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Dietro Lui (I carismi)

Figlie del crocifisso

per essere segno della tenerezza di Dio

 

CHI SIAMO

Siamo una Congregazione religiosa fondata a Livorno nel 1840, dal sacerdote don Giovanni Battista Quilici. Siamo chiamate ad amare Dio con tutto il cuore, a vivere come Gesù povere, caste e obbedienti, unite in fraternità e nel servizio ai fratelli.

La missione che sgorga dal nostro Carisma ci porta nel mondo dei giovani, dei bambini, della donna, della famiglia, con particolare attenzione a chi è stato ferito dalla vita.

Vogliamo continuare, l’amore di Gesù Redentore, condividendo il cammino delle persone che vivono situazioni di disagio. Ci poniamo accanto a loro con tenerezza, rispetto e attenzione, per sostenerle nella crescita umana e spirituale, perché possano scoprire il senso della loro vita e viverla positivamente.

IL FONDATORE

QUILICI1Giovanni Battista Quilici nasce nel 1791 a Livorno città di mare, aperta a persone di ogni razza, fede e cultura.

E’ un ragazzo vivace e sensibile si accorge molto presto della grave situazione di miseria in cui vivono i suoi concittadini, specialmente dopo le invasioni napoleoniche.

In famiglia, a scuola, in parrocchia e per le strade della sua città apprende i valori della vita ed apre la mente ed il cuore ai bisogni della gente. Nell’ascolto della realtà che lo circonda, nel confronto con gli amici e nella preghiera, Giovanni Battista matu­ra la sua vocazione: donare la propria vita a Dio nel servizio dell’uomo.

Nel 1816 diventa sacerdote ed esercita il ministero fino al 1835 nella parrocchia di S. Sebastiano.

Nel 1835 è nominato parroco della nuova parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

Vive con passione il suo ministero pastorale: ad ogni persona vuole comunicare l’A­more del Redentore che egli incontra nella preghiera. Dalla contemplazione del Cristo Crocifisso è spinto sulle strade della sua città alla ricerca dei fratelli nei quali Gesù si è identificato.

La sua tenerezza di padre è per tutti, particolarmente per i giovani e per quelli di cui nessuno si occupa: prostitute, carcerati, orfani… Li cerca, li ascolta, li so­stiene, li accoglie ed, insieme ad altri, si impegna per costruire una società più umana. È’ convinto che sia necessario partire dall’educazione dei giovani e in particolare della donna.

Elabora i primi progetti e, con amici e collaboratori, inizia a realizzare i suoi so­gni. Sono tanti, e sembrano impossibili, ma egli, abbandonato alla Provvidenza, rie­sce a trovare le risorse per poterli attuare. In particolare, si fa strada in modo sempre più chiaro, il sogno di una “gran­de casa” e di un gruppo di “donne consacrate”.

Giovanni Battista coinvolge tutta la città nella costruzione dell’Istituto di Carità “Santa Maria Maddalena “, che in poco tempo si riempie di bambine e di ragazze bi­sognose di tutto: pane, vestito, istruzione, lavoro e soprattutto affetto e tanta tenerezza.

Giovanni Battista muore a Livorno nel 1844.Con le cinque giovani, che più di altri condividono la sua esperienza d’amore con il Cristo Redentore, fonda nel 1840 la famiglia religiosa delle Figlie del Crocifisso: a lo­ro affida la realizzazione del suo sogno nella grande casa di accoglienza.

La sua vita, intensamente vissuta sino alla fine, lascia progetti incompiuti, sogni e speranze inespresse; una strada è aperta: è necessario che vi siano persone che rac­colgano la sua eredità e ne sviluppino le potenzialità, perché sulle strade della vita con­tinui a germogliare la speranza.

E’ in corso la causa di beatificazione del Servo di Dio, in sede romana.

Spiritualità

Al centro della nostra spiritualità c’è Gesù, contemplato nel momento culminante del dono di sé a Dio e all’umanità: per questo il Fondatore ci ha chiamate “Figlie del Crocifisso”. A Lui cerchiamo di conformare quotidianamente la nostra esistenza. Tutta la vita di Gesù è per noi riferimento ma il mistero della sua passione, morte e resurrezione, ci coinvolge particolarmente.

Viviamo in fraternità con le sorelle, convocate dalla stessa chiamata di Dio, unite “come gli anelli di una catena”, formando un cuor solo ed un’anima sola, sul modello della prima comunità cristiana, secondo la regola di S. Agostino. Siamo una famiglia, unita nel nome del Signore: in comunità viviamo con le sorelle rapporti di affetto, di amicizia, di comunione di ciò che siamo e abbiamo con le nostre risorse e fragilità sperimentando la gioia del perdono e dell’accoglienza reciproca. Per questo, insieme possiamo aprire il cuore ai fratelli che la vita pone sul nostro cammino.

La Congregazione è aggregata all’ Ordine Agostiniano.

La missione

La vocazione di “Figlie del Crocifisso” ci invia nel mondo per essere segno dell’amore e della tenerezza di Dio e rendere operante la salvezza che “Gesù Redentore” ha offerto ad ogni persona con la sua morte e resurrezione.

I giovani, fin dalle origini, sono i destinatari privilegiati della nostra missione: “dovete interamente dedicarvi all’educazione della gioventù, e in particolare della “donna giovane” indicava don G. Quilici (Cs 1838 3,7) perché, per le sue caratteristiche, ha un posto rilevante nella costruzione della società.

Viviamo la nostra missione apostolica in Italia e in Perù, dedicandoci particolarmente ai “più piccoli” nei quali Gesù si è identificato.

 

Per maggiori informazioni consulta il sito: figlie del crocifisso.altervista.org

 

LA STORIA

 Le Salesiane Oblate del Sacro Cuore sono state fondate l’8 dicembre 1933 nella piccolissima diocesi di Bova oblate(RC) sull’Aspromonte da mons. Giuseppe Cognata, allora vescovo di quella diocesi, vero e appassionato figlio di don Bosco e discepolo fedele di san Francesco di Sales del quale seguì lo zelo pastorale, la spiritualità, la dottrina, l’ottimismo.

    La diocesi di Bova a quel tempo era la più povera e la più difficile. Le case sparse e appollaiate sui monti erano abitate da poveri contadini che lavoravano la terra con grande difficoltà.

      Il paese era privo di mezzi di comunicazione e di risorse naturali. Mancavano asili e i bambini, non accuditi dalle mamme perché costrette a lavorare anche loro la terra, erano abbandonati a se stessi in mezzo a tanti disagi e pericoli. La popolazione, per la scarsezza del clero, viveva senza sacramenti e senza aiuti spirituali.

