nel limite del possibile, da contatti esterni alla comunità;
  5. il personale esterno che lavora nelle nostre strutture/opere adempia scrupolosamente alle indicazioni suggerite dai Decreti e sia monitorato dai responsabili delle comunità;
  6. i religiosi sacerdoti celebrino l’Eucaristia nelle cappelle interne della comunità, rispettando le norme poste dal Decreto del Presidente del Consiglio; si adoperino perché non manchi nei loro territori, nel limite del possibile, la trasmissione della santa Messa e di altri momenti liturgici tramite i mezzi di comunicazione sociale;
  7. la comunità religiosa custodisca i momenti di preghiera conventuale (Lodi, Vespri, etc.) perché il popolo di Dio non venga privato del segno orante della comunità cristiana;
  8. i Rettori dei Santuari, guidati pastoralmente dai religiosi, osservino con attenzione le disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio, dalla CEI e dalle rispettive Conferenze Episcopali regionali;
  9. si tengano aperte le chiese e si garantisca la preghiera personale dei fedeli (tenendo conto dello spirito del Comunicato della Presidenza CEI del 12/03/2020 e delle sue possibili attuazioni nelle Chiese particolari); le chiese ufficiate dai religiosi/e suonino le campane per l’Angelus al mattino, a mezzogiorno e a sera come richiamo comunitario alla preghiera.

        Carissimi/e Superiori/e Maggiori, mentre raccomandiamo di comunicare immediatamente queste disposizioni alle rispettive comunità, affidiamo al Signore misericordioso il cammino esodale che siamo chiamati a percorrere insieme. La Vergine Maria benedica i nostri giorni e la nostra gente.

        Madre Yvonne Reungoat, fma                                                                         P. Luigi Gaetani, ocd

        Presidente Nazionale USMI                                                                                      Presidente Nazionale CISM

10 Marzo 2020 : ventennale della Legge sulla Parità… nel tempo del coronavirus

Ho pensato molto a lungo questi ultimi due mesi alla ricorrenza del ventennio della L. 62/2000, la legge sulla parità.

Avevo progettato una newsletter differente, in calendario tanti convegni, momenti nei quali fare il punto della situazione, ma anche rilanciare il percorso di consapevolezza che abbiamo fatto al capitolo parità. Quante aspettative congelate per un momento, perché bisogna riorganizzare i pensieri e i progetti dietro agli eventi che ci capitano. Quasi mai scegliamo gli accadimenti ma possiamo scegliere come gestirli.

Allora eccoci a parlare di parità in tempi di coronavirus.

  1. Lungo questi 20 anni abbiamo maturato una certezza che rappresenta un punto di non ritorno: è il diritto dei genitori ad esercitare la propria responsabilità educativa che chiede e giustifica il pluralismo e non ci fa arrendere ad una logica ideologica del monopolio educativo. Non c’è spazio per un sistema scolastico statalista in un paese democratico che si fonda sulla libertà, l’unica capace di muovere le responsabilità.
  2. Da qui abbiamo tracciato le coordinate giuridiche, sociali, politiche sino alla soluzione che, mentre ancora sembra “dichiarata sotto voce” dai favorevoli nella logica di non urtare i contrari quasi ad elemosinare un loro consenso, si erge alta sopra i compromessi e gli accordi di carboneria. Forse il coronavirus con tutta la sua silente prepotenza ci ha restituito la verità della realtà. I problemi si analizzano con la conoscenza dei ricercatori e si rivolvono con la lucidità dei tecnici che sanno restare in piedi fra chi tira la giacchetta a destra e a sinistra.

Quindi, forse, il ventennio della legge sulla parità che ricorre in tempi di coronavirus ci ridimensiona un po’ tutti quanti, in quel delirio di onnipotenza di voler estrarre magicamente la soluzione dal cilindro.

