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Primo piano

La Formazione dei Catechisti on line: concluso il Corso estivo 2020

Venerdì 24 luglio c. a. si è concluso il Corso per la Formazione dei Catechisti, attivato quest’anno in modalità on line, a causa dell’emergenza sanitaria; pur considerando l’ipotesi di adottare la modalità online per tutte le iscritte, non abbiamo voluto privare le Sorelle del 1° e 2° anno di vivere ancora un’esperienza che, insieme alla trasmissione di contenuti a livello “accademico”, vuole favorire il dialogo con i docenti, l’incontro e la conoscenza reciproca tra persone di diverse culture, l’accompagnamento guidato dello studio. Questa scelta ha comportato la sospensione delle lezioni ‘in presenza’ per un anno e l’attivazione del Corso on line per le sole iscritte al 3° anno, così da permettere loro di terminare il percorso, dopo 2 anni di frequenza in presenza; 24 le sorelle che si sono iscritte…

Leggi il report del Corso

Ambito Formazione: itinerari formativi 2020 – 2021 per novizie/i, per neo-professe, per bimestre sabbatico

Usmi e Cism Nazionale propongono itinerari formativi sia per novizie/i che neo-professe, sia per la formazione continua, al fine di aiutare gli istituti a formare persone che desiderano essere in ricerca continua del Volto di Dio e dell’humanum nel segno del Vangelo, consapevoli nella sequela Christi quotidiana.

Ogni percorso è pensato come un cammino conoscitivo ed esperienziale che permetta di esprimere il respiro e la bellezza del mistero che abita e trascende la vita consacrata. Attraverso la pluridisciplinarietà s’intende accompagnare la persona ad acquisire uno stile di vita contemplativo e diaconale, coltivando un pensiero aperto all’incontro e al confronto con le culture contemporanee in cui lo Spirito mette a dimora i semina Verbi.

Lettera

Programma

 

 

Cosa resta in noi e nell’umanità dopo la pandemia? Una interessante riflessione di Stella Morra

La gioia ce la metto io

Come si sentiva Lazzaro uscito dalla tomba? Facile immaginarlo felice di essere tornato in vita… Ma ne siamo certi? Sarà stato semplice per lui abbracciare gli amati? E coloro che lo piangevano, quali gesti avranno ritrovato con lui? Immediati, certo… ma anche il giorno dopo e quello dopo ancora.

Mano a mano che la straordinarietà dell’evento veniva a poco a poco sovrastata dalle esigenze delle questioni comuni (mangiare, dormire, lavorare, parlare di cose irrilevanti, sorridersi…) e tutti erano stati precipitati improvvisamente dalla scompostezza (socialmente accettata) di un lutto doloroso, fatto di lacrime e di emozioni, ad una nuova “normalità”, che cosa davvero è successo?

Questa immagine evangelica, per quello che non racconta, mi tormenta in questo tempo in cui sembriamo uscire da una eccezionalità (almeno in Italia, e almeno per ora) e apparentemente rientriamo in una progressiva “normalità” che non è normale per niente. E non tanto per le mascherine, per i gesti di distanza come nuovo valore sociale, per la complicazione di prenotare ogni cosa….

Normale non è per niente perché siamo tutti segnati, il virus ci ha arati rivoltando le zolle profonde e portando alla luce molto (troppo?), e non abbiamo un vocabolario condiviso per dirlo, perché abbiamo bisogno di tempo per capire i nostri stessi movimenti profondi, non riconosciamo noi stessi, né gli altri, siamo a pelle scoperta e non ci piace, ogni reazione è sproporzionata e nessuno è esente e dunque in grado con un po’ di pazienza e forza di “reggere” la stranezza dell’altro. Abbiamo paura della parole, quelle che diciamo e che ascoltiamo, che sembrano non corrispondere più lontanamente a nulla.

Credo che esperti in materia (psicologi di stress post traumatici, psicologi sociali, antropologi, filosofi…) potrebbero meglio di me e con maggior completezza descrivere e spiegare. E mi auguro davvero che, accanto a task force sanitarie ed economiche, qualcuno pensi ad uno sforzo collettivo di intellettuali che immaginino una task force antropologica che ci aiuti, tutti, a ritrovare parole, gesti, corpi umani. Credo sia davvero urgente.