Il giovane vescovo, resosi conto subito della situazione, cercò di venire incontro alle necessità materiali e spirituali della porzione di Chiesa a lui affidata chiedendo aiuto ad alcuni istituti religiosi femminili per sopperire alla necessità di quella povera infanzia abbandonata, ma nessuno accettò. Il Papa Pio XI, al quale aveva esposto la situazione in cui versava la diocesi, lo esortò a far da sé. Dopo aver molto pregato, consigliatosi con l’arcivescovo di Reggio mons. Carmelo Pujìa, per la solennità dell’Immacolata, a soli sei mesi dal suo arrivo in diocesi, mons. Cognata iniziò l’opera con tre giovani disposte a donarsi al Signore. Le tre giovani si chiamavano Grazia Anastasi, Caterina Ptizalis, Antonietta Morano. Nasce così l’Istituto delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore.oblate1

L’entusiasmo delle tre giovani, che davano esempio di carità gioiosa e di squisita accoglienza a quanti l’avvicinavano, conquistò i cuori di tante altre ragazze e ben presto la nuova fondazione crebbe e si moltiplicò. Ci furono anche tante nuove richieste da parte di altri parroci e così l’Istituto cominciò ad estendersi tra la diocesi di Bova e quella di Reggio Calabria.

      Nel 1935 si aprì il noviziato a Bova Marina e l’otto dicembre dello stesso anno si ebbero le prime professioni mentre il nuovo Istituto continuava ad estendersi in Calabria e approdava in Sicilia, nel Lazio e a Casal Bruciato in Roma, che verrà chiusa dopo due anni e sarà la spina  nel cuore del fondatore. Compito primario delle suore era l’educazione cristiana dell’infanzia e della gioventù con la costituzione di asili, laboratori e oratori; inoltre affiancavano i parroci nella catechesi. Oltre alla cura spirituale si occupavano della promozione umana civilizzando le popolazioni dei dintorni.

La Spiritualità Oblativa

  Nel 1933 era in pieno sviluppo l’Anno Santo straordinario della Redenzione indetto e illustrato da Pio XI. Al centro: l’offerta all’Eterno Padre di Cristo in croce per il rinnovamento dell’umanità.

 L’Oblazione, come la intende mons. Cognata, nasce alla luce del divino Paziente, vittima offerta al bene dei fratelli. Da gran tempo egli portava in sé e meditava l’annuncio profetico:”E’ stato sacrificato perché lo ha voluto e non ha aperto la sua bocca” (Is 53,7).

 Al momento perciò di fondare le “Oblate del Sacro Cuore” lo spirito della interna oblazione che lo consumava non poté non influire sulla scelta del nome, divenuta facile e normale trasmissione di vero e proprio carisma dello Spirito Santo.

 Distintivi della fondazione: l’umiltà, la piccolezza, la ricerca dei luoghi più poveri e bisognosi di assistenza e formazione cristiana del popolo e della gioventù povera e trascurata.

“Raccogliete le briciole dell’apostolato” diviene così regola fondamentale delle nascenti Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore.

 Mons. Cognata gode nel presentare alle figlie Gesù come “Oblato Divino” e “Modello di Oblazione”. Perciò esprime il desiderio che le figlie spirituali siano consacrate “in piena Oblazione” al Cuore di Cristo.

Il Patrono dell’Istituto

 Egli è innamorato di San Paolo, che lo ispira e dà come Protettore all’Istituto; e a lui conferisce il titolo di “Apostolo dell’Oblazione e della carità”; e così giunge a scrivere che la “carità è il distintivo proprio delle Oblate del Sacro Cuore di Gesù”.

 “La parola d’ordine dell’Oblazione è: tutto per Gesù! Tutto alla sua gloria e alla santificazione delle anime”. Per lo spirito misticamente illuminato di Giuseppe Cognata, sacerdote e vescovo, “gloria dell’Oblazione è “l’olocausto di amore filiale e generoso”, vissuto nell’incruento Sacrificio Eucaristico, dove allo stesso tempo Gesù è Offerente e Offerto, morto e vincitore della morte”.

 Una spiritualità cioè da vivere nel quotidiano, per l’assimilazione a Cristo e la fecondità delle figlie, il cui apostolato doveva restringersi alle diocesi di Calabria, ma che facilmente si estese in Italia e ne oltrepassò i confini.

Per maggiori informazioni consulta il sito: salesiane@sosc.org

Suore del Sacro Cuore del Verbo incarnato

 Ci presentiamo

Siamo le Suore del Sacro Cuore del Verbo Incarnato, una congregazione di diritto pontificio, fondata a Palermo (Sicilia – Italia) il 14 settembre 1884 dalla Serva di Dio Madre Carmela Prestigiacomo.

Partecipiamo nella Chiesa alla missione salvifica di Cristo, realizzando il progetto di testimonianza del suo amore e di annuncio della verità, attraverso l’impegno costante di evangelizzazione ed educazione.

Riunite nell’amore di Cristo formiamo una sola famiglia, presente in sette nazioni. Nelle nostre giornate cerchiamo di vivere l’anelito della fondatrice “armonizzando Marta e Maria”, per essere come lei diceva, contemplative ed apostole.

Il carisma

La nostra congregazione nasce verso la fine del XIX secolo in Sicilia, percossa allora da sanguinose rivolte. I nobili liberlal-borghesi mal sopportavano la sottomissione politica a Napoli e la perduta indipendenza sicula con il suo Parlamento e la sua Capitale.

Sia artigiani che contadini anelavano ad un miglioramento delle loro condizioni sociali, perciò per diversi motivi la rabbia degli uni e degli altri sfociò in violente rivoluzioni. L’ultima fu quella del 1848. La restaurazione borbonica portò una pace solo apparente.Il popolo e il clero, che erano stati i protagonisti dell’unificazione della Sicilia all’Italia, si trovarono delusi. Lo stato liberale egemonizzato da massoni e anticlericali, da capitalisti e grandi feudatari, mostrò ben presto il suo vero volto antireligioso e antipopolare.

S’incomincia con una campagna denigratoria dei preti e dei religiosi; in seguito si favorisce la propaganda protestante e di varie sette; si stabilisce la priorità dell’ordine pubblico su ogni richiesta di giustizia sociale, per poi varare una serie di leggi che porteranno come effetto una profonda divisione tra lo Stato e il popolo siciliano.