In tempi di coronavirus tutte le fragilità del sistema scolastico italiano hanno una risonanza maggiore. Ci sono le scuole che vivono in realtà di eccellenza, ha dichiarato il 03.03.2020 a Porta a Porta la ministra Azzolina, e che quindi possono garantire la continuità delle lezioni con collegamenti da remoto e poi ci sono le scuole in difficoltà…. Quasi fosse una sorpresa. Eravamo ancora in una fase di emergenza che interessava la Lombardia e Il Veneto. Dopo pochi giorni il Presidente del Consiglio avrebbe annunciato la sospensione delle lezioni in tutta Italia. E allora le fragilità del sistema scolastico italiano sono evidenti. E’ ovvio che le scuole isolate e situate in realtà difficili della periferia del Sud miracolosamente non si inventano a tempi record l’eccellenza e-learning … E’ lapalissiano che le fragilità, quando si è in tempo di crisi, colpiscano maggiormente le fasce più deboli e il capitolo scuola non fa eccezione.

Ma per arrivare a questo punto abbiamo certamente perso 20 anni di buone occasioni…

Scrivo al ventennio della legge sulla parità con una consapevolezza nuova che mi ha dato proprio l’emergenza di questi giorni… quante occasioni abbiamo perso per timore, per tenere buoni tutti (prima o poi tutti vengono buoni…meglio non rompere!), per carrierismo, per il desiderio di restare in certe poltrone, perché non va mai bene spaccare, meglio mediare… E intanto chi ha pagato il prezzo salatissimo? I più fragili. I genitori poveri, gli alunni che provengono da famiglie svantaggiate economicamente, le scuole paritarie nate per i poveri che hanno dovuto sentirsi chiamare prima diplomifici poi scuole dei ricchi poi scellerate perché chiudono in mancanza di docenti abilitati (impediti dallo Stato a regolarizzarsi…) e abbandonano la frontiera dell’educazione.

Il coronavirus, che è altamente democratico e apparentemente colpisce tutti allo stesso modo, in realtà acuisce questo classismo. Allora in questi giorni abbiamo le famiglie che legittimamente chiedono lo sconto della retta, la scuola che sostiene a ragione che le spese le ha comunque sostenute, i docenti che temono per lo stipendio mentre devono a loro volta pagare la baby sitter: ecco la catena dell’ingiustizia che porta ancora una volta a spostare il peso sugli altri.

Rimarrà l’ultimo anello della catena con il cerino in mano e si brucerà.

Ma questa non può essere la soluzione, mentre ci giungono le note ministeriali che si rivolgono quasi esclusivamente alla scuola statale, come se la scuola paritaria non esistesse. Eppure parliamo di 12mila scuole, 900mila allievi, 1.800.000,00 genitori che devono gestire i figli a casa, i nonni chiamati in soccorso, i 100mila dipendenti … considerati tutti come se non esistessero. “Questi se la caveranno, arrangiandosi fra di loro”. Gravissimo se chi ha autorità decisionale ignorasse gli attori di un comparto di queste dimensioni, facendo leva sul loro senso di responsabilità. Se negli anni le paritarie si sono indebitate per garantire un pluralismo e i genitori si sono privati di molto per pagare la retta oltre alle tasse, questi continueranno certamente a farlo perché gli idealisti non mollano… Illazioni del tipo: “E intanto un pensiero in meno per noi” sarebbero nella linea di una perfettamente illogica scelta della sussidiarietà al contrario… “Se poi proprio non ce la faranno e chiuderanno, pazienza: tanto, con la denatalità riusciamo ad assorbirli nelle scuole statali e al massimo, se nel territorio non è presente la scuola, la costruiremo a spese dei cittadini, rileveremo l’edificio o faremo lezione a distanza… poco conta che i soldi siano spesi male, purché sia salva l’ideologia statalista” sarebbe un altro retropensiero, legittimo perché siamo in democrazia, ma distruttivo per la scuola italiana, dal punto di vista giuridico, economico e sociale.