Al gesto di forza maschile (e squisitamente da pastore) del 27 marzo di Papa Francesco che si è preso il mondo sulle spalle, dovrebbe seguire ora una femminile (le sorelle di Lazzaro? Le levatrici dell’Esodo?) ricucitura paziente, come quella di quel Dio-madre che alla fine del capitolo 3 di Genesi ci viene detto aver pietà della vergogna provata da Adamo e Eva per la nudità dopo il peccato, e che cuce per loro delle tuniche.

Abbiamo bisogno di nuove tuniche per la vulnerabilità che ci imbarazza della nostra pelle scoperta, e non serve tentare di rimettere insieme i brandelli di quelle vecchie.

Altri, dicevo, sapranno meglio descrivere e spiegare: vorrei qui condividere solo qualche riflessione da credente, sul frattempo, mentre i pensieri crescono e la parole nascono e trovano la loro esattezza nel dialogo e nella pazienza.

Pensieri poveri e da poveri, di chi riconosce la propria vulnerabilità come un kairos, un passaggio del Signore, di chi non cerca rettitudine ad ogni costo, ma piuttosto inclinazione alla vita e al soffio dello Spirito. «Quando sono scosse le fondamenta, il giusto che cosa può fare?» (Sal 10, 3): la domanda è legittima, al tempo del salmista come oggi. Ma la domanda del salmista va letta attraverso Cristo, unico giusto che si è fatto povero e questo, mi sembra, significa innanzi tutto riconoscere noi stessi dalla parte dei vulnerabili perché incapaci di tutta la giustizia che servirebbe, più simili ad Adamo e Eva in questo contesto storico, che alla fierezza del salmista.

Dobbiamo prenderne atto: non siamo in grado di ristabilire oggi la giustizia e la esattezza dei gesti e delle parole, ma non per questo abbiamo meno bisogno di gesti e parole che nutrano ogni giorno, che siano gesti e parole capaci di provvisorietà, di incertezza, di congiuntivo e condizionale, di reggere la nostra stessa inadeguatezza.

Parole e gesti dialogici: ricominciamo, nel frattempo, da qui, dalla nostra estraneità a noi stessi e dal riconoscere l’altro (anche il più amato, anche il più conosciuto) come un nuovo straniero, da reincontrare con delicatezza e reimparare senza dare nulla per scontato.

È questo un tempo in cui i credenti potrebbero dare la bella testimonianza di un nuovo “corteggiamento” tra umani, piccole magie, distanze e vicinanze, delicatezza che consentano di rallentare almeno la crescente aggressività…

Perché la vita è (anche) adesso e perché le ferite vanno medicate con dolcezza, le proprie come le altrui.

Gesù, il giusto povero, ci ha lasciato, per il frattempo, un Consolatore: mi sono sempre chiesta perché questo attributo a quello Spirito che in altri tempi della mia vita sentivo di più come creatore e creativo, generatore, innovatore… Oggi vedo almeno un motivo chiaro: quando sono scosse le fondamenta serve un Consolatore, così riscriverei il salmo.

E se la prima scuola sono parole e gesti dialogici, la seconda è raccogliere frammenti: alla fine del grande miracolo della moltiplicazione dei pani (cfr. Gv 6, 1-13), il Signore comanda ai suoi di raccogliere i pezzi avanzati «perché nulla vada perduto» (Gv 6, 12). Normalmente si liquida quel versetto, come il segno di un’abbondanza: tutti ne hanno mangiato e ne è ancora avanzato.

Ma perché bisogna raccogliere i pezzi? C’è stato il miracolo, tutti si sono nutriti… Mi sembra che questo invito corrisponda al nostro tempo: nel miracolo della misericordia, oggi, dobbiamo raccogliere i pezzi perché nulla vada perduto, cioè mettere in ceste perché ci sia pane ancora per altre fami, dobbiamo raccogliere gli scarti (direbbe Papa Francesco), i pezzi avanzati in queste esperienze dolorose e considerarli preziosi, riempire le ceste perché nutrano la fame.

Nessuna presunzione dell’intero e del sufficiente, tanto meno del moltiplicato: la pazienza dello scarto che basta forse solo per oggi, raccolto e diviso.

Non so, non sappiamo: per questo non sprechiamo nulla, che nulla vada perduto, dolore, fatica, confusione, ma anche affetti irriconoscibili, nuove estraneità, nuovi doni….