Questo è il contesto socio-ecclesiale in cui nasce la nostra congregazione. Dirà Madre Carmela: “L’istituto del Sacro Cuore sorge infra le tenebre dell’errore, per riaccendere nella chiesa la face della verità”.

La fondatrice

cali_benedice1La giovane fondatrice, ora venerabile Madre Carmela Prestigiacomo con l’aiuto del sacerdote diocesano D. Emanuele Calì e l’autorizzazione dell’Arcivescovo di Palermo, Card. Michelangelo Celesia, seguita da altre 4 giovani, diede inizio alla nuova fondazione il 14 settembre 1884, che presto dalla Sicilia approdò a Roma e in Calabria. Nel 1951 le prime missionarie partirono per il Brasile e quindi in Argentina (1981), in Canada (1981), in Messico (2001) e in Palestina (2010).

Sulle orme di Madre Carmela portiamo la luce della Verità nella Carità, che attingiamo dal Cuore misericordioso del Verbo Incarnato, armonizzando nella nostra vita “Marta e Maria”, contemplazione e azione apostolica.

La spiritualità

La nostra spiritualità è già espressa nella stessa denominazione: Suore del Sacro Cuore del Verbo Incarnato. In esso, infatti, consideriamo e onoriamo l’espressione somma dell’amore misericordioso di Dio verso l’umanità. Dalla sua contemplazione e venerazione ricaviamo l’alimento per nutrire e incrementare il nostro amore verso Dio e verso il prossimo. (Costituzione 3).

Diceva Gesù a Madre Carmela: “Io voglio da te un’Istituzione religiosa ove l’amante Cuor mio possa trovare conforto dalle continue ferite ed oltraggi che riceve dai peccatori; voglio un sodalizio in cui Marta e Maria ben si accordano insieme…”.

La missione

Inserite pienamente nella vita della Chiesa, da essa attingiamo i mezzi spirituali per la nostra santificazione e per suo mandato operiamo nel campo dell’apostolato specifico della Congregazione. (Costituzioni 4)

La specifica missione apostolica della congregazione è “riaccendere la face della verità” illuminando le intelligenze e le coscienze, attraverso l’educazione alla fede.

mexicoGli ambiti preferenziali in cui la nostra missione si realizza, sono: evangelizzazione, educazione, promozione umana, a servizio, dell’infanzia, della gioventù e della famiglia. In questa vocazione e missione ci ispiriamo al mistero del Cuore del Verbo Incarnato.

La madre fondatrice riguardo all’educazione cristiana raccomandava alle suore la fedeltà all’istruzione catechistica con le seguenti parole: “siate innamorate di questo ufficio, esso è tanto caro al Cuore Sacratissimo di Gesù, che nella sua vita terrena non risparmiò né sudore né stento nell’evangelizzare le turbe e anche dopo la sua risurrezione continuò a istruire i popoli mediante la missione data agli apostoli: docete omnes gentes”.

La madre fondatrice riguardo all’educazione cristiana raccomandava alle suore la fedeltà all’istruzione catechistica con le seguenti parole: “siate innamorate di questo ufficio, esso è tanto caro al Cuore Sacratissimo di Gesù, che nella sua vita terrena non risparmiò né sudore né stento nell’evangelizzare le turbe e anche dopo la sua risurrezione continuò a istruire i popoli mediante la missione data agli apostoli: docete omnes gentes”.

Per maggiori informazioni consulta il sito: www.sacrocuorevi.org

Stemma_FMI_1Contemplando il piano divino della salvezza universale, attuata in Gesù Cristo e nella Chiesa, che ne continua l’opera, Brigida Postorino, secondo un particolare carisma dello Spirito Santo e l’ispirazione della SS.ma Vergine, fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata (Cost. 1). Il 26 aprile 1901 l’Istituto veniva dichiarato col titolo “Figlie di Maria Immacolata”, titolo che “ogni altro in desiderio avanza” (C 3/12/1914); titolo che non doveva e non deve essere un semplice appellativo di distinzione da altre istituzioni religiose, ma significare innanzitutto un “segno” di celeste predilezione e un “modello” da imitare.

La Fondatrice volle che ci chiamassimo Figlie di Maria Immacolata  e che, dalla Madonna,  traessimo ispirazione e forza  nella vita spirituale  e una generosa dedizione  nell’esercizio del nostro apostolato (Cost. 5).

La nostra vita consacrata Immacolatina  ha il compito di favorire il primato assoluto di Dio, di metterlo al primo posto, subordinando tutto e tutti a Lui  nell’amore e nel servizio.  Contemporaneamente è chiamata  a dare la precedenza ai valori delle beatitudini,  vivendoli con radicalità e offrendone testimonianza forte e credibile agli uomini del nostro tempo, come cammino di santità.

La “Sequela di Christi” , alla quale siamo chiamate,  ci rende partecipi della vita intima di Cristo e ci impegna ad imitarlo con la professione pubblica  dei consigli evangelici di Castità, Povertà e Obbedienza (Cost. 8).

Essenziale, per vivere la nostra consacrazione religiosa, è la vita spirituale, di cui la preghiera è componente e importante.

Il carisma

Il carisma proprio delle Figlie di Maria Immacolata è dedizione totale e amorosa a Dio, secondo il motto “TUTTO IN DIO”, seguendo Cristo vergine, povero, obbediente,  manifestato nell’apostolato dell’istruzione e dell’educazione cristiana della fanciullezza e della gioventù (Cost. 2). “Il desiderio grande di perfezionare tutto, con la forza di Gesù, ci trasse il soave detto: Tutto in Dio, e noi lo prendemmo a motto emblema delle nostre azioni” (Ps 20).

Lo scopo dell’Istituto si sintetizza nel programma: “Amore e Zelo – Cuore e Braccio”.

Bisogna dare a Gesù Cristo il cuore e il braccio; l’orazione con la vita interiore sia il cuore; le occupazioni esteriori, il magistero di carità e di misericordia  da esercitarsi quotidianamente con la gioventù ne siano il braccio” (Cms III,3).

BRIGIDALa fondatrice

Le suore dell’Istituto Figlie di Maria Immacolata di Catona si ispirano alla loro Madre Fondatrice, Suor Maria Brigida Postorino.

Il 19 novembre 1865 nasce a Catona di Reggio Calabria Brigida Maria Postorino, quarta di otto figli, la quale entrerà come educanda nel collegio ‘San Gaetano’ di Reggio per il corso delle scuole.

 La famiglia della fondatrice e il tessuto sociale e religioso di Catona sono perciò dati essenziali non semplicemente ai fini biografici, ma per tentare di definire i primi, essenziali tratti dell’opera di Brigida Maria Postorino ed in prospettiva dell’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata.