Occorre essere davvero chiari, perché nel limbo del vago, il prezzo lo pagano i più fragili e il coronavirus lo dimostra. Ad una famiglia che ha pagato le tasse, e deve pagare la seconda volta con la retta, ora la terza con la baby sitter e la perdita del lavoro, è giusto rimborsarle la retta? E la scuola paritaria, già indebitata per anni di retta che non copriva i costi, e che ora ha il dovere morale di pagare il personale e le tasse, che cosa farà? Qualcuno ha già decretato che le paritarie non ne usciranno vive dalla crisi del coronavirus. O meglio, sopravvivranno quelle dalla retta over 8mila … il coronavirus sembra accelerare il processo del monopolio.

 

Ancora una volta dobbiamo conservare l’attenzione al presente, all’immediato,

Importante l’intervento congiunto delle Associazioni presso il Governo con il Comunicato stampa congiunto del 06/03/2020 (clicca qui per leggere).

Ma vale anche la pena non arrendersi. Ricevo tante telefonate in questi giorni ed io stessa devo ritrovare il coraggio e la determinazione di combattere. Le scuole paritarie sono nate e sono animate da un profondissimo senso di responsabilità che serve la Nazione (“che cosa posso fare io di bene per l’Italia” è il loro motto) e saranno proprio le ragioni di fondazione a salvarle, non per se stesse, ma perché chi sa di esistere per qualcun altro affronta ed esce a testa alta dalle difficoltà.

Ecco quindi una certezza: in questi 20 anni abbiamo capito che la scuola paritaria esiste per garantire nella Nazione una parola di pluralismo e per le stesse ragioni oggi resiste e vince.

E’ quanto mai chiaro che, se l’Italia vorrà essere un Paese civile dovrà garantire il diritto alla libertà di scelta educativa delle famiglie.

Quindi, a vent’anni dalla legge sulla parità, è incontrovertibile che non c’è libertà educativa senza libertà economica. E questa implica spendere meglio attraverso i costi standard, da assegnare alle famiglie tutte attraverso i voucher, la dote scuola, il convenzionamento.

Fuori da questo percorso che si chiama “Autonomia, parità e libertà di scelta educativa” la scuola pubblica italiana tutta – statale e paritaria – può solo continuare a stare in rianimazione … Ma le famiglie italiane devono sapere che la scuola paritaria che non taglia in due la società, che ha rette sotto i 5.500 euro, è finita.

In questo spirito condivido con voi dei passaggi importanti che abbiamo compiuto.

A vent’anni dalla Legge 62/2000 possiamo certamente dire che i termini della questione sono chiari e non c’è più spazio per alcuna vile strumentalizzazione. Questi anni sono stati necessari per far maturare, in ciascuno di noi, attraverso processi graduali, “consapevolezza” e “conoscenza”.

Negli ultimi 10 anni è stata individuata la soluzione, rispetto alla grave discriminazione economica, nei costi standard di sostenibilità per allievo che rendono effettivo il diritto a) di apprendere dello studente, b) di scelta educativa dei genitori, c) di insegnamento dei docenti.

L’assist finale era coinvolgere tutti gli schieramenti, di maggioranza e di opposizione, con una richiesta unanime: si rivedano le linee di finanziamento di tutta la Scuola Italiana (statale e paritaria) attraverso i costi standard di sostenibilità per allievo.

Allo scopo invito a leggere:

–        i risultati del convegno Libera Scuola in Libero Stato (del 13-02-2020), un evento che ha registrato una trasversalità senza precedenti (clicca qui)

–        la Nota di sintesi dei lavori (clicca qui).

Fondamentale l’aiuto generoso e libero dell’USMI e della CISM che sono scesi in campo sin dal 14/11/2019, insieme alle associazioni tutte, e hanno dato un contributo importante a questa trasversalità (clicca qui per leggere la nota congiunta USMI e CISM).

E infine condivido un regalo simpatico. Un video (clicca qui) che celebra il ventennale della Legge sulla parità e rilancia …. Davvero manca un ultimo miglio (clicca qui): coraggio!

sr Anna Monia Alfieri