Sapremo dare la bella testimonianza di credenti che non sprecano nulla e che dagli scarti ricevono il dono che dividono per vivere ancora, vivere di nuovo, vivere nella lieta speranza?

C’è una poesia di Mariangela Gualtieri (Bestia di gioia, 127) che mi accompagna in questi tempi e che, come accade con la poesia, sopporta molti livelli di lettura: poesia d’amore? Poesia che riguarda il mondo? Poesia politica? Per me si tratta, oggi, del modo dialogico e frammentato in cui esprimo ciò per cui prego, ciò che spero e credo Dio stia dicendo a ciascuno di noi:

C’è nella tristezza un contagio

amore mio, e da questo si vede

che abbiamo fatto comune cuore

e siamo uno che pare due.

Allora io

insemino la gioia

in questa cosa che non consiste

però esiste e tiene entrambi appesi.

Stella Morra – © Osservtore Romano, 20 luglio 2020

Carissime Madri e sorelle – Lettera dalla Redazione di Consacrazione e Servizio

Carissime Madri e sorelle,
in questo momento in cui è ancora difficile vivere la normalità dei nostri servizi vogliamo inviarvi parole di fraterna “excusatio” per il disguido avvenuto nelle liste degli Abbonamenti della Rivista Consacrazione e Servizio. La Direttrice della Rivista vi ha disturbato non poco, in queste ultime settimane di lenta ripresa dopo il COVID-19, con numerosi messaggi mail e telefonate ad personam al fine di regolarizzare gli abbonamenti e la documentazione postale e bancaria che li accompagna. Chiediamo venia!… Ora sembra che la situazione stia totalmente o quasi rientrando nell’ordine necessario…. 

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Lettera di ringraziamento della Presidenza USMI e CISM per la fiducia e la presenza in questi mesi di maratona a favore della garanzia della libertà di scelta educativa e del pluralismo scolastico

Roma, 20 Giugno 2020

Carissime/i tutte/i,

a voi il nostro sincero grazie per la fiducia e per la vostra presenza lungo questi mesi di maratona a favore della garanzia della libertà di scelta educativa e del pluralismo scolastico.
Questa dura prova del covid-19 si sta rivelando una opportunità per salvare la scuola pubblica tutta, paritaria e statale, e portare a compimento in modo definitivo, dopo 20 anni, la legge sulla parità.
Occorreva però la più ampia trasversalità civile, di cittadini generosi quali voi siete, per poter invocare cosi la maggioranza numerica e possibilmente politica da parte delle Istituzioni.
A noi non piace che i politici litighino con slogan privi di senso; desideriamo che servano la Nazione e antepongano a tutto i diritti, la garanzia dei più fragili…

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In cammino per la cura della casa comune – Documento a cinque anni dalla Laudato si’

Per introdurre brevemente questo Documento elaborato dal Tavolo Interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale attirerò l’attenzione sul titolo, che evoca il cammino che siamo chiamati a percorrere insieme per prenderci cura della terra e della sua popolazione. Mi limiterò a tre riflessioni personali.

  1. La prima riflessione colloca questa pubblicazione in un contesto particolare: quello di una crisi sanitaria e sociale che amplifica la crisi ecologica e morale messa in luce dall’Enciclica Laudato si’. In effetti, viviamo l’esperienza della fragilità, nel nostro corpo, come nei nostri legami, nelle nostre prassi assistenziali, nel nostro modo di pensare e di vivere lo sviluppo economico e sociale. Questa esperienza di vulnerabilità produce inevitabilmente paura e inquietudine nei confronti del futuro. L’appello dell’Enciclica Laudato si’ ad “ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” non mira a dilatare la paura, ma a proporre un cammino di conversione. Lo sappiamo, questo cammino esiste unicamente grazie a coloro che lo percorrono. Oggi, Laudato si’ può produrre i frutti della conversione unicamente se dei testimoni proseguiranno il cammino che è stato tracciato da questa Lettera. “Testimoni” vuol dire “coloro che trasmettono”, “coloro che propongono”, “coloro che decidono e si decidono ad agire”. Chi sono questi testimoni? Sono gli attori della vita economica e politica; sono le comunità locali, con la loro memoria e le loro speranze, sono le chiese; sono i giovani ma anche gli anziani, in quando, come dice papa Francesco nell’Esortazione Christus vivit, affinché i giovani possano sognare il mondo di domani, occorre che gli anziani continuino a sognare anche il mondo di oggi. Abbiamo bisogno di illuminare i cammini pratici di attuazione di Laudato si’. È a questa pedagogia che il Documento “In cammino per la cura della casa comune. A cinque anni dalla Laudato si’ ” intende contribuire.
  2. L’esperienza che viviamo quotidianamente in seno al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ci mostra che il programma e la costruzione dell’Enciclica Laudato si’. propongono, di per sé, un’andatura. Si tratta, prima di tutto, di posare lo sguardo sul mondo in cui viviamo – e nel quale alcuni “sopravvivono”. Guardare, ascoltare e lasciarsi toccare da ciò che viviamo e da coloro con cui viviamo.