“L’Istituto – racconta Madre Brigida Postorino – nacque agli occhi degli uomini il 6 novembre 1898, ma agli occhi di Dio ebbe principio nel suo cuore ab eterno: nell’animo della Madre comincò a 4 anni… proseguì a 9… si raddoppiò a 12… quando con ingenua semplicità ripetevo: devo, voglio farmi suora. Dove? Chiedevano le compagne dell’educandato. Nel mio paese, rispondevo, ove posso far molto amare Gesù e la Madonna Immacolata”.

Nel 1882 terminati gli studi, torna a Catona dove Istituisce la Pia Unione delle Figlie di Maria. Per combattere l’analfabetismo apre una scuola gratuita a favore dei fanciulli disagiati.

Alcune delle date più rilevanti per tracciare la storia di un’opera di espressione del rinnovamento sociale e religioso che caratterizza molti territori, tra i quali quello di Reggio Calabria.

  1. Riceve a gennaio il mandato dal Card. Gennaro Portanova, Arcivescovo di Reggio, per la fondazione dell’Istituto che dopo l’acquisto della Casa Madre avverrà ufficialmente il  6 novembre.
  2. Le prime suore vestono l’abito religioso. Brigida viene nominata Superiora della Comunità (6 gennaio).
  3. In pellegrinaggio a Roma, dai Cardinali Tripepi e Portanova, Brigida Postorino viene presentata al Papa Leone XIII, che benedice la nuova Fondazione.
  4. Il 26 aprile L’Istituto delle Figlie di maria Immacolata riceve, dall’Arcivescovo di Reggio Calabria, il Decreto di Erezione canonica.
  5. Costituita Madre Brigida Postorino, dal Cardinal Portanova, Superiora Cenerale a vita, il 19 marzo viene celebrato il 1° Capitolo Generale dell’Istituto e vengono consegnate a tutte le suore le Costituzioni approvate dall’Arcivescovo.

Nell’arco di dieci anni, tra il 1898 e il 1908, si avrà la fondazione di altre dieci case dell’Istituto, ma con il terremoto che colpì Reggio e Messina andarono distrutte procurando la morte di diverse suore e con il conseguente sfollamento delle superstiti a Torre del Greco (NA).

  1. Udienza di Sua Santità Pio X, che si mostra benevolo e prodigo con Madre Postorino (25 gennaio). Il nuovo Istituto riceve dal Santo Padre il Decretum Laudis (30 luglio).
  2. Il noviziato delle Figlie di Maria Immacolata dalla Campania viene trasferito a Reggio Calabria con un incremento spirituale, disciplinare e numerico dell’Istituto.
  3. Conferma definitiva dell’Istituto e approvazione apostolica delle Costituzioni aggiornate ai canoni del nuovo Codice (10 aprile).
  4. In ossequio al desiderio del papa Benedetto XV e allo scopo di preparare ospitalità alla gioventù, Madre Brigida il 19 marzo fonda una casa a Roma, al Viale Mazzini.
  5. Nell’anno del trentennio di fondazione dell’Istituto, Madre Postorino vede partire le prime Suore Missionarie Immacolatine per l’Argentina.
  6. Con decreto reale, l’Istituto delle Figlie di Maria Immacolata viene riconosciuto giuridicamente (1 dicembre).
  7. Il 3 marzo Madre Brigida senza il beneficio dell’anestesia, subisce un intervento chirurgico per diverticolosi e si trasferisce a Velletri per la convalescenza.
  8. La Congregazione dei Religiosi, il 18 luglio, nomina tra le Figlie di Maria Immacolata un governo autonomo da Visitatori e Delegati.
  9. Santa morte di madre Maria Brigida Postorino (30 marzo – ore 17,30).
  10. Traslazione delle sue spoglie dal cimitero tuscolano alla cappella dell’Istituto “Maria Immacolata”, Via Brigida Postorino – Frascati (30 aprile).

Per maggiori informazioni soprattutto per conoscere la loro missione

e la loro presenza in Itale e nel mondo consulta il sito: figliedimariaimmacolata.it

Le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia

logo-crocifisse1Le  Suore Crocifisse  Adoratrici dell’Eucaristia, nascono a Napoli  il 20 novembre 1885, grazie a Madre Maria Pia Notari, che accogliendo l’invito di Dio decise e tanto si prodigò per la fondazione di questa famiglia religiosa.

Due sono gli elementi principali che caratterizzano il carisma delle suore crocifisse: la Croce e l’Eucaristia.

L’atto di amore più grande di Gesù è stato il suo sacrificio sulla Croce: allo stesso modo loro vogliono donarsi come, con e per Lui; adorarlo nel Sacramento dell’Eucaristia ed essere il prolungamento della sua missione nel mondo.

Un’importanza fondamentale viene data alla preghiera, vista come un tempo privilegiato per stare con lo Sposo. Il progetto apostolico delle suore crocifisse si esprime principalmente attraverso la preparazione delle ostie e la distribuzione delle stesse e del Vino Eucaristico; la confezione delle vesti liturgiche e della biancheria d’altare; la formazione cristiana delle persone attraverso la  gestione di scuole cattoliche, di istituti socio-assistenziali ed educativi, di case di riposo per anziani e di case per ferie; l’assistenza a giovani studentesse  e a gruppi organizzati per giornate di spiritualità; la collaborazione alla vita  e alle opere parrocchiali e diocesane.

 

Gli elementi che costituisco il carisma e la spiritualità della Suora Crocifissa Adoratrice dell’Eucaristia

Crocifissa col Cristo, nell’offerta quotidiana di se stessa per le necessità della Chiesa e del mondo intero, è apostola dell’Eucaristia non solo per quanto riguarda la preparazione della materia per il Sacrificio Eucaristico, ma soprattutto per l’impegno a far amare Gesù da tutti, bambini, adolescenti, giovani, famiglie, anziani, ammalati e poveri, preparando il cuore di ognuno ad essere dimora di Dio Trinità.

Ama con tutte le forze Dio con la totale donazione di se stessa e con la preghiera e l’adorazione costante per la riparazione delle deviazioni e degli errori largamente diffusi nel mondo e per la santificazione dei sacerdoti.

Le figure di santità dell’Istituto

Le suore crocifisse hanno la fortuna di potersi ispirare, nel loro percorso di santità, a due grandi esempi: la Madre Fondatrice, Maria Pia Notari e la Beata Maria della Passione.