Guardare e lasciarsi toccare da una terra che soffre in silenzio e la cui sofferenza è direttamente legata all’attività umana, così come alla sregolatezza climatica, che questa attività ha provocato.

Incontrare una comunità umana ferita dalle crescenti disuguaglianze e da una conflittualità sempre più forte.

Contemplare la bellezza e la promessa di ciò che ci è stato affidato nella Creazione del Padre e nell’amore del Cristo.

Agire e decidere a favore di un altro sviluppo che non si definisca più come un “sempre di più” e una “fuga in avanti”, che consuma tutte le forme di vita.

Educare mediante il dialogo e le prassi quotidiane della sobrietà. La presentazione di qualche “buona prassi” implica risvegliare altre iniziative educative e comunitarie. Qui penso all’iniziativa dei giovani in Argentina (“Cuidadores de la casa común”) o in Africa (con la CYNESA).

Infine, celebrare, ovvero fare memoria della promessa iscritta in ciascuno di noi, con i suoi talenti ed esperienze. E offrire ciò che abbiamo condiviso: le nostre pene e la gioia semplice, ma forte, della solidarietà.

Per compiere questo cammino, siamo chiamati a rivisitare i luoghi della nostra attività umana: il rapporto con gli elementi (l’acqua, la terra e gli oceani), la biodiversità, il lavoro, l’economia, la finanza, la vita delle comunità locali e il pianeta, il locale e il globale. Si tratta di osare uno sviluppo integrale che si ispiri all’ecologia integrale: questa nuova armonia con la terra, con gli altri e con se stessi. Questo cammino è, in effetti, un cammino per la vita e il futuro della vita, che impegna ogni persona e ogni comunità “fino a comprendere l’umanità intera” (Paolo VI, Popolorum Progressio, 1967). Come vivere quello che annunciamo, quando parliamo di dignità, di responsabilità condivisa, di bene comune e di priorità per i poveri (questi principi compongono la “Dottrina sociale della Chiesa”).

  1. Nell’introduzione del Documento “In cammino per la cura della casa comune”, siamo invitati a tenere a mente la preghiera pronunciata da Papa Francesco, il 27 marzo 2020, per implorare la fine della pandemia: “Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita”.

Evidentemente, questa guida non dispensa dal leggere l’Enciclica Laudato si’, che rimane la fonte di ispirazione e di iniziativa.

Laudato si’ è un cammino per gli attori del futuro. È importante sostenere i compagni di viaggio: questo è il senso di questo documento, che si vuole catechesi manifesta della conversione all’ecologia integrale.

Intervento del Rev.do Mons. Bruno Marie Duffé
alla Presentazione del Documento

Continua la maratona della famiglia e della scuola. Appuntamenti importanti

Queste sono ore decisive: il decreto scuola è stato approvato obtorto collo: non c’era alternativa. Chi ha seguito le dirette dal Senato e dalla Camera ha visto che anche le forze della Maggioranza più sensibili hanno dovuto cedere agli alleati contrari e bocciare i propri emendamenti, come quelli dell’opposizione, che nella più ampia trasversalità bipartisan avrebbero salvato la Nazione.

ORA COSA SI FA?

E’ iniziato l’iter per la conversione del DL Rilancio in legge: Si riparte dall’esame degli emendamenti in Commissione Bilancio, in seguito il Dl Rilancio approda alla Camera dei Deputati e infine al Senato. Questi 15 giorni sono molto importanti. È questa l’unica chance che ha il Governo nelle sue aree più sensibili, di cui si ricorda la presenza, stando alle loro dichiarazioni di votare Sì agli emendamenti dell’opposizione e viceversa. E ci si augura la più ampia maggioranza politica trasversale. Sarebbe un bel segnale per la famiglia, la Scuola, la Nazione.

In questi giorni accompagneremo il DL Rilancio nella discussione alla Camera dei Deputati e poi nel Senato.

LUNEDI 15 GIUGNO 2020
Non possiamo mancare al WEB-PRESSING” PARLAMENTARE

*PIÙ PARITÀ PER LE PARITARIE, PIÙ LIBERTÀ PER TUTTI*

*Lunedì 15 giugno dalle 12:45* il ” web-pressing” parlamentare organizzato dalle *50 associazioni non profit dell’appello pro-paritarie* (Comitato POLIS PRO PERSONA), da RICOSTRUIRE e dal FORUM delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI – Prima del voto alla Camera sul “DL Rilancio” occorre un *impegno straordinario* e appassionato del Parlamento affinché le scuole paritarie possano riaprire, a settembre. E con la sopravvivenza della scuola pubblica paritaria è in gioco un pezzo essenziale della stessa libertà di tutti.

*Clicca qui per registrarti al webinar*

https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZ0qceGopzwpHtOraEd-Rt9xqJaEK3ngTEPg

Completata la registrazione a Zoom, riceverai per email la password e le indicazioni per unirti al meeting. Ti preghiamo di non tenere acceso il microfono durante il webinar. Si può usare la chat per le domande e osservazioni.

Un *impegno straordinario* del Parlamento che Giancarlo Loquenzi chiederà, fra gli altri, a *Maria Elena BOSCHI (Iv), Maria Stella GELMINI (Fi), Giancarlo GIORGETTI (Lega), Pietro FASSINO e Stefano LEPRI (PD), Maurizio LUPI (NCI), Giorgia MELONI (FdI), Stefano FASSINA (LEU), nonché ad Anna ASCANI*, Viceministra alla Pubblica Istruzione, che si alterneranno collegandosi con la piattaforma. L’incontro webinar sarà introdotto da un saluto scritto della Senatrice *Maria Elisabetta CASELLATI*, Presidente del Senato della Repubblica.

Il webinar nasce da una serie di documenti sulla scuola pubblicati durante la emergenza Covid-19. Il documento delle associazioni Agorà per la parità (https://bit.ly/2UIOo7Z) verrà presentato da *Luigi Morgano* (FISM-AGORÀ) e *Gigi De Palo* (Forum), il Piano Scuola di RICOSTRUIRE per la riapertura in sicurezza delle scuole (https://bit.ly/2XNV1rt ) da *Stefano Parisi* (promotore di Ricostruire); l’appello delle 50 associazioni non profit per le scuole paritarie (https://bit.ly/2XMcvEl) da *Suor Anna Monia Alfieri e Domenico Menorello*.

 

GIOVEDI 18 GIUGNO 2020 ore 14.30 – FLASH MOB DAVANTI PIAZZA MONTECITORIO – ROMA “Sosteniamo il delicato lavoro dei parlamentari” 

*PORTA CON TE UNO ZAINETTO!

E’ importante la vostra presenza segnalate la vostra presenza indicandoci

Contatta sr Anna Monia Alfieri 3406137565

 

 

 

Consiglio Nazionale: un incontro a più voci per una visione d’insieme e uno sguardo profetico per il prossimo futuro

CONSIGLIO NAZIONALE

La vita religiosa oggi e domani nel futuro della situazione nuova:

dalla paura alla profezia

Nei giorni 6 e 7 giugno c. a. si è realizzato, con la piattaforma digitale zoom, il Consiglio nazionale. Erano presenti: madre Yvonne Reungoat, Presidente nazionale USMI con il Consiglio di presidenza, le presidenti e segretarie delle Regioni USMI, le responsabili degli ambiti, le delegate USMI presso la CEI.

Il Consiglio è stato preparato previa riflessione che ha coinvolto i Consigli regionali e le delegate diocesane attraverso le domande del questionario:

  1. Quali sono le sfide che le congregazioni percepiscono in questo tempo.
  2. Quali sono le eventuali “domande aperte” riguardo al futuro della vita religiosa sul territorio italiano e al di fuori di esso.
  3. Quali sono i passi di sinergia che si possono porre in atto tra le congregazioni a partire da questo momento.