La Beata Maria della Passione

Beata1Nacque a Barra, oggi popoloso quartiere di Napoli, il 23 settembre 1866, da Leopoldo Tarallo e Concetta Borriello. Al battesimo, celebrato nella parrocchia “Ave Gratia Plena”, le fu dato il nome di Maria Grazia. In famiglia ricevette una solida formazione umana e cristiana, che completò facendo la prima comunione a sette anni e la cresima a dieci.

Da giovane aspirò intensamente alla perfezione cristiana. Desiderava abbracciare la vita consacrata, ma, fortemente contrastata dal padre, riuscì a realizzare questo progetto solo a venticinque anni, quando fu accolta a San Giorgio a Cremano tra le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia, da poco fondate dalla Serva di Dio Maria Pia Notari. Era il 10 giugno 1891.

Nella famiglia religiosa Maria Grazia Tarallo assunse il nome di Suor Maria della Passione. Condusse quasi tutta la sua vita nella casa di San Giorgio a Cremano. Se ne allontanò solo nel 1894-1896 per concorrere all’apertura di una nuova casa in Castel San Giorgio, in provincia di Salerno.

In comunità, ricoprì con impegno vari uffici, da quelli più umili di cuciniera, guardarobiera e portinaia, a quelli di maggiore responsabilità. Nel 1910, in fatti, fu nominata Maestra delle Novizie, curando così la formazione delle giovani che si preparavano alla professione religiosa tra le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia. Realizzò in pienezza la vocazione religiosa, manifestando un grande amore alla Passione di Gesù Crocifisso, all’Eucarestia e alla Vergine Addolorata: “Mi chiamo Suor Maria della Passione” – era solita dire – “e debbo somigliare al Maestro”.

Condusse vita esemplare ed edificante nella carità, e tutta la comunità l’ammirava, percependo la ricchezza dei suoi doni mistici, che si manifestavano in forma di visioni, estasi e profezie. Fece della sua vita austera un’offerta a Dio per la redenzione dei peccatori e per la santificazione dei sacerdoti. La sua aspirazione – come confidava a qualcuno – era quella di “farsi santa amando Cristo nell’Eucarestia, soffrendo con Cristo crocifisso, guardando Cristo nella persona del fratello”.

L’ultimo periodo della sua vita, durante il quale si nutrì della sola Eucarestia, fu particolarmente doloroso a causa delle infermità. Circondata dall’affetto delle consorelle e compianta dai tanti che la stimavano per gli eccezionali doni mistici e la fama di santità, morì il 27 luglio 1912 a San Giorgio a Cremano, dove il corpo è ancora oggi conservato nella chiesetta delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia. Il cardinale Giuseppe Prisco, arcivescovo di Napoli, ne introdusse la causa di canonizzazione nel 1913. Papa Giovanni Paolo II dichiarò le sue virtù vissute in modo eroico nel 2004. Papa Benedetto XVI, infine, l’ha proclamata Beata con decreto del 19 gennaio 2006. La beatificazione di Maria della Passione è stata celebrata nella Cattedrale di Napoli il 14 maggio 2006.

Per maggior informazioni consulta il sito: www.suorecrocifisseadoratrici.org

APOSTOLE DELLA SACRA FAMIGLIAlogo1

La fondazione del nostro Istituto risale al 1888, ad opera di Mons. Giuseppe Guarino (1827-1897), Arcivescovo di Messina ed in seguito Cardinale, il quale lo volle a sostegno del suo particolare impegno pastorale a tutela della sacralità della famiglia.

Lo intitolò alla Famiglia di Nazareth modello di perfezione per ogni famiglia cristiana, e lo pose sotto la protezione della stessa.

famiglia1Continuatrici di quell’impegno ed aperte ai segni dei tempi, noi Apostole della Sacra Famiglia ci qualifichiamo, quindi, come persone chiamate da Dio a praticare i consigli evangelici e ad operare nella Sua Chiesa, con la consacrazione totale del nostro essere, per promuovere l’integrità e la santità della famiglia mediante la pastorale familiare e l’educazione della gioventù.

 

 

 

IL FONDATORECARDINALE1

Il Servo di Dio card. Giuseppe Guarino nacque a Montedoro (CL) il 6 marzo 1827, compì gli studi nel Seminario di Agrigento – dove si distinse per intelligenza e bravura e, soprattutto, per bontà e profonda pietà – e fu ordinato sacerdote nel 1849, perfezionandosi al contempo nello studio della teologia morale e del diritto (canonico e civile), l’approfondita conoscenza del quale gli valse ben presto importanti incarichi, che seppe disbrigare con apprezzato zelo, nella pubblica amministrazione dell’allora Regno delle due Sicilie. In particolare si distinse nella soluzione di annose controversie tra Greci e Latini nella Chiesa sicula, favorendo la restituzione della pace ai fedeli dei due riti.

Nel 1871 venne eletto Arcivescovo di Siracusa, ufficio che per umiltà cercò di rifiutare, piegandosi solo di fronte alla ferma volontà di Pio IX. Quivi seppe conquistare gli animi e rinvigorire il fervore della vita religiosa, intiepiditasi a motivo della lunga vacanza della sede e dei torbidi politici che erano riusciti a rallentare la disciplina del clero e persino a corrompere la condotta morale di non pochi sacerdoti e fedeli.

Pertanto, nel 1875, resasi vacante la sede di Messina, lo stesso Pio IX, ritenne opportuno affidare quella a Mons. Guarino che vi fece il suo ingresso il 3 agosto, accolto come una “grande promessa”.

Reggerà per ben 22 anni questa insigne Arcidiocesi e, dal 1883, anche con il titolo Archimandritale del SS. Salvatore, continuando a distinguersi per la sua instancabile attività. A lui, in particolare, si debbono la riorganizzazione del Seminario e la fattiva e benemerita presenza di religiose e religiosi chiamati a portare la loro collaborazione.

Inoltre, nel 1889, fondò egli stesso una nuova famiglia religiosa: le Piccole Serve – oggi Apostole

della Sacra Famiglia, affidando loro la missione di operare per la crescita e la maturazione religiosa e sociale delle giovani e per la promozione integrale della famiglia.

 

Per maggiori informazione

Clicca: www.apostolesacrafamiglia.it

gesùemariaSiamo una Congregazione che si dedica in modo particolare all’educazione integrale della gioventù in tutte le fasi dell’età evolutiva.

Dall’Eucaristia e da Gesù Crocifisso attingiamo le risorse per raggiungere mente, cuore e forze dei giovani che hanno bisogno di valori essenziali in una società che li disorienta.