Ogni presidente o segretaria ha presentato la realtà della propria Regione riguardo questo periodo di pandemia rilevando l’aumento della povertà, la disoccupazione, il clima di grande sofferenza, sia per chi è stato colpito dal virus, sia da chi ha sperimentato solitudine e isolamento. Come pure è stato messo in rilievo il bene fatto dalle congregazioni: vicinanza ai più poveri, ascolto e sostegno alle famiglie, accompagnamento nella sofferenza, protezione delle persone più fragili.

Ecco in sintesi le risposte al questionario:

Sfide

Accettare la propria debolezza e sostenere le consorelle anziane. Conoscere la situazione sociale del territorio per cogliere le sfide pastorali. Superare paura e scoraggiamento per vivere con speranza e creatività le risorse umane, strutturali ed economiche che sono presenti nelle congregazioni.

È necessaria una formazione iniziale e permanente adatta ai tempi che sono tempi segnati dal secolarismo e dalla “società liquida” senza punti di riferimento solidi.

Altra sfida importante è la necessità di passare dalla multiculturalità alla interculturalità. Ci interpella fortemente anche il disagio giovanile: occorre saper cogliere le opportunità che offre il volontariato.

Il carisma è una grande ricchezza, ma bisogna saperlo condividere per non creare conflitto tra carisma-opere-economia.

Un’altra sfida colta da più Regioni è il bisogno di vicinanza alla gente, il bisogno di ritornare all’essenziale, vincere la sfida dell’individualismo anche istituzionale.

La collaborazione e condivisione del carisma con i laici è ancora un miraggio, eppure è essenziale per lavorare in comunione con loro e tra Istituti.

Andare verso le periferie esistenziali. Testimoniare la vita fraterna in comunità e la comunione dei beni per essere solidali con i più poveri.

Cambiare lo stile di vita per essere fedeli alla nostra vocazione di appartenere a Cristo.

 Domande aperte

Questo tempo ci obbliga a collaborare. Per essere significative è necessario imparare a fare discernimento, vivere la vita fraterna in comunità e testimoniare una vera comunione tra noi.

Ci si domanda: come collaborare tra congregazioni? Sapremo metterci accanto alle altre istituzioni rinunciando ai propri spazi per collaborare con i laici e accogliere chi è nel bisogno?

Sapremo attirare i giovani con una vita coerente con il vangelo che professiamo?

Ci chiediamo: sono ancora importanti le nostre opere educative oggi? Come rafforzare la cura dell’ambiente? Quale formazione per le giovani suore? Come metterci in gioco per aiutare carcerati, immigrati, minori, anziani?

Le comunità straniere non integrate con l’USMI dove sono, come vivono, come ci interpellano? Come aiutarle?

Come valorizzare l’esperienza vissuta in questo periodo di lockdown?

La vita religiosa oggi ha ancora sogni, desideri? Sa accendere il fuoco dell’entusiasmo nei giovani? Quali le nuove forme di vita religiosa sono necessarie oggi? Come essere missionarie senza le opere? Occorre rinnovare l’apostolato come trasmissione della fede con linguaggi nuovi, adatti alla mentalità di oggi.

Come utilizzare le nostre strutture?

Come educare le giovani suore alla collaborazione intercongregazionale?

 Passi di sinergia che si possono realizzare

Apertura al mondo per condividere le nostre risorse, per collaborare con i laici e creare progetti comuni per favorire la comunione.

Fare rete tra le scuole cattoliche e le strutture sanitarie eventualmente una medesima opera può essere gestita da congregazioni diverse. Si darebbe anche testimonianza di comunione tra i carismi.

Importante è la cura delle relazioni e favorire la conoscenza reciproca fino a giungere a opere condivise.

Vedere quali sono le opere da non perdere in un determinato territorio e mettersi insieme per portarle avanti. Lavorare in rete. Prossimità con i poveri. Avere il coraggio della denuncia dell’ingiustizia e difendere i diritti dei poveri.

Importantissima è la formazione delle formatrici, come pure la formazione continua.

Favorire esperienze intercongregazionali. Aprire sportelli di ascolto. Unire le nostre forze sul territorio a servizio della Chiesa. Osare esperienze di vita intercongregazionale. Condivisione dei carismi. Passare dalle parole ai fatti.

Avere maggior cura della vita spirituale. Imparare a vivere la sinodalità. Creare spazi di preghiera per favorire la comunione tra Istituti e consolidare la comunione.

Essere segni visibili dell’amore di Dio verso ogni creatura.

Favorire cammini solidali tra istituti e con le altre realtà della diocesi. Favorire la conoscenza tra congregazioni.

Condividere le case di riposo con le congregazioni che ne sono prive. Anche la pastorale condivisa a livello di territorio e di diocesi è una testimonianza importante.

Unire le forze prima di chiudere una presenza religiosa in un determinato territorio. Condividere i carismi affinché questi possano diventare patrimonio comune anche con i laici.

A conclusione delle comunicazioni delle Regioni  sr Nicla Spezzati, a nome del Consiglio, ha fatto una lettura di quanto comunicato declinata in tre essenziali punti che dovrebbero aiutare il Consiglio di presidenza e i Consigli regionali ad individuare possibili cammini di comunione, di sinergia e di attività.

Dove siamo?

Siamo a livello mondiale in una instabilità permanente; la crisi non è solo transitoria, si rivela come dato permanente e bisogna convivere. Questo richiede alla persona di disporre di grandi risorse interiori prima ancora che risorse materiali. In questo cambiamento si gioca anche la nostra vita umana e consacrata. Perciò sono necessari valori, cambiamenti, atteggiamenti d’impegno individuale per salvare il mondo e il futuro della vita consacrata.

Come siamo giunte?

Già “Vita Consecrata” (25 marzo 1996) fu considerata in ritardo rispetto ai problemi che cominciavano ad emergere in quegli anni. Qual è la realtà oggi? La prima realtà che viviamo è il non senso della vita consacrata (cf numerose uscite: il dicastero arriva a concedere da due a tremila dispense dai voti perpetui ogni anno).

Una seconda forza che distrugge è la demotivazione di gruppo. Forze motivazionali vengono meno per vivere in comunità perché manca di umanizzazione. C’è anche il problema dell’innalzamento di età. Stiamo vivendo un’epoca di cambiamento. “Siete sulla soglia di un crinale: non è tempo di rimpianti, è un tempo di passaggio, anche di deserto…” (cf Magistero della Chiesa). È il tempo della grande tribolazione, ma la Chiesa ci sostiene.

Tracce per un cammino

“Rompete lo specchio in cui si riflette la vostra immagine di Istituto. La gloria di una storia vissuta ha bisogno di essere riseminata per rinascere. Rinunciate alle pretese, alla presunzione tranne a quelle del Vangelo…”.

Possibili paradigmi per il futuro

1* paradigma indiscusso, a partire dai Superiori: il discernimento continuo (cf Papa Francesco) come attitudine continua a far dialogare le esigenze del vangelo con questo tempo. La nostra è una identità profetica. Vivere il discernimento non solo nell’ascolto della Parola, ma anche di ogni singola voce, di ogni singola persona, anche la più semplice.

2* Avviare una paideia (educazione) continua, una Pedagogia a 360 gradi che è educazione e formazione continua, che si sposa con la storia (chiediamoci: quale umanità mostriamo e quale umanità viviamo?). È la vita fraterna in comunità che è da ricostruire, non “vita comune”, ma vita fraterna che comprende libertà personale. È evangelica se ha le caratteristiche descritte negli Atti degli apostoli: preghiera, spezzare il pane, comunione, ogni cosa in comune, lodando Dio. Godevano la simpatia di tutto il popolo. Siamo una forza, sì, ma rischiamo di essere una forza debole perché l’umanità oggi va sposata con la libertà e il Vangelo. Siamo una forma evangelica di vita. La nostra identità non è solo nelle diaconie. Le diaconie stanno cadendo. La profezia della vita consacrata è il primato di Dio. Le nostre scelte di apostolato devono essere evangeliche.

3* Scrutare la storia con sguardo profetico, ma insieme per rilevare il grido degli uomini e delle donne di oggi. Cammini diversificati per età. È il tempo dei piccoli segni profetici.

4* Il servizio di autorità, il facilitatore di questa realtà come colui che può prendere l’ultimo posto per seguire il gregge come dice papa Francesco. Servizio corale, che ha pazienza di ascolto, di discernimento.

Avviare buone prassi a tutti i livelli: nazionale, regionali, locali… anche quelle economiche, con piccole realtà.