Nelle nostre comunità cerchiamo di vivere la vita fraterna nell’accoglienza, nell’ascolto reciproco e nella condivisione dei beni per essere una proposta credibile per chi ci avvicina.

 Carisma e Spiritualità

L'”Eccomi” di  Gesù e di Maria è l’atteggiamento al quale ci ispiriamo per modellare la nostra vita di consacrazione a Dio a servizio dei fratelli.

L’oblazione è dettata unicamente dall’amore e non si realizza se non attraverso l’amore.

Gesù, pienamente obbediente al Padre, durante la vita terrena, ha realizzato la sua missione, rivelando il vero Volto del Padre e consumandosi fino alla morte e alla morte di croce per la salvezza dell’uomo. Nell’Eucarestia, Gesù continua la sua donazione al Padre e ai fratelli, rimane in mezzo a noi – “ Io sarò con voi fino alla fine dei tempi”( Mt 28,20) – come colui che serve, accoglie, parla, ascolta, guarisce, educa e ci dice “fate questo in memoria di me”(Lc 22, 19).

Maria, al pari di Gesù, visse costantemente protesa alla ricerca e all’attuazione della divina volontà. Infatti, l’ offerta che ella fece di se stessa, quando pronunciò le parole: ” Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la sua Parola “ (Lc 1,38), coinvolse tutta la sua vita” .

“La nostra spiritualità è cristocentrico-mariana, con speciale riferimento all’aspetto oblativo: infatti Gesù, il primo consacrato del Padre, compì la sua missione redentrice, liberamente accettata nell’ assoluta fedeltà alla Volontà del Padre, che considerò nutrimento della sua vita:” Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato” (Gv 4,34).

madreLa Madre Fondatrice, sr M. Anna Teresa  Maggiori (26 gennaio 1686 – 23 dicembre 1771) per prima, nella contemplazione e nell’azione, visse ispirandosi a Gesù e Maria.

La sorgente dell’oblatività redentiva fu Gesù Eucaristia: incalcolabili le ore trascorse ai piedi dell’amato, lasciandosi amare dall’eterno amore.

Profondamente afferrata da Lui, alimentò il desiderio di essere tutta sua, al punto che, a solo dodici anni, si consacrò al Signore col voto di castità. Guidata dallo Spirito, scelse sempre la “parte migliore” ( cfr.Lc 10,42): tutta di Dio  per donarsi ai fratelli.

Maria Maggiori, attenta con gli “occhi del cuore” ai segni dei tempi, riusciva a discernere situazioni ed eventi del quotidiano per imprimervi quel tocco dell’amore di Dio che fa nuove tutte le cose. Comprese che occorreva promuovere il diritto della donna ad una vita libera e liberante, dignitosa e ben orientata.

Capì che l’itinerario fondamentale per realizzare la meta doveva essere la formazione umana e cristiana delle giovani donne, attraverso quei mezzi che erano alla sua portata: istruire, educare e abilitare ai lavori domestici.

 Da questa contemplazione nacque la sua missione fruttuosa.

Le Opere Apostolicheopere1

La nostra missione consiste nel vivere la donazione tra i bambini, i giovani, le famiglie per accompagnarli nel cammino di crescita verso una umanità nuova.

La nostra attenzione educativa trae origine dalla ispirazione dello Spirito Santo che mosse la Madre Maggiori verso le giovani generazioni per formarle alla vita umana e cristiana e promuoverne la dignità.

La Madre Maggiori è stata, ed è una donna profetica, perché ha pronunciato la Parola di Dio con la sua vita, messa totalmente a servizio della donna, emarginata dalla cultura del suo tempo.

Il primo centro di formazione (Conservatorio) venne realizzato in Albano Laziale, città nativa della Fondatrice.

La Congregazione, ancora oggi, continua ad essere presenza significativa nel campo educativo attraverso scuola primaria, scuola dell’infanzia, catechesi, pastorale giovanile e familiare, case di accoglienza.

 

Per ulteriori informazioni consultare il sito: www.suoreoblate.net

La Congregazione delle Missionarie di Maria

Società Missionaria di Maria

fondatoreSiamo una Congregazione di diritto pontificio, sorta a Parma nel 1945 ad opera del saveriano padre Giacomo Spagnolo (1912-1978) e della Venerabile Celestina Bottego (18951980) con la finalità di annunciare Cristo e testimoniare il suo vangelo tra i non cristiani. fondatrice

La nostra Famiglia costituisce il ramo femminile dell’Istituto dei Missionari Saveriani, fondato nel 1895 dal vescovo San Guido Maria Conforti.

Per questo siamo conosciute anche come “Missionarie Saveriane”.

All’origine della Congregazione c’è un’esperienza mistica, un impulso dello Spirito. Padre Giacomo è attratto dal mistero della misericordia onnipotente di Dio, che opera attraverso strumenti poveri e piccoli. La contemplazione del Crocefisso conduce Celestina a lasciarsi attirare dentro il movimento di donazione totale di Gesù, la muove a dire un sì modellato su quello di Maria.

saverianeE’ la parola “Tutto” che sconvolge il progetto di vita di Celestina e dona una nuova configurazione alla vocazione di padre Giacomo. La loro fede viva e la disponibilità piena al piano di Dio li rende padre e madre di una Famiglia missionaria, inviata ad annunciare il Vangelo, dono di vita e di salvezza.  Attorno a loro si raccolgono presto giovani coinvolte nella stessa avventura, “figlie di un pensiero di totalità”, come diceva padre Giacomo.

E’ scritto nelle nostre Costituzioni: «Seguiamo Cristo missionario del Padre, nella professione dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza. Non usiamo abito uniforme, ma vestiamo “modestamente e dignitosamente” secondo l’uso dei vari luoghi in cui ci troviamo, per favorire un contatto semplice e fraterno con tutti».

La missione per noi, prima che un nostro operare è un contemplare l’opera di Dio, come Maria nel canto del Magnificat, e diventare quindi segni del suo amore di misericordia. Non ci è chiesto di generare opere, ma di prenderci cura dell’opera di Dio, dei suoi figli e delle sue figlie che attendono di conoscere il nome del Padre di tutti e di sapere a immagine di chi sono fatti. Ci ispiriamo a Maria particolarmente nel mistero della Visitazione, in cui essa ci offre il modello del nostro atteggiamento interiore verso Dio e verso le persone. Maria va con sollecitudine verso la cugina Elisabetta, portando in grembo il suo Gesù, presentandosi come ogni altra donna, ma con un grande segreto, una grande missione da compiere per l’umanità.