Andiamo verso un nuovo umanesimo trinitario e non solo cristologico.

La nostra identità è “paterna”, trinitaria. Entrare in una sensibilità trinitaria e in una vicinanza umana semplice. La Vita consacrata non è per dare il pane, ma per essere lievito nella massa.

Sono seguiti poivvari interventi:

  • L’USMI sia propositiva, così come ha fatto per la Scuola;
  • I giovani sono in ricerca: hanno bisogno di essere incontrati e accompagnati;
  • Se qualcosa nel mondo cambierà sarà grazie alla Vita consacrata, a patto che essa recuperi: – la centralità della Trinità, la consapevolezza del limite a tutti i livelli, una fraternità creativa (creare relazioni anche on line);
  • Attenzione al Creato (Laudato sì), alle nuove schiavitù;
  • Un cammino in sinergia con la CIMI;
  • Patto educativo globale- Interculturalità.

La Vicepresidente Madre Ester, che ha coordinato gli interventi al Consiglio nazionale, annuncia che il cammino proseguirà, che il Consiglio di Presidenza si sta attivando per ulteriori proposte attraverso lettere.

Ricorda inoltre che l’Assemblea si svolgerà il 18/19/20 novembre, saranno date ulteriori informazioni, considerando l’evolversi della situazione sanitaria.

La Presidente Madre Yvonne, prendendo la parola per il saluto, si rivolge anzitutto a sr Dina Scognamiglio, fsp, che ha informato della sua nuova missione a Napoli e che quindi si appresta a lasciare il suo lungo servizio all’USMI, ringraziandola della sua dedizione e disponibilità nel servizio delicato della Comunicazione.

Rivolgendosi poi a tutte ringrazia della condivisione delle Regioni; ho sentito, prosegue, nell’esperienza della povertà e fragilità aprirsi un vero cammino di intercongregazionalità, ribadita l’importanza della Formazione da condividere con i laici, con i giovani. Tutto è un segno di speranza. Faremo delle proposte per i passi concreti che possiamo fare noi come Consiglio di Presidenza insieme agli Ambiti. Rendiamoci attente allo Spirito per non perdere il passo.

Ci salutiamo tutte con molta gratitudine e soddisfatte dell’Esperienza. Ore 12.20 del 7 giugno 2020.

 

Scuole paritarie – USMI-CISM: 7 proposte di EMENDAMENTI

Il 01 Giugno 2020 le Conferenze USMI e CISM, come anche le Associazioni AGeSC – AGIDAE – CIOFS Scuola – CdO Opere educative – CNOS Scuola – FAES – FIDAE – FISM – FONDAZIONE GESUITI EDUCAZIONE – MSC FIDAE hanno inviato, a numerosi parlamentari sensibili sul tema della scuola pubblica paritaria, 7 proposte di EMENDAMENTI.

Gli emendamenti riguardano vari aspetti di interesse comune per le scuole pubbliche paritarie che, in maniera trasversale, molti Onorevoli e Senatori hanno già proposto nei vari iter del DL Rilancio e del DL Scuola (Emendamenti: Disegno di legge Atto Camera n. 2500 di conversione del decreto-legge n. 34-2020).

Queste, in sintesi, le proposte:…….

Leggi il comunicato completo

Audizione presso la Camera dei deputati – Comunicato

Le Conferenze CISM ed USMI, il 29 maggio u.s., sono state udite, tramite la delegata sr. Anna Monia Alfieri, dalla Commissione Bilancio presso la Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del decreto-legge n. 34 del 2020.

L’incontro si è svolto in un clima di ampia cordialità e accoglienza verso le nostre Conferenze che hanno desiderato farsi parte attiva presso il Governo per le scuole pubbliche paritarie da noi gestite, dando continuità alla mobilitazione animata dallo slogan #NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO.

La Commissione Bilancio ha voluto che le fossero illustrati i termini dell’allarme e le soluzioni proposte. Abbiamo esposto le soluzioni condivise con il mondo associativo e il consiglio nazionale della scuola cattolica, cercando di tutelare una organicità di proposte che guardino non solo a soluzioni immediate e favoriscano i passaggi di diritto necessari per completare l’autonomia, la parità e la libertà della scelta educativa nel nostro Paese dentro un progetto unitario per la scuola pubblica statale e paritaria…

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