Tutta la nostra esistenza è a servizio dell’annuncio di Cristo. Mosse dal suo amore, inserite nella vita dei popoli a cui siamo inviate, ci dedichiamo a ogni servizio diretto al primo annuncio del vangelo e alla formazione di nuove comunità cristiane; svolgiamo attività educative, sanitarie e sociali, collaborando con quanti operano per promuovere la vita, la giustizia e la pace; in ambienti già evangelizzati offriamo il servizio dell’animazione missionaria e vocazionale. Presenti in contesti segnati da violenze e oppressioni, i poveri e gli esclusi sono i nostri primi destinatari.

Dal 2009 si sta sviluppando tra noi anche un gruppo di vita contemplativa a sostegno della attività missionaria di tutta la Congregazione. Alcune sorelle, inserite nella normalità della vita comunitaria, dedicano più tempo alla preghiera e in particolare all’adorazione eucaristica. Vivono la loro vocazione missionaria portando nel cuore il mondo per offrirlo al Signore e intercedere per le necessità di tutti, col vivo desiderio che il regno di Dio si diffonda presto su tutta la terra.

Negli anni la Congregazione si è estesa in diversi paesi del mondo. Riunite in comunità fraterne, arricchite dalla crescente presenza di sorelle di diverse culture, attualmente siamo presenti in Africa (Burundi, Camerun, Ciad, R.D. Congo), nelle Americhe (Brasile, Messico, Stati Uniti), in Asia (Giappone e Tailandia); la sede generalizia è a Parma. In Italia siamo ad Oristano, Cava dei Tirreni, Milano, Ceggia, Parma e Roma.

Il nostro motto, Padre nostro, venga presto il tuo Regno per Maria, è la supplica che accompagna la missione affidataci. Esprime il desiderio che portiamo in cuore, l’anelito del compimento pieno del piano di Dio, della ricomposizione in Cristo di tutte le frantumazioni del mondo.

Numerosi gruppi di Laici delle Missionarie di Maria-Saveriane condividono con noi la passione per la missione. Essi sono l’espressione laica del nostro carisma e affiancano nostre comunità nello spirito della “famiglia allargata” auspicato dal fondatore, per attuare il motto: “Tutti i mezzi e tutte le forze per la missione”.

 

Per maggiori informazioni vai la sito: www.xaverianas.com\it\

Logo-CongregazioneLe suore “Ancelle del Santuario”, sono state fondate nel 1882/84, a Piacenza, da Mons. Santo Giuseppe Antonio Leopoldo Masnini De Cornati, coadiuvato dalla sorella Giuditta, in religione Suor Giuseppina.

Il nome “Ancelle” denota lo spirito di servizio-caritativo che le anima, sullo stile della Santa Famiglia, perché “Lo spirito dell’Istituto prende forma da quello della Santa Famiglia di Nazareth”.

La specificazione “del Santuario”, indica che i destinatari del nostro servizio sono Dio e il prossimo, in quanto ogni persona umana è Tempio del Signore, pertanto costituiscono per noi ambiti privilegiati di evangelizzazione, di testimonianza, di autentica promozione umana:

  •  l’educazione della gioventù, 
  • l’assistenza agli anziani e agli ammalati, 
  • il sostegno alle famiglie,
  • il servizio di ospitalità, 
  • le iniziative rivolte alla cura dei poveri, allo sviluppo culturale e spirituale dei popoli”.

Il Fondatorefondatore

ll Padre Fondatore, Monsignor Santo Giuseppe Antonio Leopoldo Masnini De Cornati, è nato il 31 ottobre 1843 a Belgioioso, in provincia di Pavia, ed è vissuto nella seconda metà del 19° secolo, un periodo storicamente complesso in cui si sono verificati: l’unità d’Italia, il crollo del potere papale, le tensioni tra Stato e Chiesa e, non ultimo, i tristi e difficili esiti della rivoluzione industriale, tra i quali le condizioni di miseria in cui viveva il proletariato, a motivo dello sfruttamento dei capitalisti.

Il problema dell’alfabetizzazione era tra quelli più urgenti nella società ed è per tale motivo che nell’Ottocento vi è un fioritura di Istituti religiosi, con il fine di istruire ed educare non solo i figli dei borghesi ma anche quelli dei proletari.

Monsignor Masnini avverte le problematiche del suo tempo e s’impegna a dare il suo contributo per risolverle. A tal fine fonda la famiglia religiosa delle suore “Ancelle del Santuario figlie di adorazione e di lavoro”.

Il carisma

“Vivere l’amore di Dio ad imitazione di Maria Santissima prima Ancella e Madre della Chiesa, con la preghiera ed il lavoro in umile servizio verso i fratelli, attraverso l’educazione della gioventù l’assistenza agli ammalati ed agli anziani.”

“Vivere l’amore di Dio” è il fine particolare, lo scopo di vita delle “Ancelle del Santuario”.

Esse cercano di realizzare la loro totale donazione, ad imitazione di Maria Santissima, prima Ancella e Madre della Chiesa, attraverso la piena disponibilità alla volontà di Dio. Guardando al “Sì” di Maria, che accolse ed offrì al mondo il Verbo di Dio, anch’esse vogliono accogliere e offrire all’umanità colui che rivela pienamente Dio all’uomo e conduce l’uomo a Dio.
Disponibili al servizio dei fratelli, ne mettono a disposizione: la preghiera, il sacrificio ed il lavoro. Cercano di testimoniare il Cristo: nell’educazione ed istruzione della gioventù, nell’assistenza agli ammalati ed agli anziani, nella collaborazione attiva con il clero nella parrocchie ed in ogni contatto umano.

La vita delle “Ancelle del Santuario” è laboriosa e dinamica. Ogni comunità tende a realizzare, nella piena libertà che offrono i consigli evangelici, il clima di serenità operosa, spesso sofferta, ma responsabilmente vissuta, della “Famiglia di Nazareth”, che il Padre Fondatore ha voluto protettrice dell’Istituto. Così in ogni casa al primo posto, perché sia ispiratrice di vita dopo la Divina Eucaristia, troneggia la triade terrena: Gesù, Maria e Giuseppe.

 

Il nome

Il nome, «Ancelle del Santuario», non è scelto a caso; il Padre Fondatore ha voluto racchiudere in esso il programma, il fine specifico dell’opera. «Ancella»: è la donna che serve, nel suo lavoro, nel suo servizio quotidiano ai fratelli, è il prolungamento nel nostro tempo dell’opera di Maria.  «Del Santuario»: il Santuario è la casa di Dio, luogo di preghiera e di adorazione. Qui si attinge la forza e la grazia per la gioiosa fecondità del servizio; si stabilisce, così, un rapporto di intima unione con Dio, che consente di vedere più facilmente ogni creatura in Dio e di cogliere più verosimilmente l’Immagine di Dio in ogni creatura. Il Santuario, però, è ogni uomo e ogni donna, poiché ogni creatura umana è creata ad immagine e somiglianza di Dio ed è Suo tempio. Quindi, le “Ancelle” nel servizio ai fratelli (“del Santuario”), attraverso le diverse forme di apostolato, cercano di contemplare il volto del Signore e di ristabilire in essi l’immagine di Dio, qualora risultasse offuscata dai fumogeni delle prove della vita. Per le Ancelle, la base dell’edificio spirituale è l’umiltà vissuta ad imitazione di Maria e nei voti di povertà, castità e obbedienza. Ad imitazione di San Giuseppe, esse realizzano la povertà mediante l’amore al lavoro.

Il Padre fondatore, infatti, sovente ripeteva loro: • “Procuratevi di rendervi abili in ogni sorta di lavoro … se non amaste il lavoro, manchereste allo spirito dell’Istituto; se lo trascuraste, tradireste la vostra professione di povere”; • “Le Ancelle sono figlie di adorazione e di lavoro”.

Missione

 Così è descritta nelle loro Costituzioni:

“Chiamate alla Sequela Christi, volgiamo a Lui il nostro sguardo, per incontrarlo nella Parola e nei Sacramenti, per conformare la nostra volontà alla Sua, per imitarlo nel servizio apostolico che scaturisce dall’unione intima con Lui”.

“Aperte ai segni dei tempi, in ascolto dello Spirito, primo e principale dono del Risorto, rispondiamo ai bisogni dell’umanità, secondo l’indole e lo stile specifico del nostro Istituto”.

“L’educazione della gioventù, l’assistenza agli anziani e agli ammalati, il sostegno alle famiglie, il servizio di ospitalità, le iniziative rivolte alla cura dei poveri, allo sviluppo culturale e spirituale dei popoli, costituiscono per noi ambiti privilegiati di evangelizzazione, di testimonianza, di autentica promozione umana”.

“La partecipazione dei laici alle nostre attività, favorisce lo sviluppo della dimensione ecclesiale e di corresponsabilità verso la comune missione di “riscoprire e far riscoprire”, alla famiglia degli uomini, “la dignità inviolabile di ogni persona umana”. Il rapporto con i laici può esprimersi in forme associative secondo le indicazioni del Direttorio”.

Per maggior informazioni consulta il sito: www.ancelledelsantuario.net

SERVE DI MARIA RIPARATRICE

logo1Chi siamo

Siamo una Congregazione iniziata da Madre Maria Elisa Andreoli, dalla mamma Margherita Ferraretto e altre due compagne. Apparteniamo alla Famiglia servitana, formata dall’Ordine dei frati Servi di Maria, dalle sorelle claustrali, da 21 Congregazioni di suore di vita attiva e da diversi gruppi laicali. Ne condividiamo la spiritualità, scaturita dall’esperienza dei sette Santi Fondatori (Firenze, XIII sec.).
Nella nostra sequela di Cristo, ispirandoci a santa Maria, testimoniano il Vangelo in comunione fraterna, ci poniamo a servizio di Dio e dei fratelli e sorelle, assumiamo l’impegno della riparazione mariana, trasformando tutta la vita in oblazione di amore redentivo. La nostra missione di promozione umana ed evangelizzazione si realizza in modalità diverse: nel servizio educativo, sanitario, pastorale, nell’accoglienza e nell’ospitalità. Attualmente abbiamo 61 comunità: in Italia (27), Brasile (19), Argentina, Costa d’Avorio, Albania e Filippine (2), Portogallo, Bolivia, Perù, Togo e Messico (1).

Storia

Le Serve di Maria Riparatrici sono nate nel 1900 a Vidor (in provincia di Treviso – Italia), per opera di Madre andreoli1Maria Elisa Andreoli, della sua mamma Margherita Ferraretto e di altre due compagne: Carmela Regonesi e Agnese Vimercati, desiderose di consacrarsi al Signore e di dedicarsi al servizio dei fratelli, ispirandosi a Santa Maria, la Serva del Signore.
Inizialmente si occupano dell’educazione dei bambini e delle ragazze e collaborano nella pastorale parrocchiale; poi si dedicano anche alla cura dei malati. Nel 1921 si aprono alla missione ad gentes, quando, in risposta all’invito dei Servi di Maria, Madre M. Elisa invia cinque sorelle e una postulante a Sena Madureira – Acre, nella regione amazzonica del Brasile.
Alcune date segnano il loro cammino: il 12 luglio 1900 le prime 4 sorelle emettono la professione, data ricordata come il giorno di fondazione della Congregazione; il 31 marzo 1903 vengono riconosciute dal vescovo di Adria (Rovigo) come famiglia religiosa; il 19 gennaio 1910 sono aggregate all’Ordine dei Servi di Maria; il 24 marzo 1931 ricevono l’approvazione pontificia.

Missione

missione1La Congregazione, ponendosi al servizio della Chiesa, resta fedele alle finalità indicate dalla Madre fondatrice ed orienta l’espletamento del suo mandato apostolico verso l’evangelizzazione e quelle attività di promozione umana che meglio traducono la carità, la solidarietà ed il rispetto della persona.
Daremo ad ogni nostro servizio un contenuto pastorale: l’annuncio dell’amore di Dio per tutti gli uomini e del posto della Vergine nel piano della salvezza» (Costituzione SMR, art. 77).

Le Serve di Maria Riparatrici, alla luce del proprio carisma, partecipano alla missione evangelizzatrice della Chiesa. Sono impegnate a percorrere le strade che privilegiano gli “ultimi”, a promuovere l’inculturazione della fede evangelizzando le diverse culture, a favorire l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, contribuendo ad annunciare Cristo a tutte le genti, nella logica evangelica della gratuità.

Le comunità sono aperte a pluralità di forme di vita e di servizio e cercano di rispondere alla loro vocazione di “umile servizio” dedicandosi, nelle varie nazioni, all’evangelizzazione e alla promozione umana negli ambiti dell’educazione, del servizio socio-sanitario, dei progetti di solidarietà, dell’ospitalità, della pastorale, dell’animazione nei santuari mariani e nei centri di spiritualità.

Per conoscere di più, visita il sito: www.smr.it